Hubdate - Guerra ibrida e crisi ucraina

  Focus - Allegati
  22 March 2022
  2 minutes, 39 seconds

MIPP – Digitalizzazione

A cura di Mariella Brunetti, Policy Analyst

La “quinta dimensione” del conflitto

Durante la terza settimana di guerra in Ucraina, le piattaforme Meta e YouTube hanno rimosso un video diffuso in rete, in cui il presidente ucraino Zelensky sembrava esortare le truppe ad arrendersi. Lo scontro che si sta consumando alle porte dell’Europa si sta infatti caratterizzando, in parte, per l’offensiva che avviene nella c.d. quinta dimensione bellica, quella cibernetica.

Stiamo dolorosamente assistendo ad un caso di moderna guerra ibrida: sin dai giorni antecedenti lo scoppio su terra del conflitto – e in realtà da tempo prima – la tattica russa ha iniziato a comprendere cyber attacchi contro l’Ucraina per disseminare panico sociale, influenzare l’opinione pubblica e giustificare azioni dannose. Teatro di nuova conflittualità sono diventate le piattaforme social, inondate di notizie, video, immagini che scorrono veloci e altrettanto rapidamente influenzano il dibattito pubblico dietro milioni di schermi, spesso sulla base di pura disinformazione, che appare diversa ed ulteriore rispetto alla propaganda.

Il ruolo delle Big Tech contro la disinformazione

Il settore digitale e quello informatico amplificano la portata del conflitto armato in atto. Non di poco conto il ruolo assunto da Big Tech come Google, Meta, Twitter o YouTube attive con i loro cambi di policy nel contrastare soprattutto la tecnologia deepfake. Con “deepfake” si allude a foto, video, audio creati sulla base di software di intelligenza artificiale (AI) capaci di imitare i movimenti del corpo di una persona o riprodurne la voce, fino a renderli reali e indistinguibili. È quanto accaduto con la rimozione del video deepfake del presidente ucraino che annuncia falsamente la resa di cui sopra, diffuso in seguito ad un attacco informatico da parte di hacker russi.

In Italia è stata predisposta una scheda informativa volta alla sensibilizzazione dei cittadini sui rischi dell’utilizzo di una simile tecnologia dal Garante per la protezione dei dati personali.

Oltre infowar e deepfake: i rischi sistemici

Il sito del CSIRT Italia – Computer Security Incident Response Team – ha di recente pubblicato una raccomandazione dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale in riferimento alla crisi russo-ucraina sul rischio tecnologico per enti, organizzazioni ed aziende che intrattengono rapporti e sono interconnesse con soggetti ucraini. Inoltre, si invita a prevedere misure di diversificazione, laddove potrebbero verificarsi conseguenze derivanti dall’utilizzo di tecnologie informatiche fornite da aziende legate alla Federazione Russa.

Cosa può essere utile?

Gli esperti prevedono fenomeni di spillover e di escalation di attacchi di tipo infowar e cyberwar non solo contro l’Ucraina, ma anche attraverso obiettivi e organizzazioni europee. La sicurezza e la difesa nazionale necessitano un ruolo di primo piano nelle nostre democrazie: in Italia avremo bisogno di nuovi esperti, di nuovi progetti di ricerca sostenuti con forza dall’alto e di maggiore consapevolezza e capacità di pensiero critico tra i cittadini. In riposta alla crisi ucraina ed internazionale attuale, il Presidente del Consiglio Mario Draghi si è intanto espresso attivando un apposito Nucleo per la Cybersicurezza (NCS) e un Tavolo permanente, presso l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), istituita nel giugno 2021.


Share the post