MIPP – Digitalizzazione in Italia
A cura di Mariella Brunetti, Policy Analyst MIPP
Gender parity is not recovery
L’ultimo Global Gender Gap Report del 13 luglio 2022, pubblicato da WEF, World Economic Forum, è critico sulla situazione della parità di genere a livello mondiale. L’aggravarsi delle crisi si sta ripercuotendo negativamente sui risultati compiuti sino ad ora verso l’uguaglianza di genere. Al contrario, dunque, gli sforzi per colmare tale divario rischiano di subire un notevole regresso.

Cosa riporta l’Indice del World Economic Forum
L’Indice mondiale sul divario di genere valuta lo stato attuale e l’evoluzione della parità di genere sulla base di quattro dimensioni chiave: partecipazione economica e opportunità economiche, risultati scolastici, salute ed emancipazione politica delle donne. È considerato un indice di lunga data, in grado di tracciare i progressi compiuti nel tempo a partire dal 2006.
Il Report del 2022, in particolare, sottolinea la necessità di continuare ad investire in politiche di parità di genere, alla luce delle crisi multiple a cui stiamo assistendo. La pandemia, l’emergenza climatica, i conflitti e gli sfollamenti su larga scala, nonché l’aumento del costo della vita ci espongono al rischio di un’inversione di tendenza del futuro delle nostre società. Nel 2022, il divario globale di genere è stato colmato del 68.1%. Al ritmo attuale, ci vorranno 132 anni per raggiungere la piena parità. Se, da un lato, c’è stato un miglioramento di quattro anni rispetto alla stima fatta nel 2021 (136 anni), gli shock economici e politici mondiali fanno sì che non si riesca a compensare la perdita generazionale avvenuta tra il 2020 e il 2021.
È per questo motivo che i risultati riportati dall’analisi del WEF possono essere uno strumento per i leader di ogni nazione per individuare ed intensificare i campi d’azione individuali e collettivi – come riportato nella Prefazione dalla Managing Director Saadia Zahidi.
Divario di genere ed economia digitale
La Commissione europea si avvale di uno strumento per misurare la partecipazione delle donne all'economia digitale: Women in Digital Scoreboard. Si tratta di un’analisi condotta nell’ambito del Digital Economy and Society Index (DESI). Stando ai dati al 2021, nelle carriere digitali le donne sono sfavorite rispetto agli uomini. Le professioni digitali sono rappresentate da percentuali inferiori femminili rispetto al totale della forza lavoro. Inoltre, a parità di mansione, un uomo guadagna di più.
In Italia, la presenza delle donne nei lavoro digitali si arresta al 16%. Se nella classifica del WEF sul gender gap mondiale il nostro Paese conferma la 64° posizione, nel quadro specifico del digital gender gap gli squilibri sono ugualmente alti.
Piena partecipazione e pari opportunità di realizzazione
Nell'ambito degli interventi di promozione dei diritti e delle libertà fondamentali, il principio della parità di genere è stato oggetto di numerose iniziative. Il tema è tanto ampio quanto impellente. Come sottolineato dalla Commissione europea nella comunicazione relativa alla strategia per la parità di genere 2020-2025, nessuno Stato membro ha realizzato la parità tra uomini e donne, ad oggi. Il progresso economico e tecnologico può offrire un’opportunità in più a favore dell’uguaglianza di genere.
Soltanto attraverso la conoscenza delle condizioni di partenza di ciascun paese si può perseguire l’obiettivo più alto di garantire pari opportunità di realizzazione personale.