Elezioni Europee - "L'UE tra presente e futuro"

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  21 February 2024
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MIPP - Rubrica Elezioni Europee

A cura di Fabio Naca, Senior Policy Analyst e Consigliere

Immagine di copertina: Reuters


Elezioni Europee - "L’UE tra presente e futuro"

Nel weekend dell’8-9 giugno 2024 gli italiani, così come i cittadini di tutti gli altri 26 Paesi UE, saranno chiamati alle urne per eleggere i propri europarlamentari per il prossimo quinquennio. La tornata elettorale che si terrà tra pochi mesi andrà a ridefinire le dinamiche di potere del continente, tanto a livello europeo quanto da una prospettiva dei singoli Paesi. Attraverso questa rubrica desideriamo fornire al nostro pubblico una lettura organica al fine di stimolare la giusta attenzione che un evento come le elezioni europee riscuote. All’interno di questo ciclo di pubblicazioni, sarà dato spazio tanto alla forma di queste elezioni (come funzionano, quali sono i gruppi politici) quanto ai contenuti presenti e futuri che influenzano e influenzeranno la vita di centinaia di milioni di persone, italiani inclusi.

Breve summa historica del Parlamento Europeo

Nonostante le prime elezioni europee a suffragio universale abbiano avuto luogo nel 1979, la storia del Parlamento Europeo affonda le proprie radici già nel contesto della CECA, il primo sforzo collettivo di creare una comunità europea che nel 1951 portò sei Paesi fino a pochi anni prima belligeranti (Belgio, Francia, Germania Ovest, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi) a trovare un punto di comune accordo sul commercio di carbone e acciaio, necessari alla ripresa economica e sociale del secondo post-guerra. Dal 1951 ad oggi, il Parlamento Europeo non è cresciuto solo da un punto di vista numerico - da 78 a un massimo di 751 eurodeputati prima della Brexit -, bensì anche in considerazione delle proprie funzioni legislative e di controllo dell’attività degli altri due organi primari dell’UE, ossia la Commissione e il Consiglio Europeo.

Ripartizione dei seggi tra i Paesi dell’UE

A settembre 2023, l’assemblea di Bruxelles ha approvato l’aumento del numero di eurodeputati a partire dalla tornata che si terrà a giugno 2024, che porterà così il numero di parlamentari da 705 a 720. La ripartizione dei seggi all’interno dell’emiciclo è fondata su un sistema di calcolo proporzionale, che assegna un numero di parlamentari ad ogni Paese a seconda della grandezza relativa della propria popolazione. Gli Stati con più europarlamentari a disposizione sono quindi Germania (96 eletti), Francia (81 eletti) e Italia (76 eletti), mentre chiudono la classifica Cipro, Lussemburgo e Malta (tutti e tre con 6 parlamentari, numero minimo di posti assegnabili a un Paese). La ripartizione degli eurodeputati all’interno dell’emiciclo non segue tuttavia le linee di rappresentanza nazionali, poiché - una volta eletti - i parlamentari entrano a far parte di una delle sette famiglie politiche (cui va aggiunto il gruppo dei non-iscritti) ritrovabili tra i banchi di Bruxelles.

Come si vota: L’esempio italiano

Come da disposizione europea, anche in Italia il voto degli europarlamentari si fonda su un sistema proporzionale, che corrisponde all’assegnazione dei seggi per gruppo politico puramente sulla base della percentuale di voti ottenuti in cabina elettorale. I 76 seggi totali disponibili per l’Italia al Parlamento di Bruxelles sono suddivisi in cinque circoscrizioni sovra-regionali (Nord-Ovest; Nord-Est; Centro; Sud; Isole), all’interno delle quali si calcola quindi il numero dei rappresentati partitici seguendo i dettami proporzionali. In Italia, gli eletti per ogni gruppo sono quindi scelti sulla base delle preferenze esprimibili in un numero tra 1 e 3 da ogni elettore al momento del voto.

Anche nel caso delle elezioni europee, la partecipazione al voto è diritto e dovere civile di ogni italiano che abbia compiuto 18 anni di età. Ogni cittadino - eccezion fatta per alcune categorie - vota presso il proprio Comune di residenza e nella sezione elettorale a questi riservata. Come nel caso del rinnovo del Parlamento nazionale, il voto all’estero è possibile seguendo le indicazioni del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, mentre rimane al momento esclusa la possibilità di voto online o per corrispondenza per questa tornata elettorale.


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