Elezioni europee e posizionamenti politici: posizione dei partiti italiani sul dossier clima
Chiara Michieli, Junior Policy Analyst
Cover photo credits: France24
Dall’8 al 9 giugno si terranno in Italia le elezioni per il Parlamento Europeo. I cittadini italiani esprimeranno 76 dei 720 europarlamentari che siederanno per i prossimi cinque anni a Strasburgo e Bruxelles.
11 liste si sono presentate in tutte e cinque le circoscrizioni elettorali:
- Lega per Salvini Premier, che si inserisce nel gruppo politico di Identità e Democrazia (ID) assieme - tra gli altri - al Rassemblement National di Marine Le Pen e Alternative für Deutschland (AfD);
- Fratelli d’Italia (FdI), stabilmente collocato tra i Conservatori e Riformisti (ECR), di cui fanno parte anche Vox e i Democratici Svedesi (SD);
- Forza Italia (FI), allineato al Partito Popolare (PPE);
- Partito Democratico (PD), che in Europa fa capo ai Socialdemocratici (S&D);
- Movimento 5 Stelle (M5S), che nell’ultima legislatura si è seduto tra i banchi dei non iscritti;
- Azione (lista Siamo Europei), parte di Renew Europe, guidato dal movimento Renaissance di Emmanuel Macron;
- Stati Uniti d’Europa, che unisce, tra gli altri, Italia Viva e +Europa. Nonostante sia una coalizione eterogenea, è probabile che si allineerà anch’essa a Renew;
- Alleanza Verdi e Sinistra (AVS), posizionato tra le fila dei Verdi (Greens/EFA);
- Libertà di Cateno De Luca, formazione guidata dal Sindaco di Taormina che coinvolge ex esponenti di Lega, M5S e una serie di liste civiche;
- Pace Terra e Dignità, la lista creata da Michele Santoro;
- Alternativa Popolare (AP), facente capo al Sindaco di Terni Stefano Bandecchi, allineata in Europa al PPE.
In questa pubblicazione presentiamo le proposte che ciascuna di queste formazioni propone riguardo uno dei temi principali a livello europeo: la questione climatica.
La commissione targata von der Leyen ha investito pesantemente nella transizione, tanto a livello di risorse quanto a capitale politico, ponendo l’obiettivo di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. A tal fine è stato creato l’European Green Deal, il colossale piano di investimenti e progetti che spaziano dalla mobilità alla transizione energetica, passando per le politiche agricole, la tutela del territorio e la strategia industriale.
Il prossimo Parlamento Europeo sarà fondamentale (avendo il potere di approvare il bilancio e in quanto colegislatore) per proseguire nel solco tracciato dal Green Deal o rivederne obiettivi e tempistiche.
Tutti i programmi elettorali, ad esclusione di quello di Italia Viva/+Europa (Stati Uniti d’Europa) toccano i temi ambientali.
AVS e M5S portano le proposte più ambiziose, puntando sulle rinnovabili, la tassazione degli extraprofitti delle compagnie energetiche e una rivoluzione della mobilità che includa non solo l'elettrificazione dei trasporti, ma anche incentivi per la mobilità lenta e una riduzione dei mezzi altamente inquinanti. Entrambi inoltre sono favorevoli al divieto a partire dal 2035 di produrre e commercializzare motori endotermici, e puntano sull’efficientamento energetico degli edifici.
Il programma del PD contiene in proporzione pochi riferimenti a energia, mobilità e territorio, privilegiando temi quali lavoro e politiche sociali. Tuttavia, le proposte portate si allineano a quanto portato avanti finora dalla Commissione.
FI, Lega e FdI sono i maggiori critici delle attuali politiche europee, a partire dal bando ICE dal 2035 e la direttiva sulle case green (Energy Performance of Buildings Directive). In generale, ritengono gli obiettivi e le strategie del Green Deal troppo ambiziosi. I programmi di FI e FdI propongono di diversificare le fonti fossili e differenziare i fornitori, attraverso la creazione di partenariati con paesi produttori sotto l’egida del Piano Mattei (FdI), lo sfruttamento dei giacimenti europei (FdI), e rilanciando il posizionamento geostrategico dell’italia nell’approvvigionamento energetico (FI, FdI).
Azione, pur condividendo gli obiettivi generali del Green Deal, suggerisce radicali modifiche per quanto riguarda le tempistiche e le strategie.
Più sintetici i programmi di AP, Libertà di Cateno de Luca e Pace Terra e Dignità, che si limitano ad affrontare solo alcuni aspetti della transizione (energia nel caso di AP e Pace Terra e Dignità, politiche agricole per Libertà di Cateno de Luca).
Per quanto riguarda alcuni argomenti specifici:
- Nucleare: supportano la ricerca nel nucleare da fusione FdI, FI, Azione e AP. Lega punta anche sui piccoli reattori, mentre M5S e AVS sono dichiaratamente contrari al nucleare come fonte energetica.
- Tassonomia: Azione propone di equiparare tutte le tecnologie contenute nella tassonomia verde (mettendo quindi sullo stesso piano rinnovabili, gas e nucleare). Al contrario AVS propone una tassonomia a semaforo che escluda gas e nucleare, misura sostenuta anche dal M5S.
- Carburanti alternativi: tutte le forze politiche contrarie al bando dei veicoli endotermici (FdI e Lega), assieme a FI e Azione, sostengono il settore dei biocarburanti e in combustibili alternativi (e-fuels).
- Investimenti in elettrificazione: FdI propone di investire nel rafforzamento della rete elettrica e in reti intelligenti (nell’ottica di un aumento della produzione da rinnovabili). Azione chiede di rendere il bando dei veicoli ICE condizionale alla creazione di una rete adeguata di stazioni di ricarica.
M5S supporta una maggiore integrazione delle infrastrutture a livello europeo. Il potenziamento della rete è previsto, ma non approfondito, anche dal programma del PD.
*Pur sostenendo in principio politiche di efficientamento energetico degli edifici pubblici e privati, Azione propone una revisione radicale della Direttiva ‘case green’.
Elaborazione dell’autore sulla base dei programmi elettorali pubblicati dalle varie forze politiche.
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