È piuttosto evidente, come i recenti accadimenti stiano continuando, a destabilizzare in maniera preoccupante lo scacchiere internazionale, innescando un domino in grado di infrangere quei fragili equilibri, su cui si poggia l’ordine mondiale.
Il conflitto, riacuitosi dopo l’attacco terroristico di Hamas in Israele, ad esempio, sta incendiando di nuovo il Medio Oriente, rischiando di far saltare quella stabilità nell’area, che faticosamente gli attori internazionali stavano cercando di ripristinare dopo anni tumultuosi.
Ne sono un esempio, il tentativo americano di promuovere un riavvicinamento fra Arabia Saudita e Israele, che da quanto si apprende, dai media, sembra essere stato congelato al momento[1]; ma anche, il tentativo di riavvicinamento fra Usa e Iran, che stava per culminare con lo scongelamento di alcuni asset economici iraniani, all’interno dei negoziati condotti per la liberazione di alcuni ostaggi, anch’esso destinato a tramontare[2].
Se la situazione sembra rapidamente deteriorarsi è altrettanto importante per gli attori internazionali trovare nuove posture, per affrontare in maniera energica la crisi. Una prospettiva, che al momento sembra mancare all’Unione Europea, i cui vacillamenti e dubbi sembrano mostrarsi con ancora più evidenza.
Alcuni esempi recenti abbastanza suggestivi possono essere, rintracciati nelle parole preoccupate di Josep Borrell, dopo la notizia da parte del Congresso americano di sospendere gli aiuti all’Ucraina; comunicato, che ha scosso le Istituzioni dell'Unione, per via del timore che il peso che l’aiuto all’Ucraina ricadesse interamente nelle spalle dell’Ue[3]. Dichiarazioni in parte condivisibili, ma che sono suonate in maniera avvilente, stridendo, in particolare, con i proclami fatti nell’ultimo anno e mezzo.
Postura piuttosto fragile, che è seguita nell’ultimo periodo da altre scelte politiche altrettanto ambigue, a partire proprio dall’estrema cautela espressa durante le azioni militari nel Nagorno-Karabakh, dove ad un attenzione dal punto di vista umanitario, non ne è seguito un forte posizionamento politico chiaro e condiviso, come proposto da alcuni esponenti del Parlamento Europeo[4].
Situazione diventata ancora più problematica, per la tenuta del sistema, con l’attacco di Hamas e la risposta militare da parte israeliana, che ha sancito la quantomai discordante e caotica strategia da parte delle Istituzioni europee, a partire proprio dal dibattimento sullo stanziamento dei fondi per la Palestina, che hanno visto la Commissione, sconfessarsi da sola nel giro di poche ore[5].
Un atteggiamento molto simile, a quanto successo con l’annuncio dell’intervento militare e della posizione espressa dalla Presidente della Commissione Ursula von der Leyen, che in un primo momento, non ha lesinato ad affermare in maniera risoluta la sua approvazione all’azione militare e alla decisione di evacuare Gaza[6]. Opinione, che è andata a sfumarsi nel giro di 48 ore, come dimostrano le uscite pubbliche durante il vertice di Tirana, nell’ambito del processo di Berlino, dove le preoccupazioni delle conseguenze da un punto di vista umanitario e militare sembrano aver fatto propendere per una posizione più cauta[7].
I segnali che emergono sono quindi piuttosto preoccupanti, soprattutto nell’ottica di un acutizzarsi dei rapporti internazionali, dove la frammentarietà e la fragilità dell’UE, sembra costituirne la più grande minaccia per la stabilità interna.
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[1] https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2023/10/13/media-riad-congela-laccordo-con-israele_c5da3b96-782f-4f4d-9120-0b8d32aa7690.html
[2] https://formiche.net/2023/10/usa-qatar-fondi-congelati-israele-hamas/
[3] https://it.euronews.com/2023/10/02/stop-stati-uniti-armi-ucraina-europa-borrell
[4] https://www.politico.eu/article/european-parliament-condemns-azerbaijan-eu-over-nagorno-karabakh-attack/
[5] https://www.open.online/2023/10/09/unione-europea-fondi-palestina-josep-borrell/
[6] https://www.eunews.it/2023/10/13/commissione-europea-israele-evacuare-gaza/
[7] https://www.rainews.it/maratona/2023/10/gaza-un-milione-di-profughi-b3b51bea-a53e-41e5-ba2d-1c0aa44f71a8.html
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L'Autore
Tiziano Sini
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