L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) è un'agenzia specializzata delle Nazioni Unite fondata nel 1948 con l'obiettivo di promuovere la salute globale, monitorare le minacce sanitarie e coordinare le risposte internazionali alle emergenze sanitarie, fornendo supporto ai sistemi sanitari nazionali. Ad oggi, l’OMS conta 194 Stati membri e, nel corso degli anni, è stata al centro della lotta contro malattie come la poliomielite, il vaiolo e, più recentemente, nella gestione della pandemia di COVID-19.
Tuttavia, l'OMS ha ricevuto numerose critiche da parte di alcuni Stati membri riguardo alla sua gestione delle crisi sanitarie e alla percepita influenza politica all'interno dell'organizzazione. Queste tensioni hanno portato alcuni paesi, in particolare gli Stati Uniti e l'Argentina, a considerare il ritiro dall'organizzazione.
Nel gennaio 2025, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha firmato un ordine esecutivo per avviare il processo di ritiro degli Stati Uniti dall'OMS, citando la fallimentare gestione della pandemia di COVID-19 e l'eccessiva influenza politica di alcuni Stati membri all'interno dell'organizzazione. Trump ha criticato l'OMS per la sua presunta vicinanza alla Cina durante la gestione iniziale della pandemia e ha espresso insoddisfazione per i contributi finanziari sproporzionati degli Stati Uniti rispetto ad altre superpotenze, in particolare la Cina. Secondo l'ordine esecutivo, il ritiro degli Stati Uniti diventerà effettivo il 22 gennaio 2026, un anno dopo la notifica formale alle Nazioni Unite. Questa decisione ha suscitato preoccupazioni a livello globale, poiché gli Stati Uniti sono uno dei principali finanziatori dell'OMS, contribuendo con circa il 15% del bilancio totale dell'organizzazione. La loro uscita comporterebbe una riduzione dei fondi disponibili per programmi sanitari essenziali, in particolare nei paesi in via di sviluppo. Inoltre, l'assenza degli Stati Uniti potrebbe influenzare l'equilibrio geopolitico all'interno dell'OMS, offrendo ad altri paesi, come la Cina, l'opportunità di aumentare la propria influenza nell'organizzazione.
Poco dopo l'annuncio degli Stati Uniti, l'Argentina ha seguito l'esempio: il presidente argentino, Javier Milei, ha dichiarato il ritiro del paese dall'OMS, citando "profonde differenze" riguardo alla gestione sanitaria durante la pandemia di COVID-19. Milei ha criticato le misure di lockdown promosse dall'OMS, definendole "il blocco più lungo della storia" e, seguendo la linea statunitense, ha espresso preoccupazione per la mancanza di indipendenza dell'organizzazione dall'influenza politica di alcuni Stati.
Il portavoce presidenziale, Manuel Adorni, ha sottolineato che l'Argentina non permetterà a un'organizzazione internazionale di interferire con la sua sovranità, specialmente in materia di salute. Questa posizione assunta dall'Argentina ha sollevato ulteriori dibattiti interni e preoccupazioni riguardo alle possibili conseguenze sulla salute pubblica del paese. Sebbene il governo abbia affermato che l'uscita dall'OMS non influenzerà la qualità dei servizi sanitari e che l'Argentina non riceve finanziamenti diretti dall'organizzazione, alcuni esperti temono che il paese possa perdere l'accesso a importanti programmi e risorse sanitarie internazionali.
Questi ultimi sviluppi evidenziano una crescente tendenza al nazionalismo sanitario e alla diffidenza verso le organizzazioni internazionali, con potenziali implicazioni significative per la cooperazione sanitaria globale. In un'epoca in cui le malattie infettive non rispettano i confini nazionali, la collaborazione internazionale risulta essenziale per affrontare le emergenze sanitarie.
Dal lato dell'OMS, è stato presentato un invito agli Stati Uniti e all'Argentina a riconsiderare le loro posizioni, facendo leva sulla cooperazione internazionale nella promozione della salute globale ed evidenziando i successi ottenuti grazie alla collaborazione con tutti gli Stati membri. L'OMS ha anche affermato di essere impegnata in un dialogo costruttivo per affrontare le preoccupazioni sollevate e per rafforzare ulteriormente la sua efficacia e trasparenza.
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L'Autore
Riccardo Carboni
Classe 1999, laureato in Scienze internazionali e Diplomatiche presso l’Università di Bologna e da sempre appassionato di affari internazionali. Studente all’ultimo anno di Master in International Relations presso la LUISS, ha approfondito tematiche riguardanti la sicurezza internazionale seguendo forum e partecipando a programmi di pianificazione militari secondo la dottrina NATO. Autore all’interno di Mondo Internazionale per l’area tematica “Organizzazioni Internazionali”.
Born in 1999, he holds a bachelor’s degree in International and Diplomatic Sciences from the University of Bologna and have always been passionate about international affairs. Currently a final-year student in the Master's degree program in International Relations at LUISS, he has delved into issues related to international security by following forums and participating in military planning programs based on NATO doctrine. Author and contributor to Mondo Internazionale for the "International Organisations” section.
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