RICONOSCIMENTO DELLE RESPONSABILITÀ, SCUSE E PIENO RISARCIMENTO DEI CRIMINI COMMESSI: queste sono le richieste del Parlamento algerino alla Francia per il periodo coloniale

  Articoli (Articles)
  Giorgia Savoia
  31 dicembre 2025
  3 minuti, 5 secondi

Mercoledì 24 dicembre la camera bassa del Parlamento algerino ha approvato all’unanimità un disegno di legge che attribuisce alla Francia responsabilità legale per i crimini commessi durante il periodo coloniale, chiedendo scuse formali e pieno risarcimento.

Il testo dell’atto normativo afferma che la colonizzazione francese dell'Algeria, durata dal 1830 al 1962, è stata caratterizzata da uccisioni di massa, deportazioni, esecuzioni extragiudiziali, torture fisiche e psicologiche, test nucleari, sfruttamento sistematico delle risorse, nonché dalla marginalizzazione della parte di popolazione musulmana indigena. Il dominio coloniale francese è terminato con la guerra d’indipendenza (1954–1962) e gli accordi di Evian. Secondo gli storici algerini, il conflitto avrebbe causato circa 1,5 milioni di morti.

La legge richiede il “pieno ed equo risarcimento per tutti i danni materiali e morali” subiti, affermando che sia un diritto inalienabile dello Stato e del popolo algerino. Inoltre vi è la richiesta di restituzione degli archivi, la decontaminazione dei siti di test nucleari francesi nel Sahara, il riconoscimento dei massacri e la restituzione del cannone ottomano Baba Merzoug, simbolo storico della difesa di Algeri, sottratto dalle truppe francesi nel 1830 e oggi conservato nel porto di Brest.

Le reazioni dalla Francia non sono tardate ad arrivare. Il presidente Emmanuel Macron già in passato aveva affermato che durante il periodo coloniale erano stati commessi crimini contro l'umanità, senza però fornire delle scuse formali. Ha ribadito questa posizione nel 2023, affermando che non fosse sua competenza chiedere perdono. In questa occasione il ministro degli esteri francese Jean-Noël Barrot ha dichiarato, in una nota ufficiale, che questa iniziativa sarebbe “manifestamente ostile, sia alla volontà di ripresa del dialogo franco-algerino, sia a un lavoro pacato sulle questioni memoriali”.

Brahim Boughali, il presidente dell'assemblea algerina invece, ha affermato che “la memoria algerina non è cancellabile né negoziabile”.

Questo atto si innesta in un clima di forte deterioramento dei rapporti tra Algeria e Francia. Negli ultimi anni, infatti, molti sono stati gli eventi che hanno incriminato questo rapporto.

Nel 2024 la Francia ha deciso di inasprire i requisiti per i visti destinati ai funzionari algerini, provocando una reazione immediata di Algeri: l’espulsione dei diplomatici francesi. Nel 2025 la situazione si è ulteriormente inasprita con richiami di ambasciatori e misure restrittive.

Inoltre, nel luglio 2024, il governo francese decise di appoggiare le rivendicazioni marocchine sul Sahara occidentale, territorio conteso tra il Marocco e il Fronte Polisario, movimento sostenuto dall’Algeria che da decenni rivendica l’indipendenza dall’occupazione dello stato del Marocco. Da anni infatti Algeri appoggia il diritto all’autodeterminazione del popolo saharawi. La regione, ricca di fosfati, risorse ittiche e potenziale energetico, è al centro di interessi strategici che coinvolgono non solo il Maghreb, ma anche l’Europa e gli Stati Uniti.

Da ultimo, nel novembre 2025, l’arresto dello scrittore franco-algerino Boualem Sansal, accusato di reati contro la sicurezza nazionale, ha contribuito ad aggravare il clima già di sfiducia.

Dal punto di vista giuridico, la legge non impone obblighi alla Francia, trattandosi di un atto normativo di uno Stato che pone richieste a un altro Stato sovrano. Tuttavia, il suo peso politico è significativo non solo nei rapporti tra Algeria e Francia, ma anche nel più ampio contesto delle rivendicazioni avanzate dagli stati ex coloniali nei confronti delle potenze europee, riaprendo il dibattito su responsabilità storiche, memoria e giustizia internazionale.

Mondo Internazionale APS - Riproduzione Riservata ® 2025

Condividi il post

L'Autore

Giorgia Savoia

Categorie

Società

Tag

Algeria Periodo coloniale Francia accordi di Evian crimini contro l'umanità Macron Barrot Boughali Sahara Occidentale