Ultimamente si sta assistendo a una lunga serie di rincari dei generi alimentari che coinvolgono quasi tutti i settori: dal cacao allo zucchero, dal latte alle uova. Per cui molti consumatori si trovano in grave difficoltà, non riescono più a fare la spesa con serenità e la qualità dei prodotti acquistati è scesa drasticamente.
Questi rincari stanno colpendo in modo preoccupante le fasce più povere della popolazione occidentale e non solo, sta impoverendo il pianeta e le sue risorse naturali, le stesse che ci consentono di sfamarci e di vivere in maniera dignitosa in un mondo pulito e ospitale.
Adesso però le risorse del pianeta si stanno esaurendo, soprattutto a causa di comportamenti irresponsabili che abbiamo adottato in passato ed è sempre più evidente che i rincari dei generi alimentari sono solo la punta dell’iceberg, poiché dietro di essi si nascondono problemi ambientali e sociali ben più radicati e profondi.
Rincaro alimentare significa più inquinamento e meno cibo, significa una vita di fame e carestia, significa che le persone più vulnerabili vengono progressivamente lasciate ai margini della società e si ritrovano a consumare alimenti pieni solo di calorie vuote, che non nutrono e anzi fanno male alla salute.
Molte persone prima dei rincari riuscivano ad acquistare cibi sani e che garantivano un corretto apporto energetico e nutrizionale, ma adesso sono in difficoltà e devono ripiegare su prodotti di scarsa qualità, prodotti che fanno male all’organismo e anche all’ambiente perché pieni di sostanze chimiche.
E infatti i rincari colpiscono sempre le fasce più deboli della popolazione, quelle fasce che andrebbero tutelate e aiutate perché non riescono più ad acquistare beni di prima necessità e quindi irrinunciabili.
Tra tutti i prodotti colpiti dagli aumenti, "il caffè è il caso più lampante, con espresso e cappuccino nei bar a costi mai raggiunti. Il prezzo della materia prima è triplicato in due anni (robusta +83%, arabica + 48%) a causa della siccità e del cambiamento climatico che hanno colpito paesi produttori come Brasile e Vietnam".
Ma a preoccupare è anche il cacao, che “nel 2024 ha raggiunto un massimo storico di 5500 euro per tonnellata, raddoppiando il suo prezzo. Le cause principali sono la riduzione dell’offerta (-180mila tonnellate in Ghana) dovuta a eventi climatici estremi e al virus del cacao, aggravata da tecniche agricole obsolete e mancanza di investimenti”.
Segue a ruota “il burro, che ha toccato livelli di prezzo mai visti prima, superando gli 8 euro al chilo, con un incremento del 50% nel 2024 rispetto all’anno prima. Ad incidere anche in questo caso è il cambiamento climatico che sta colpendo l’allevamento bovino, con fenomeni di stress da calore che riducono la produzione di latte e la qualità del prodotto”. Questi sono solo i tre prodotti che hanno subito i rincari maggiori.
Per la prima volta ci stiamo davvero accorgendo che i cambiamenti climatici - con eventi estremi, improvvise ondate di caldo o di freddo, alluvioni e siccità - uniti a una cattiva gestione delle risorse naturali del nostro pianeta, stanno rovinando non solo il nostro cibo ma anche la nostra salute.
I cambiamenti climatici hanno fortemente colpito anche la nostra agricoltura, e questo naturalmente vale anche per tutti gli altri Paesi. Siamo arrivati così ad un punto in cui le risorse naturali cominciano a scarseggiare e tanti prodotti che abbiamo sempre dato per costano sempre di più acutizzando i disequilibri economici e sociali. Colpire l’agricoltura tradizionale, sostenibile e attenta al pianeta, sostituire allevamenti piccoli con grandi allevamenti intensivi in cui gli animali soffrono e non hanno diritti è un grave danno per il pianeta e per noi stessi.
Anche l’acqua minerale e le uova, beni fondamentali per la nostra vita, hanno subito rincari notevoli. Quante volte beviamo acqua da una bottiglietta? Quante volte usiamo uova, anche solo come ingredienti? Allora è facile comprendere quanto questi rincari possano pesare sempre di più sul bilancio famigliare, aggravando diseguaglianze e povertà.
In conclusione, si può dire che i rincari sono una delle tante conseguenze dei cambiamenti climatici, quegli stessi cambiamenti che creano eventi estremi, siccità, alluvioni e in questo modo diminuiscono radicalmente la nostra disponibilità di cibo. Più inquinamento significa meno cibo e di scarsa qualità e a pagare il prezzo più alto sono sempre i più fragili.
Rispettiamo il pianeta. Torniamo a un'agricoltura sostenibile e così riusciremo a proteggere anche la parte più povera e bisognosa della popolazione.
Mondo Internazionale APS - Riproduzione Riservata ® 2025
Condividi il post
L'Autore
Valeria Fraquelli
Mi chiamo Valeria Fraquelli e sono nata ad Asti il 19 luglio 1986. Ho conseguito la Laurea triennale in Studi Internazionali e la Laurea Magistrale in Scienze del governo e dell’amministrazione presso l’Università degli Studi di Torino. Ho anche conseguito il Preliminary English Test e un Master sull’imprenditoria giovanile; inoltre ho frequentato con successo vari corsi post laurea.
Mi piace molto ascoltare musica in particolare jazz anni '20, leggere e viaggiare per conoscere posti nuovi ed entrare in contatto con persone di culture diverse; proprio per questo ho visitato Vienna, Berlino, Lisbona, Londra, Malta, Copenhagen, Helsinki, New York e Parigi.
La mia passione più grande è la scrittura; infatti, ho scritto e scrivo tuttora per varie testate online tra cui Mondo Internazionale. Ho anche un mio blog personale che tratta di arte e cultura, viaggi e natura.
La frase che più mi rappresenta è “Volere è potere”.
Categorie
Ambiente e Sviluppo Sconfiggere la povertà Sconfiggere la fame Salute e Benessere Ridurre le disuguaglianze Città e comunità sostenibili Consumo e produzione responsabili Lotta contro il cambiamento climatico
Tag
rincari alimentari cambiamenti climatici disponibilità di cibo Caffè cioccolato uova acqua minerale burro