Un Secondo Mandato per Ursula von der Leyen tra Controversie e Sentenze

Nonostante le Critiche sulla Trasparenza dei Contratti sui Vaccini, il Parlamento Europeo conferma Ursula von der Leyen

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  Riccardo Carboni
  20 luglio 2024
  3 minuti, 25 secondi

Ursula von der Leyen, attuale Presidente della Commissione Europea, ha affrontato un momento cruciale della sua carriera politica mentre cercava di assicurarsi un secondo mandato. Il suo tentativo ha recentemente visto un ostacola dato da una sentenza del Tribunale Generale dell'Unione Europea, che ha criticato la mancanza di trasparenza della Commissione riguardo ai contratti per i vaccini Covid-19. La Corte di Giustizia dell'Unione Europea ha annullato la decisione della Commissione di oscurare ampie parti dei contratti sui vaccini, stabilendo che le giustificazioni fornite per proteggere gli interessi commerciali delle aziende farmaceutiche non erano sufficienti. Questa decisione, arrivata in un momento delicato a solo un giorno dal voto del Parlamento Europeo sul futuro politico di von der Leyen, non ha tuttavia determinato negativamente l’esito delle votazioni, permettendole di ottenere la necessaria maggioranza assoluta dei voti degli europarlamentari per la rielezione.

La questione della trasparenza è diventata un tema centrale dopo che i membri del gruppo parlamentare dei Verdi, i quali avevano inizialmente lodato von der Leyen per il rapido accesso ai vaccini, hanno portato la Commissione in tribunale. I Verdi avevano richiesto l'accesso completo ai contratti per comprendere appieno i termini e le condizioni degli accordi tra la Commissione e i produttori di vaccini. Tuttavia, la Commissione aveva fornito solo versioni considerevolmente censurate, sostenendo che alcune informazioni dovevano essere oscurate per proteggere gli interessi commerciali e la privacy dei negoziatori. Tilly Metz, una degli eurodeputati Verdi che ha presentato la causa, ha sottolineato l'importanza della sentenza per il futuro.

La nuova Commissione Europea deve ora adattare la gestione delle richieste di accesso ai documenti in linea con la sentenza odierna


- Tilly Metz

La sentenza è significativa poiché si prevede che la Commissione continuerà ad effettuare acquisti congiunti non solo in ambito sanitario, ma anche in difesa.

Da parte sua, la Commissione Europea ha difeso le proprie azioni affermando di aver dovuto bilanciare il diritto del pubblico all'informazione con le esigenze legali derivanti dai contratti sui vaccini, che potrebbero comportare richieste di risarcimento a carico dei contribuenti. "Studieremo attentamente le sentenze del tribunale e le loro implicazioni," ha dichiarato la Commissione in un comunicato, riservandosi le opzioni legali tra cui un possibile ricorso.

Nonostante il colpo subito, alcuni eurodeputati del Partito Popolare Europeo, lo stesso gruppo politico di von der Leyen, hanno minimizzato l'impatto della sentenza. In particolare modo, Peter Liese, un membro del PPE, ha dichiarato che era giustificabile che la Commissione avesse accettato alcune delle richieste delle aziende farmaceutiche per garantire un rapido accesso ai vaccini. La Commissione ha inoltre sottolineato che il tribunale ha riconosciuto che alcune clausole dei contratti erano effettivamente coperte dalla protezione degli interessi commerciali.

Nel contesto più ampio, questa non è l'unica controversia che von der Leyen deve affrontare riguardo ai contratti sui vaccini. Il New York Times ha avviato un procedimento legale (ancora in corso) chiedendo alla Presidente della Commissione di divulgare i messaggi di testo scambiati con il CEO di Pfizer, Albert Bourla, durante le negoziazioni. Inoltre, l'Ufficio della Procura Europea (EPPO) ha aperto un'indagine sull'acquisto dei vaccini nell'UE durante la pandemia. Questo caso, avviato da una denuncia penale e sostenuto dai governi di Ungheria e Polonia, solleva interrogativi sulla competenza dell'EPPO nel valutare eventuali illeciti commessi dalla Commissione Europea.

La vicenda non solo mette in discussione la trasparenza della Commissione, ma solleva anche questioni fondamentali sul bilanciamento tra l'accesso del pubblico alle informazioni e la protezione degli interessi commerciali. Nonostante tali recenti sviluppi giuridici, la Presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen è riuscita a convincere il Parlamento per un secondo mandato, evitando che la sentenza del tribunale giocasse un ruolo decisivo

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L'Autore

Riccardo Carboni

Classe 1999, laureato in Scienze internazionali e Diplomatiche presso l’Università di Bologna e da sempre appassionato di affari internazionali. Studente all’ultimo anno di Master in International Relations presso la LUISS, ha approfondito tematiche riguardanti la sicurezza internazionale seguendo forum e partecipando a programmi di pianificazione militari secondo la dottrina NATO. Autore all’interno di Mondo Internazionale per l’area tematica “Organizzazioni Internazionali”.

Born in 1999, he holds a bachelor’s degree in International and Diplomatic Sciences from the University of Bologna and have always been passionate about international affairs. Currently a final-year student in the Master's degree program in International Relations at LUISS, he has delved into issues related to international security by following forums and participating in military planning programs based on NATO doctrine. Author and contributor to Mondo Internazionale for the "International Organisations” section.

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