HUBdate – “Commissione Europea e UNICEF collaborano al progetto PROTECT”

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  25 February 2023
  1 minute, 39 seconds

MIPP – Politiche Sociali

A cura di Francesca Colella, Junior Policy Analyst

HUBdate – “Commissione Europea e UNICEF collaborano al progetto PROTECT”

Il 15 febbraio 2023 l’UNICEF (Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia), agenzia specializzata dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, insieme alla Commissione Europea, organo esecutivo e promotore dell’Unione Europea, ha deciso di portare avanti il progetto ‘PROTECT – Protecting Children on the move’.

Nello specifico l’UNICEF si è rivolta alla ‘Direzione Generale della Migrazione e degli Affari Interni’ (HOME), per migliorare l’inclusione di più di 20.000 bambini/e e donne rifugiate e migranti in Italia.

I partner italiani, oltre alle autorità nazionali e locali, sono: il Centro Penc, la CNCA, Don Bosco, Intersos, Junior Achievement Italia e Save the Children.

Obiettivi a lungo termine

Ricerche condotte dall’UNICEF nel 2022 hanno messo in evidenza le difficoltà che lo Stato italiano ha nell’ accogliere il gran numero di migranti proveniente non solo via mare, ma anche da zone di guerra come l’Ucraina.

L’UNICEF assiema alla Commissione Europea e ad alcune autorità nazionali e locali, attraverso il progetto ‘PROTECT’, vuole migliorare il sistema di accoglienza italiano, focalizzandosi in primis sui minori e donne migranti.

Si prevedono maggiori supporti psicologici e di integrazione sul territorio, con l’individuazione di casi a ‘rischio’, garantendo personale competente e consapevole.

Per i minori non accompagnati è previsto il sistema di accoglienza familiare o comunitario. Inoltre, la tutela può essere anche di carattere volontario, legge 47/2017, in collaborazione con le autorità di Palermo, Catania e Reggio Calabria.

Prospettive future

L’UNICEF dal progetto PROTECT si aspetta di aiutare più di 20.000 minorenni e donne migranti presenti sul territorio italiano.

Per raggiungere tale obiettivo, ha messo a disposizione 5000 posti di formazione per nuovi operatori sui temi della tutela, protezione e benessere psico-sociale.

Questo è stato reso possibile grazie al ‘Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione’ (FAMI), che ha finanziato il progetto.

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