Abstract
In attesa delle elezioni legislative previste per il mese di maggio 2022, questa analisi ha l’obiettivo di definire, in primo luogo, qual è la situazione economica e sociale in cui sta versando il Libano attualmente; in secondo luogo, esaminare le conseguenze di questa situazione sullo scenario politico attraverso uno degli attori fondamentali che agiscono all’interno di quest’ultimo: il movimento di Hezbollah. Il c.d. “Partito di Dio” gioca un ruolo fondamentale nell’andamento dei consensi della società libanese e per tale ragione abbiamo ritenuto importante sviscerare la sua strategia di azione politica e assistenziale, nonché illustrare l’andamento dell’adesione nei suoi confronti da parte delle comunità sciita e non-sciita alla luce di questa strategia. Hezbollah, con i suoi alleati, avrà l’opportunità di gestire il potere in Libano e traghettare il paese fuori dalla crisi economica? Qual è il grado di fiducia della popolazione nelle capacità del Partito di Dio?
1. Il declino economico e sociale libanese: la strategia di Hezbollah
La crisi economica libanese può essere categorizzata come una tra le peggiori crisi accertate storicamente dal 1857. Il Libano ha assistito ad un crollo del PIL senza precedenti dal 2018 al 2021 con una percentuale di diminuzione del valore pari a -62,7% (World Bank, 2021). Tuttavia, anche a causa di una classe politica incompetente e di una gestione delle risorse inefficiente, è stato il deprezzamento della lira libanese nei confronti del dollaro statunitense a peggiorare la crisi. Infatti, il paese non è più riuscito a controllare la crescente inflazione e il pesante debito pubblico con la conseguente crescita della povertà. Quest’ultima è infatti in continuo aumento: si stima che la percentuale della popolazione libanese al di sotto della soglia di povertà internazionale di 5,50 dollari sia aumentata di 13 punti percentuali a fine 2020 ed era stato previsto un ulteriore aumento di 28 punti percentuali entro la fine del 2021. La proporzione di famiglie che affrontano sfide nell'accesso al cibo, all'assistenza sanitaria e ad altri servizi di base sono di conseguenza in aumento (World Bank, 2022). Ad esempio, la quota di famiglie che hanno difficoltà di accesso all'assistenza sanitaria è aumentata bruscamente dal 25% del periodo luglio-agosto 2020 al 48% misurato a giugno-luglio 2021 (World Bank, 2021). Gli effetti inflazionistici sono fattori altamente regressivi, che colpiscono in modo sproporzionato i poveri e la classe media (World Bank, 2022).
È l'inflazione alimentare ad allarmare gli esperti, in quanto il consumo di cibo costituisce una proporzione maggiore delle spese sostenute dalle famiglie più povere. Il World Food Programme ha stimato che i prezzi degli alimenti sono aumentati del 628% in soli due anni, aggravando il tracollo economico del Libano. Inoltre, la crisi alimentare è significativamente peggiorata negli ultimi mesi del 2021 e sembra non arrestare la sua corsa nel 2022 (Reuters, 2022): infatti, secondo quanto riferisce un comunicato del dicastero dell'Economia libanese, il filone di pane “il cui peso minimo è passato da 875 a 835 grammi, sarà venduto a 10 mila lire libanesi, pari a un aumento del prezzo al grammo del 31 per cento. I sacchetti di pane da 345 grammi sarà venduto a 6 mila lire, segnando un aumento del prezzo per grammo del 30 per cento. Un sacchetto di pane formato famiglia sarà ancora venduto nei panifici a 12 mila lire, ma avrà un peso minimo di 1.050 grammi, rispetto al precedente peso di 1.095 grammi” (Agenzia Nova, 2022).
In questo drammatico scenario, aggravato dal diffondersi della pandemia da Covid-19 e dall’esplosione nell’agosto 2020 nel porto di Beirut, gli analisti politici ed economici sembrano essere concordi nell’affermare che la classe dirigente in Libano si sia principalmente occupata di preservare i propri interessi finanziari quando le risorse a sua disposizione andavano riducendosi. In passato, i leader politici facevano affidamento sui loro finanziatori esterni e sulle loro attività commerciali e di governo per generare fondi che avrebbero indirizzato alle comunità che rappresentavano, sia sotto forma di vere e proprie elargizioni, sia sotto forma di impiego nella pubblica amministrazione o di servizi sociali (Khatib, 2021). Tuttavia, la diminuzione delle risorse durante la crisi renderà difficile per i partiti al potere competere nelle prossime elezioni, previste a maggio 2022, con l’atteggiamento di una volta. Alcuni di questi partiti hanno già perso un po' di capitale sociale a causa della crisi finanziaria: ad esempio, con il deterioramento del valore della moneta libanese, e con gli impiegati statali che guadagnano in valuta nazionale, offrire un impiego pubblico agli elettori come incentivo non è più un'opzione per i partiti politici che avevano fatto affidamento su questo strumento clientelare per raccogliere elettori (Khatib, 2021).
Dunque, la corruzione del governo e le politiche fiscali irresponsabili hanno minacciato l'accesso delle persone al sistema sanitario e agli alimenti, spingendo gran parte della popolazione libanese nella povertà. In questa situazione di crisi e nel vuoto di potere attuale è l’organizzazione di Hezbollah ad aver sfruttato e potenziato il suo ruolo nell’intricato sistema di welfare settario: il “Partito di Dio ha esteso la sua sfera di influenza fino alla periferia meridionale di Beirut, servendosi di clan locali che già godono di consenso nella zona” (Gori, 2021). Dunque, il movimento ha da tempo affiancato alla natura di milizia armata quella istituzionale di partito politico: l’estensione delle dinamiche assistenzialistiche al di fuori delle comunità originarie di appartenenza è una strategia funzionale a un rafforzamento futuro del consenso politico all’interno della cornice della lotta settaria per il potere (Gori, 2021).
A proposito dell’imminente sfida per il potere, l’intervento di Hezbollah a favore della popolazione libanese non ha toccato casualmente i settori maggiormente colpiti dalla crisi: quello alimentare, finanziario e sanitario.
La crisi economica, come anticipato, ha portato a svalutare la moneta libanese ed ha reso di difficile reperimento diversi alimenti. Potendo contare sui finanziamenti iraniani, il partito di Nasrallah ha ampliato la rete di servizi che già offriva nel sud del Libano creando una catena di supermercati, “Al-Nour Markets”, ai quali si accede solo con la tessera del partito e dove vengono venduti beni provenienti da Siria, Iraq e Iran a prezzi ridotti rispetto a quelli libanesi. Hezbollah ha anche iniziato a distribuire carte che permettano di ottenere sconti all’interno dei supermercati “Al-Nour” (Ghaddar, 2020). Vi sono due tipi di carte: la “Nour” per i soldati del movimento e la “Sajjad” per le famiglie in difficoltà. Tali carte vengono ricaricate mensilmente con una cifra pari a 300.000 lire. Sebbene questa cifra rimanga contenuta, tale aiuto economico vale molto per diverse famiglie in forte difficoltà. Questi servizi, è importante evidenziarlo, sono stati rivolti principalmente a membri e nuclei familiari della comunità sciita (Dal Bello, 2021).
Per quanto riguarda il settore finanziario, la strategia del movimento è stata quella di spingere i cittadini ad utilizzare le loro istituzioni finanziarie per il deposito e lo scambio di soldi. In particolare, la al-Qard al-Hassan Association (AQHA), un fondo divenuto il principale mezzo di scambio di denaro per Hezbollah e, successivamente al default finanziario, la banca di riferimento per i membri della comunità sciita (Ghaddar, 2020). Tale fondo ha installato nel 2020 degli ATM nelle aree periferiche di Beirut, tra i servizi erogati, questi sportelli permettono di prelevare dollari in ogni momento. Inoltre, l’AQHA, a partire dall’autunno dello stesso anno, ha iniziato a fornire stoccaggio d’oro per una piccola tassa e permette di vendere oro per dollari (Dal Bello, 2021). Tale fondo non riceve denaro dalla Banca Centrale o da altri apparati statali, è totalmente indipendente e segue le regole imposte dal movimento, in questo modo, permette di fare prestiti evitando le restrizioni e i tassi d’interesse proposti da altre banche (Ghaddar, 2020). Proprio il servizio finanziario fornito da Hezbollah ha permesso ad individui appartenenti ad altre comunità libanesi di avvicinarsi al movimento: la crisi economica e l’assenza di aiuti da parte dello Stato, così come il congelamento dei conti corrente bancari hanno portato i cittadini libanesi a rivolgersi alla AQHA, divenuto il maggiore microcredito interno al paese (Dal Bello, 2021).
Già da prima della crisi finanziaria, Hezbollah esercitava il suo controllo sul Ministero della Salute al fine di coordinarsi con le farmacie dell’area meridionale del paese per garantire che in quelle aree i medicinali venissero venduti a prezzi calmierati. Tuttavia, con l’avvento della crisi economica e con l’inabilità dello Stato di coprire le loro spese, diverse farmacie sono entrate in forte crisi. A ciò si è aggiunta la scarsità di medicinali causata dall’impossibilità degli importatori di accedere a pagamenti in denaro. Quindi, Hezbollah ha iniziato a usare i dollari statunitensi per rilevare queste attività in difficoltà finanziaria e successivamente, ha iniziato ad importare farmaci da Iran e Siria (Ghaddar, 2020). La violenta esplosione nel porto di Beirut ha fatto sì che Hezbollah rinvigorisse la sua assistenza pratica alle vittime dell'esplosione e alla popolazione libanese in generale, mettendo le sue risorse a disposizione dei residenti e dello stato. Gli ospedali e i centri medici della Fondazione dei Martiri e dell'Organizzazione Islamica della Sanità hanno organizzato campagne di raccolta del sangue e ricevuto centinaia di persone ferite nell'esplosione. I funzionari del governo locale affiliati a Hezbollah hanno aperto linee telefoniche di assistenza, offerto rifugio a coloro le cui case sono state danneggiate, e schierato forze di soccorso e squadre mediche al porto di Beirut. Allo stesso tempo, il movimento giovanile di Hezbollah è stato incaricato dell'organizzazione di campagne di pulizia. Per amplificare i risultati di questa strategia, i leader di Hezbollah hanno ripetutamente invitato i media a coprire i suoi servizi, non solo per mostrare l'assistenza medica sul terreno ma anche per pubblicizzare il suo nuovo piano di soccorso finanziario (Dal Bello, 2021). Hezbollah è stato capace di cogliere l’opportunità e gestire l’emergenza all’interno del paese, creando così un servizio aperto a tutti i cittadini libanesi e facendo dell’assistenza sanitaria una “potente arma” in Libano (Moubayed, 2020).
Per queste ragioni, ci è sembrato fondamentale esaminare l’attuale livello di gradimento di Hezbollah da parte della comunità sciita e delle altre comunità, composte principalmente da cristiani, drusi e sunniti. In un paese dilaniato dalla crisi economica e dove il conflitto settario è apertissimo, Hezbollah non è stato immune dalle critiche. Tuttavia, da un lato sembra aver preso le distanze dall'establishment governativo, concentrando i suoi sforzi per riconquistare il sostegno attraverso la fornitura delle necessarie disposizioni di welfare. La creazione di questo sistema di welfare parallelo ha evidenziato il fallimento dello stato e ha sfidato la sua legittimità. Dall’altro lato, sulla sua immagine ha influito negativamente il rapporto con l’Iran e il quasi completo asservimento agli interessi settari e regionali di quest’ultimo paese.
2. Le ragioni dell’espansione dell’influenza di Hezbollah sulle comunità non-sciite
Hezbollah agisce principalmente nell’interesse della comunità sciita libanese, favorendo anche il raggiungimento degli obiettivi regionali iraniani; tuttavia, allo stesso tempo, anche la percezione delle altre comunità nei confronti del movimento è cambiata nel corso del tempo. Infatti, i cambiamenti nella valutazione verso Hezbollah e i risultati di un sondaggio condotto rispetto le opinioni concernenti il movimento tra le comunità non-sciite suggeriscono che non possiamo avere una piena comprensione delle opinioni popolari verso di esso; in particolar modo se la ricerca assume approcci identitari statici o studi recenti che sottolineano l'impatto dell'identità etnica/nazionale e religiosa rispetto i legami in politica estera (Karakoç et al., 2021).
Anche i cittadini che non condividono pienamente l’aspetto religioso ed identitario sciita possono convogliare il loro sostegno nei confronti di Hezbollah. Ci sono delle questioni fondamentali che uniscono, molto spesso, tutta la comunità islamica e la popolazione medio-orientale verso dei nemici comuni. L’ingaggio di Hezbollah nella resistenza contro il dominio occidentale, rappresentato principalmente dagli Stati Uniti e da Israele nella regione, accresce la sua reputazione e gli permette di proiettare un’immagine positiva di sé attraverso tutta la società libanese, oltre alle divisioni settarie (Karakoç et al., 2021).
Pur posizionandosi come un movimento di resistenza contro la dominazione occidentale e di Israele nella politica libanese, Hezbollah ha continuato a partecipare alle elezioni locali e nazionali dal 1989. Dall'inizio degli anni '90, Hezbollah ha rinunciato all'obiettivo della creazione di uno stato islamico in Libano ed è rimasto in silenzio su questo obiettivo. Accettando la realtà del diverso sistema confessionale libanese, ha iniziato un dialogo con i partiti cristiani. Da allora, i candidati di Hezbollah e Amal, il “Movimento dei diseredati” creato dall’imam Musa al-Sadr, si sono presentati insieme a quelli cristiani nella stessa lista elettorale fin dalle prime elezioni a cui Hezbollah ha partecipato. Il sostegno ai candidati di Hezbollah da parte dei maroniti e degli altri gruppi cristiani, o viceversa ai candidati cristiani da parte di gruppi sciiti, non è un fenomeno nuovo. Le alleanze politiche rappresentano uno degli strumenti fondamentali per i partiti costruiti su identità settarie (Karakoç et al., 2021).
Gli scontri armati di Hezbollah con le milizie sunnite all'interno del paese e il loro coinvolgimento armato nel conflitto siriano, in supporto al regime di Assad, ha sempre più influenzato le relazioni settarie e plasmato l'opinione pubblica verso il movimento. Gli scontri armati tra gruppi militanti sunniti e l'esercito libanese dal 2006 erano già una fonte di notevole preoccupazione, soprattutto tra la popolazione non-sunnita del paese. Quando il governo di Saad Hariri si è mosso per smantellare la rete di sorveglianza indipendente di Hezbollah all'aeroporto, il movimento ha risposto occupando Beirut ovest. La crisi si è conclusa con l'accordo di Doha nel maggio 2008. Con questo accordo, Hezbollah e i suoi alleati avevano abbastanza seggi in parlamento per esercitare il potere di veto. Gli scontri armati hanno anche aumentato le preoccupazioni che Hezbollah non esitasse a rivolgere le sue armi contro i suoi concittadini per proteggere le sue risorse militari, favorendo al contempo una certa simpatia verso Hezbollah tra quei maroniti e altre confessioni cristiane che lo vedono come una risorsa di sicurezza contro i loro rivali sunniti e drusi. Quando il conflitto in Siria è diventato più settario, all’incirca nel 2012, i libanesi sunniti hanno mostrato più interesse a combattere in Siria con i propri alleati: gli appelli degli sceicchi salafiti radicali hanno portato a un afflusso costante di militanti salafiti dal nord del Libano in Siria. I loro collegamenti in Libano hanno portato ad alcuni attacchi armati contro obiettivi iraniani in Libano, come un centro culturale e l'ambasciata. Condannando e trattando come esempio questi attacchi, i funzionari di Hezbollah hanno sostenuto che questi gruppi takfiri erano una minaccia per vari segmenti della società libanese – indipendentemente che si trattasse di cristiani, sunniti o sciiti – e hanno fornito loro l’esempio dell’Iran per raffigurare la minaccia che il Libano stava affrontando. Di conseguenza, le comunità non-sciite, nonostante le preoccupazioni riguardo al braccio armato di Hezbollah, hanno iniziato a valutare positivamente il movimento a causa del suo coinvolgimento militare contro i gruppi takfiri in Libano e contro l'ISIS in Siria (Karakoç et al., 2021).
Fornendo questi esempi è possibile constatare che al mutare delle condizioni politiche, sociali ed economiche interne, ma anche di quelle esterne, Hezbollah riesce a guadagnare consensi anche al di fuori della comunità sciita.
3. Una nuova percezione di Hezbollah all’interno della comunità sciita
Gli aiuti erogati da parte di Hezbollah alle varie comunità libanesi negli ultimi anni di crisi sono stati apprezzati, nondimeno, da due anni a questa parte, il movimento sta registrando un vero e proprio calo dei consensi in capo alla comunità sciita. Infatti, sebbene il movimento abbia raggiunto un alto livello di consensi attorno al 2018, ottenendo alle elezioni 13 seggi per il partito e 71 su 128 la sua coalizione (The Wall Street Journal, 2018), un sondaggio analizzato dal Fikra Forum condotto nel novembre 2020 in Libano vedeva il consenso dell’opinione pubblica ad Hezbollah calato drasticamente negli ultimi anni. Se nel 2017 la popolazione libanese sciita aveva un’opinione molto positiva su Hezbollah all’83%, nel 2020 al 66%, quasi 20 punti percentuali di meno (Pollock, 2020).
La crisi economica ha creato scontri interni alla comunità sciita, i quali hanno portato ad un distacco nei confronti di Hezbollah. Tuttavia, diversi fattori hanno portato a questa rivalutazione del movimento da parte dei suoi più fedeli seguaci. Primo tra questi, le difficoltà da parte del movimento sciita a mantenere prestante il sistema di welfare parallelo a quello statale. Infatti, la diminuzione di fondi da parte dell’Iran, a causa delle sanzioni statunitensi impostogli, ha portato a diminuire il budget di Hezbollah e conseguentemente anche il numero di servizi erogati dalla branca di intervento sociale del movimento (Ghaddar, 2021). Agli occhi dei membri della comunità sciita appare che tale difficoltà si traduca nell’instaurare un sistema di nepotismo tale per cui i più alti esponenti del movimento sciita possano godere di uno stile di vita sfarzoso, mentre i soldati stessi di Hezbollah e le famiglie sciite più in difficoltà vengano abbandonate sia dallo Stato che dallo “Stato-nello-Stato” (Ghaddar, 2020). Conseguentemente tale atteggiamento ha portato ad un calo dei consensi nei confronti del movimento.
Cronologicamente, il momento di rottura da parte della comunità sciita nei confronti di Hezbollah è stato durante le proteste dell’ottobre 2019, quando il movimento si è schierato con lo Stato andando contro ai cittadini (William, 2021). Infatti, negli ultimi due anni è nata tra gli individui della comunità sciita una maggiore consapevolezza del fatto che ad Hezbollah il sistema di clientelismo, corruzione e malfunzionamento statale libanese giovava. Il movimento non ha mai provato a limitarlo, perché tale sistema creava un terreno fertile per ampliare la propria sfera d’influenza e agire indisturbato. Poiché, però, la popolazione libanese in questo momento di acuto disagio socioeconomico accusa la classe dirigente ed il sistema politico nazionale di aver creato le condizioni per un default finanziario e una crisi così forte, Hezbollah è egualmente accusato di non aver agito per cambiare il sistema e combattere corruzione e clientelismo (William, 2021).
Infine, risulta fondamentale il ruolo dell’Iran: non solo per l’interruzione dei fondi che ha portato alle già citate difficoltà economiche per il movimento, bensì, perché è divenuto palese l’interesse di Hezbollah a privilegiare gli obiettivi di egemonia regionale iraniana rispetto alle esigenze della comunità sciita libanese. I suoi membri hanno combattuto in Siria e in altri scenari bellici con forze pro-iraniane sacrificando in molti casi la vita senza che tutto ciò fruttasse loro vantaggio. Hezbollah ha mostrato di aver adattato agli obiettivi iraniani persino la retorica di resistenza anti-Israeliana, tanto cara alla comunità sciita libanese. Infatti, l’espansione regionale di forze pro-iraniane nella regione ha portato ad un aumento di attacchi aerei ed uccisioni mirate da parte di Tel Aviv anche in Libano. Ciò nonostante, Hezbollah non ha mai risposto con contrattacchi alle azioni israeliane. Dimostrando di non prioritizzare le esigenze e gli interessi dei musulmani sciiti libanesi (Ghaddar, 2020)
Per questi fattori, negli ultimi anni la comunità sciita ha iniziato ad avere un’immagine diversa di Hezbollah, mettendo in discussione il suo ruolo e la sua importanza per la comunità stessa. Per questo motivo, in seguito alle rivolte dell’ottobre 2019 sempre più gruppi, composti da studenti che hanno partecipato alle proteste, attivisti, giovani professionisti, hanno iniziato a protestare contro Hezbollah (Ghaddar, 2021). Il clima sembra suggerire una volontà di instaurare delle alternative al partito, dei network o realtà che tutelino la comunità sciita ma che si allontanino da esso. Hanin Ghaddar, esperta di politica sciita, in un articolo su Politico racconta di aver intervistato diversi uomini d’affari sciiti in Libano, Africa e in paesi del Golfo Persico, i quali affermano di voler collaborare con la comunità internazionale al fine di provvedere lavori e prestiti diretti ai membri della loro comunità, pur rimanendo fuori dall’orbita di Hezbollah. Tale scenario sarebbe una concreta minaccia per il partito, infatti, la comunità sciita in Libano è pari al 30% della popolazione e compone la maggior parte dei suoi seguaci (Ghaddar, 2021). Oltre a ciò, il sondaggio analizzato dal Fikra Forum sul livello di gradimento da parte della popolazione libanese nei confronti di Hezbollah, afferma che il 59% dei cristiani e il 66% dei musulmani sunniti vedono Hezbollah come “very negative” (Pollock, 2020), quindi una realtà alternativa ad Hezbollah sarebbe ben vista e sostenuta da parte delle altre comunità (Ghaddar, 2021).
Il clima di sfiducia nei confronti del movimento sembra aumentare e gli aiuti elargiti a tutte le comunità libanesi durante gli ultimi anni non sembrano aver fatto cambiare idea. Ciononostante, l’opinione di analisti ed esperti è assai discordante. Molti sostengono che Hezbollah riuscirà a sfruttare questa crisi per rafforzarsi e che nemmeno questo vento di malcontento da parte della comunità sciita nei loro confronti riuscirà ad indebolire il movimento. In un’intervista rilasciata a TRT World, l’analista politico Sami Hamdi afferma che il prosieguo della crisi economica avvantaggerà Hezbollah, poiché esso è l’unico partito che ha provveduto a garantire aiuti per la popolazione. Conseguentemente, nella sua opinione, la popolazione libanese non andrà contro l’unico partito che li ha aiutati. Il professor Moussalli, docente di Scienze Politiche all’American University di Beirut, è di un’opinione simile: secondo lui Hezbollah sarà l’unico partito della classe dirigente libanese a sopravvivere a questa crisi grazie allo zoccolo di seguaci fedeli all’ideologia del movimento (The Nation, 2020).
Conclusioni
Se da un lato abbiamo evidenziato come Hezbollah ha visto accrescere il suo consenso anche tra le comunità non-sciite, principalmente grazie a una strategia assistenziale in risposta alle crisi e una securitaria/militare nei confronti delle minacce esterne, ma anche quelle interne, dall’altro risulta chiaro che la crisi economica e sociale che attraversa il Libano attualmente non ha esentato il movimento da diverse critiche.
Hezbollah, grazie alle risposte date a diversi eventi passati, illustrati nel secondo paragrafo, ha avuto l’opportunità di guadagnare un importante consenso tra le comunità non-sciite e, in particolare, ha usufruito del legame più stretto con la comunità cristiana e maronita per accedere all’arena politica. Nel momento più drastico della crisi, inoltre, il movimento, attraverso i vari dispositivi e i finanziamenti a sua disposizione, è riuscito a creare un sistema parallelo a quello statale per la salvaguardia dei più poveri e delle comunità a loro più care. Nonostante questi evidenti passi in avanti per la propria legittimità politica nel paese, il clima che caratterizza la popolazione libanese durante questa crisi è di sfiducia totale nei confronti dell’establishment e di qualunque membro ne abbia fatto parte. In questo senso, difficilmente Hezbollah riceverà un forte sostegno alle prossime elezioni di maggio 2022, sia dalla comunità sciita che dalle altre. Per questo motivo, ci aspettiamo un diffuso astensionismo e una lunga contrattazione tra le parti che speriamo risulti sufficiente per ristabilire la condizione sociale ed economica del paese.
Il recente abbandono dell’esponente del Movimento Futuro ed ex-primo ministro libanese, Saad Hariri, noto per essere un fermo oppositore di Hezbollah e dell’influenza iraniana in Libano, favorisce ulteriormente un clima di incertezza politico che non facilita nessuna fazione. Proprio tale clima fa in modo che nessuna risoluzione sia stata ancora adottata. Gli aiuti raccolti dalla comunità internazionale dopo l’esplosione al porto, ad esempio, restano bloccati e nulla è stato concordato con il Fondo Monetario Internazionale.
In conclusione, è importante ricordare che il Libano ha recentemente vissuto un momento estremamente delicato, nell’ottobre 2021, quando dei cecchini vicini alle Forze Libanesi hanno innescato uno scontro a fuoco con i militanti di Amal e Hezbollah per la prima volta dai tempi della guerra. Questo e altri disordini civili hanno comportato le dimissioni di Hariri dal suo incarico e l’abbandono in un momento difficile per il paese, dilaniato dalla crisi “e alla vigilia di elezioni che, per quanto poco sentite, diventano cruciali nell’ottica di un’auspicabile stabilità che possa permettere di attuare le riforme necessarie per tentare di uscire dalla crisi e di non lasciare ulteriormente il paese nell’immobilità, come accade da due anni”, lasciando che sia la popolazione a pagare il conto salato delle manovre politiche (Porciello, 2022).
Analisi svolta Matteo Restivo - Senior Researcher Area Cultura & Società Mondo Internazionale G.E.O. - e Valentina De Consoli - Junior Researcher Area Cultura & Società Mondo Internazionale G.E.O.- per il gruppo di ricerca di Prevenzione delle Crisi di Mondo Internazionale G.E.O.
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Contenuto dell’Informazione |
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Confermata |
Confermato da altre fonti indipendenti; logico in sé; coerente con altre informazioni sull’argomento |
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Presumibilmente Vera |
Non confermato; logico in sé; consistente con altre informazioni sull’argomento. |
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Forse Vera |
Non confermato; ragionevolmente logico in sé; concorda con alcune altre informazioni sull’argomento |
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Incerta |
Non confermato; possibile ma non logico in sé; non ci sono altre informazioni sull’argomento |
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Improbabile |
Non confermato; non logico in sé; contraddetto da altre informazioni sul soggetto. |
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Non giudicabile |
Non esiste alcuna base per valutare la validità dell’informazione. |
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Affidabilità della fonte |
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A |
Affidabile |
Nessun dubbio di autenticità, affidabilità o competenza; ha una storia di completa affidabilità. |
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B |
Normalmente Affidabile |
Piccoli dubbi di autenticità, affidabilità, o competenza, tuttavia ha una storia di informazioni valide nella maggior parte dei casi. |
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C |
Abbastanza Affidabile |
Dubbio di autenticità, affidabilità o competenza; tuttavia, in passato ha fornito informazioni valide. |
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D |
Normalmente non Affidabile |
Dubbio significativo sull’autenticità affidabilità o competenza, tuttavia in passato ha fornito informazioni valide. |
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E |
Inaffidabile |
Mancanza di autenticità, affidabilità e competenza; storia di informazioni non valide. |
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F |
Non giudicabile |
Non esiste alcuna base per valutare l’affidabilità della fonte. |
Fonti
Bibliografia
- E. Karakoç et al., Beyond Identity: What Explains Hezbollah’s Popularity among Non-Shi’a Lebanese?, in “Politics and Religion”, Cambridge University Press, 2021; (B-2)
Sitografia
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- B. Gori, Le crisi in Libano: lo stallo politico acuisce il disastro economico e rafforza le dinamiche settarie, Centro Studi Internazionali (CeSI), 16 luglio 2021. [consultato il 30/1/2022 alle 10:00]: https://www.cesi-italia.org/articoli/1408/le-crisi-in-libano-lo-stallo-politico-acuisce-il-disastro-economico-e-rafforza-le-dinamiche-settarie ; (B-2)
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https://newlinesinstitute.org/hezbollah/hezbollah-sees-an-opportunity-in-covid-19/; (C-3) - Pollock D., Lebanon Poll Shows Drop in Hezbollah Support, Even Among Shia; Plurality Back Israel Boundary Talks, Fikra Forum, The Washington Institute, 1/12/2021, [consultato il 23/1/2022 alle 14:09]: https://www.washingtoninstitute.org/policy-analysis/lebanon-poll-shows-drop-hezbollah-support-even-among-shia-plurality-back-israel; (C-3)
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- World Bank, Lebanon’s Economic Update - October 2021, 7 ottobre 2021. [consultato il 30/1/2022 alle 13:30]: https://thedocs.worldbank.org/en/doc/90f36d3399fac59746ac2f3a44fa612a-0280012021/original/Lebanon-Economic-Update-October-2021.pdf ; (B-2)
- World Bank, Lebanon Economic Monitor, Fall 2021: The Great Denial, 24 gennaio 2022. [consultato il 25/1/2022 alle 22:30]:
https://openknowledge.worldbank.org/handle/10986/36862 ; (B-2)