La scorsa settimana, il presidente della Repubblica popolare cinese Xi Jinping ha effettuato una serie di visite ufficiali in Francia, Serbia e Ungheria, avvenuta decisamente in un contesto caratterizzato da estreme tensioni geopolitiche, ma anche commerciali.
Vertice di Parigi – verso un nuovo partenariato commerciale equo ed equilibrato
La prima tappa ha avuto luogo all'Eliseo il 6 maggio 2024, dove Xi Jinping è stato accolto dal presidente francese Emmanuel Macron e la Presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen, in occasione del sessantesimo anniversario delle relazioni bilaterali sino-francesi, inaugurate durante l'epoca gaullista, quando la Cina era un'economia emergente e la Francia non era ancora membro della NATO. Occasione non scelta a caso, proprio per sottolineare implicitamente sia l'indipendenza francese dagli Stati Uniti, sia l'unità europea nel cooperare con chi condivide i nostri ideali. Il vertice ha sottolineato l'importanza di riprendere scambi commerciali più equilibrati, specialmente dopo le indagini condotte dall'UE nei confronti della Cina su certi casi di concorrenza sleale, evidenziando come d’ora in poi le relazioni commerciali dovranno essere basate sul rispetto e la comprensione reciproca. Discorso che ha trovato anche l’accordo del presidente cinese, il quale ha ribadito la volontà di rimanere "partner” al fine di perseguire pace e stabilità.
Serbia - un’amicizia forgiata dal sangue
Al contrario, in Serbia, cliente chiave della "Silk Road Initiative", la retorica diplomatica si è rivelata decisamente più aspra. Il Presidente Vučić ha pertanto ribadito il suo sostegno allo slogan cinese "La Cina è una" e definito gli Stati Uniti come la principale minaccia. Anche nel caso della Serbia, non manca l’elemento simbolico. Il 7 Maggio 1999 infatti, durante la guerra del Kosovo, l’ambasciata cinese fu bombardata dagli Stati Uniti, gesto che i cinesi non hanno mai perdonato e che ha plasmato la memoria comune dei due popoli che si definiscono parte di “un’amicizia forgiata dal sangue” e che si traduce anche in investimenti, in quanto il secondo investitore in Serbia dopo la Germania è proprio la Cina per un totale di $39,086 milioni (UN, COMTRADE), volti a finanziare la costruzione di fabbriche, strade e infrastrutture.
Ungheria – “Una crociera dorata”
Infine, a Budapest, l'arrivo di Xi Jinping ha suscitato grande entusiasmo, segno tangibile della volontà di entrambi di rafforzare le relazioni bilaterali. Da oltre un decennio, infatti la Cina è uno dei principali investitori nell'economia ungherese per un totale di circa $9,789 milioni (UN, COMTRADE 2023). Questa stretta collaborazione si sta traducendo in progetti nuovi e ambiziosi, tra cui la costruzione di una nuova linea ferroviaria tra Belgrado e Budapest, elemento chiave della “Belt and Road Initiative” che agevolerà il collegamento con il porto del Pireo, gestito per buona parte da una società cinese, con l'obiettivo di facilitare il trasporto di merci tra l'Europa e la Cina. Nel frattempo, la Cina starebbe anche supportando finanziariamente la creazione di varie fabbriche specializzate nell’industria dei veicoli elettrici e delle batterie, come ad esempio BYD. Questa partnership sembra chiaramente essere parte di una strategia volta a ridurre potenziali impatti negativi delle politiche commerciali dell'Unione Europea. Nel caso di imposizione di dazi, di fatto l'Ungheria rappresenterebbe un'alternativa sia logistica che produttiva.
Chi ha più da perdere?
Alla luce delle attuali crisi geopolitiche, tutti sono vulnerabili. Ciò che è chiaro è che la Cina è, e sarà, un attore cruciale per la cooperazione economica in grado di sfruttare a pieno la sua influenza attraverso il dialogo regionale, per garantire pace in un mondo che si sta avviando verso un equilibrio multilaterale.
La Cina ha bisogno dell’UE esattamente quanto l’UE ha bisogno della Cina. Xi Jinping ha bisogno dell’UE perché il suo volume commerciale quotidiano ammonta a 2,3 miliardi di euro al giorno, ben 10 volte maggiore, ad esempio, rispetto a quello con la Russia. Di conseguenza, in vista delle imminenti elezioni americane, la Cina avrebbe tutto l’interesse di convincere soprattutto la Francia a rafforzare la propria indipendenza dagli americani per via dell’approccio protezionista che potrebbe ripercuotersi se Trump fosse rieletto.
Difficile invece definire se la Cina possa essere un’efficace mediatrice nel conflitto russo-ucraino. Nonostante la Cina si sia sempre dichiarata imparziale, ha costantemente sostenuto la Russia sia economicamente, acquistando gas e petrolio, che militarmente. Motivo per il quale durante il vertice di Parigi, von Der Leyen ha sottolineato il ruolo fondamentale di Pechino nel scongiurare un’escalation nucleare, suggerendo l’interrompimento totale dell’approvvigionamento di prodotti cinesi a duplice uso.
Ma è pur vero, che anche l’UE ha bisogno della Cina, seppur reiterando l'importanza di preservare la propria economia interna. Ad esempio, migliorando le relazioni commerciali, la Francia insieme ai suoi partner europei potrebbe maggiormente consolidare la propria presenza nell'area Asia-Pacifico. Inoltre, la Cina gioca un ruolo cruciale nel fornire sostegno umanitario a Gaza, prova dell’interesse comune nel porre fine al conflitto. A tal proposito, bisogna riconoscere che la Cina ha sollecitato ripetutamente l'intervento della comunità internazionale attraverso la promozione della soluzione a due stati, nonché l'ammissione della Palestina alle Nazioni Unite, consolidando così facendo la sua immagine di “garante della stabilità”.
Cosa aspettarsi?
Per quanto riguarda il commercio, è essenziale promuovere la diversificazione delle catene del valore, depoliticizzare le relazioni commerciali e assicurare un accesso equo al mercato europeo che non comprometta la sicurezza né avvii processi di de-industrializzazione.
Per quanto riguarda il conflitto in Ucraina, la Cina non può farsi vedere una potenza ostile dall’UE, ma sollecita ugualmente una maggior comprensione delle “legittime preoccupazioni di sicurezza di Mosca” da parte dei leader europei, alludendo alle provocazioni subite dalla Nato attraverso i ripetuti tentativi di allargamento a Est. D’altra parte, l’UEdeve convincere la Cina che questo conflitto potrebbe avere conseguenze significative sulle relazioni commerciali UE-Cina.
Mondo Internazionale APS - Riproduzione Riservata ® 2024
Condividi il post
L'Autore
Tabatha Ferrari
AUTRICE - ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI
Categorie
Tag
UnioneEuropea Cina Xi Jinping Commercio internazionale Geopolitica beltandroadinitiative