Venerdì 23 Gennaio ha avuto luogo a Roma, nella sede di Villa Pamphilj, il bilaterale tra Germania e Italia. All’incontro erano presenti i Capi di Stato e diversi ministri, tra cui quelli di esteri, industria ed economia - materie ampiamente discusse nel corso della giornata.
La conferenza stampa, succeduta all’incontro, ha rivelato una rinnovata armonia tra i due paesi, che si sono detti pronti a cooperare attivamente per costruire una sorta di nuovo blocco all’interno del Consiglio Europeo. “L’Europa sta rimanendo indietro. La situazione internazionale attuale impone che essa pensi a sé stessa, concentrandosi sulle proprie priorità e competitività”, così ha esordito la Presidente del Consiglio, seguita da riconferme del Cancelliere tedesco.
Proprio la competitività si è rivelata tema centrale dell’ “action-plan” congiunto che la squadra Meloni-Merz intenderebbe presentare al prossimo incontro informale del Consiglio Europeo di febbraio, preparatorio per la seduta ufficiale di marzo.
I punti del piano
Il Cancelliere ha sottolineato, prima tra tutte, la necessità di aprire le aziende europee a nuovi investimenti, parlando di riforme al Fondo Europeo per gli Investimenti e di un aggiornamento delle normative sulle fusioni transfrontaliere, cruciali - per Merz - nel rendere le aziende competitive, soprattutto sul mercato globale.
La competitività passerebbe anche dal rafforzamento del mercato unico, specialmente tramite la creazione di un regime regolativo Unitario per il diritto societario - attualmente disciplinato da 27 quadri normativi diversi - semplificando la cooperazione tra imprese europee.
Grande attenzione durante il summit è stata posta alla transizione verde. Merz e Meloni hanno messo in guardia dai potenziali danni “autoinflitti” che l’arbitraria conversione all’elettrico potrebbe comportare per la produttività dell’Unione. L’attenzione per questo tema non è certo cosa nuova per due paesi storicamente fondati sul comparto automobilistico, che attualmente fatica a decollare nella sua versione in elettrico. Il piano sarebbe quello di spingere per misure incentrate sulla neutralità tecnologica, che rispettino le scelte nazionali, abbandonando “l’ossessione per il tutto elettrico, senza perdere di vista l’impatto ambientale” ha detto la Premier, in conferenza stampa.
Altro punto fondamentale è stata la burocrazia: Meloni e Merz hanno puntato il dito contro il sovraccarico di regolamentazioni che da sempre caratterizza l’UE. Il piano d’azione, infatti, invita ad adottare un comportamento di “auto-limitazione”, rinunciando a nuove proposte legislative innecessarie e gravose, ostacolo per la crescita delle imprese. Già nel suo intervento al World Economic Forum di Davos (Svizzera), il cancelliere tedesco aveva menzionato l’idea di un meccanismo “d’emergenza”, che permetta di bloccare temporaneamente nuove normative, qualora queste si rivelino amministrativamente o economicamente troppo ingombranti per gli apparati comunitari o nazionali e per le imprese.
Germania e Italia si sono espresse in favore della creazione di nuovi accordi commerciali internazionali, dicendosi pronte a chiedere al Consiglio Europeo un’entrata in vigore provvisoria e straordinaria dell’accordo con il Mercosur - recentemente bloccato dal Parlamento Europeo qualche giorno dopo la sua firma. I due leader, hanno rimarcato il loro appoggio a questo tipo di accordi commerciali, elogiando la loro funzione di apertura verso nuovi mercati, portando benefici al comparto produttivo e commerciale europeo ed evitando il ristagnamento del mercato interno.
Le parole sul tema immigrazione
In questo frangente, il documento espone una linea comune - anche questa da proporre al Consiglio Europeo - che verta su un ampliamento in senso europeo del Piano Mattei, costruendo partenariati con gli stati africani, volti ad impattare significativamente le cause dei flussi migratori. Pur non essendocene traccia nell’action-plan, durante la conferenza stampa, Meloni ha menzionato il Protocollo con l’Albania come modello comune d’innovazione in materia migratoria. La Premier cercherà di proporlo al consiglio informale di febbraio, spingendo per l’adozione di soluzioni alternative, in risposta alle attuali criticità nella gestione europea dei flussi migratori.
Cooperazione in materia di sicurezza e difesa
I due leader hanno reso noto che porteranno ai tavoli del Consiglio proposte in tema di sicurezza e difesa. “E’ necessario migliorare la coordinazione delle politiche nazionali, armonizzare i sistemi di procurement militare e ampliare il concetto di sicurezza, avendo cura di rendere la nostra democrazia più resistente” ha detto Merz, facendo riferimento al complicato contesto internazionale. Meloni ha poi annunciato che l’Italia entrerà nell’accordo multilaterale per l’export degli armamenti al fianco della Germania (ne fanno parte anche Francia, UK e Spagna), permettendo alle aziende italiane del settore di esportare più facilmente.
Infine, nelle comunicazioni congiunte, i due hanno difeso a più riprese la volontà di continuare a cooperare con gli Stati Uniti, in vista di un rafforzamento del ruolo EU all’interno della NATO. In particolare, Merz e Meloni si sono trovati a smentire un consistente numero di accuse che vedono nell’incremento della discussione sul tema, una prova incontrovertibile della preoccupazione europea verso le intenzioni del Presidente Trump. “Gli USA pongono effettivamente un problema sull’artico, che è uno dei principali domini strategici al momento, dunque è necessario fare questo approfondimento a livello NATO” ha detto la Premier.
In vista delle riunioni dei leader europei di febbraio e marzo, Meloni e Merz puntano su un piano decisamente pragmatico, che mette al centro le necessità dell’impianto economico e produttivo europeo. La vera prova sarà ora la capacità di questo nuovo blocco di attrarre il consenso degli altri venticinque Stati membri, trasformando le dichiarazioni d'intenti in riforme concrete per il rilancio dell'Unione.
Se è vero che, come emerso dagli interventi al Forum Economico Mondiale di Davos, l'unica certezza risiede nella fine del vecchio ordine internazionale, è altrettanto evidente come questo clima di instabilità abbia trasformato un governo inizialmente critico verso le dinamiche comunitarie, come quello di Meloni, in uno dei protagonisti più attivi e propositivi nel tentativo di rifondare e rilanciare l'Unione Europea.
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L'Autore
Francesca Rosti
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