Preghiera per l'Ucraina: quarto Natale di guerra

Un fondo per risarcire i danni causati dalla Russia, l'educazione a rischio per la gioventù ucraina e la storia di un obiettore mandato al fronte

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  Giuliana Băruș
  27 dicembre 2025
  6 minuti, 34 secondi


“Alla vigilia di Natale, i russi hanno dimostrato ancora una volta chi sono veramente. Bombardamenti massicci, centinaia di shahed (droni di fabbricazione iraniana, ndr), missili balistici, attacchi Kinzhal (missili ipersonici russi, ndr): è stato usato di tutto. Ecco come agiscono coloro che non hanno assolutamente nulla in comune con il cristianesimo o con qualsiasi cosa umana”. Con queste parole il presidente Volodymyr Zelensky sì è rivolto alla nazione nel giorno della vigilia di Natale, il quarto da quando è cominciata l'invasione russa su larga scala. “Chiediamo la pace per l'Ucraina. Lottiamo per essa. E preghiamo per essa. E la meritiamo”.

Zelensky ha dichiarato anche di non essere d’accordo a tenere elezioni nei territori occupati dai russi, indicando il cessate il fuoco come presupposto per un eventuale voto. Il presidente Vladimir Putin, nella conferenza stampa annuale, ha promesso di proseguire l'offensiva militare in Ucraina, elogiando i progressi sul campo di battaglia a quasi quattro anni dall'inizio della sua guerra.

Risarcire Kyiv 
La fine del 2025 porta anche buone notizie per Kyiv: il 16 dicembre, l'Olanda ha annunciato che ospiterà all'Aja la Commissione internazionale per le richieste di risarcimento per l'Ucraina

L'annuncio segna un nuovo passo nello sviluppo di un meccanismo di risarcimento internazionale, che consenta alle vittime dell'aggressione russa in territorio ucraino di ricevere un risarcimento per i danni subìti. Si tratta di un processo lungo e complesso, composto da tre parti:
• un Registro dei danni,
• una Commissione per le richieste di risarcimento
• e un Fondo di risarcimento.

Il Registro dei danni per l'Ucraina, con sede anch'esso all'Aja, accetta richieste di risarcimento da Kyiv già dal 2024 e ne ha ricevute oltre 80 mila da cittadini, imprese e istituzioni ucraine

Operando nell'ambito del Consiglio d'Europa, la Commissione per i risarcimenti sarà responsabile dell'esame, della valutazione e della decisione sulle richieste di risarcimento per danni, perdite o lesioni causati dalla Russia in Ucraina. Sarà inoltre responsabile della determinazione dell'importo del risarcimento dovuto in ciascun caso.

Mosca colpisce le scuole 
Dall'inizio dell'invasione su vasta scala, scuole, strutture educative e spazi utilizzati da bambini e ragazzi sono stati ripetutamente danneggiati o chiusi a causa degli attacchi. Secondo l'Unicef, l'agenzia delle Nazioni Unite per l'infanzia, molte scuole rimangono chiuse o continuano a essere interrotte dagli allarmi antiaerei, con quasi un milione di minori costretti a studiare online.

Un sito web del governo ucraino (saveschools.in.ua) ha monitorato il numero di asili, scuole superiori e università danneggiati e distrutti in tutto il paese: 4456 istituti scolastici hanno subìto bombardamenti e cannonate e 408 di questi sono stati completamente distrutti. Gli attacchi continui alle strutture scolastiche e le diffuse interruzioni degli studi causate dalla guerra stanno avendo un impatto duraturo sui giovani ucraini, affermano le associazioni per i diritti dei dell'infanzia.

Un rapporto di Save the Children pubblicato all'inizio di quest'anno ha evidenziato come gli attacchi alle strutture scolastiche siano raddoppiati in Ucraina nel corso del 2024. Lo stesso rapporto ha rilevato che i genitori avevano paura di mandare i propri figli a scuola e che molti bambini erano costretti a ricorrere alla didattica online da casa. Un rapporto dell'Unicef del 2024 ha evidenziato, inoltre, che i bambini ucraini sono indietro rispetto ai coetanei di altri paesi in tutte o in più materie, tra cui lettura, matematica e scienze.

Non uccidere
Il 20 gennaio 2025, Oleksandr “Sasha” Solonets sta tornando a casa, nei sobborghi di Kherson, dopo aver accompagnato un gruppo di ragazzi in viaggio per la riabilitazione lontano dal fronte meridionale. Fermato a un posto di blocco nella regione occidentale di Chernovtsy, viene portato via con la forza. Per 24 ore sparisce e il suo telefono non è raggiungibile. Poi arriva la chiamata alla moglie: “Solonets adesso è un soldato”.

In realtà, è detenuto in un'unità militare e ha contestato in tribunale il reclutamento. Solonets è un giovane pastore evangelico e ha rifiutato di indossare la divisa: Non posso nello stesso tempo battezzare e uccidere. In un paese da quasi quattro anni sotto legge marziale, ripudiare il combattimento e la violenza è però un crimine. “In caso di mobilitazione, sottrarsi al servizio militare comporta la reclusione da tre a cinque anni”, recita l'articolo 336 del codice penale ucraino, rubricato Elusione della leva”.

Esiste anche un “fronte interno” e non spaventa meno dei russi che avanzano: è l’arruolamento forzato. L’odio per i reclutatori, corrotti e immorali, che con la guerra ci guadagnano, è enorme tra la popolazione ucraina. Tra i cinque e i settemila dollari: è questo il prezzo per non essere chiamati alle armi o per poter attraversare la frontiera e lasciarsi la guerra alle spalle.

In Ucraina, il servizio militare è obbligatorio per tutte le persone a cui viene assegnato il sesso maschile alla nascita. A seconda del grado, gli uomini ucraini possono essere reclutati dai 25 anni (tra i 18 e i 25 l'arruolamento è su base volontaria) fino all'età di 60. Dal 25 febbraio 2022 non è loro consentito di lasciare legalmente il paese. Il nuovo rapporto dell’Ufficio europeo per l’obiezione di coscienza (EBCO) – pubblicato a giugno 2025 – segnala gravi violazioni del diritto all’obiezione di coscienza in Ucraina dove, in pratica, è stato sospeso.

Inviato in un centro di addestramento, dove è stato detenuto per mesi, Solonets ha chiesto la revisione del suo arruolamento, perché non ha mai firmato alcun documento per entrare nell'esercito. Ha chiesto di essere giudicato da una Corte internazionale e si dichiara obiettore di coscienza. Ma in un paese in guerra la forza sembra avere la meglio sul diritto. A settembre Sasha è stato inviato a combattere a Sloviansk, in Donbas.

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La guerra di aggressione della Russia non rimarrà senza risposta. Il Fondo di risarcimento è uno strumento concreto di giustizia per garantire che l'aggressore sia ritenuto responsabile: la responsabilità non è facoltativa, è inevitabile.


- Presidente Ursula von der Leyen

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L'Autore

Giuliana Băruș

Studi in Giurisprudenza e Diritto Internazionale a Trieste.
Oltre che di Diritto (e di diritti), appassionata di geopolitica, giornalismo – quello lento, narrativo, che racconta storie ed esplora mondi fotoreportage, musica underground e cinema indipendente.

Da sempre “permanently dislocated un voyageur sur la terreabita i confini, fisici e metaforici, quelle patrie elettive di chi si sente a casa solo nell'intersezionalità di sovrapposizioni identitarie: la realtà in divenire si vede meglio agli estremi che dal centro. Viaggiare per scrivere soprattutto di migrazioni, conflitti e diritti e scrivere per viaggiare, alla ricerca di geografie interiori per esplorarne l’ambiguità e i punti d’ombra creati dalla luce.

Nel 2023, ha viaggiato e vissuto in quattro paesi diversi: Romania, sua terra d'origine, Albania, Georgia e Turchia.
Affascinata, quindi, dallo spazio post-sovietico dell'Europa centro-orientale; dalla cultura millenaria del Mediterraneo; e dalle sfaccettate complessità del Medio Oriente.

In Mondo Internazionale Post è autrice per la sezione Organizzazioni Internazionali”.

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