Hubdate - La crisi umanitaria in Ucraina

  Focus - Allegati
  11 March 2022
  2 minutes, 4 seconds

MIPP - Migrazioni

A cura di Flaminia Marchetti, Policy Analyst & Michela Tiberti, Policy Analyst

La guerra in Ucraina e la crisi umanitaria

La guerra non è forse un crimine contro Dio e l'umanità? E dunque, coloro che dichiarano, progettano e conducono delle guerre non sono tutti dei criminali di guerra?”

Il 24 febbraio scorso la Russia invase l’Ucraina generando il panico sia dei civili che delle istituzioni internazionali. Secondo una recente stima del UNHCR (United Nations High Commissioner for Refugees) i profughi ucraini sono circa un milione e settecento mila, tra cui vi sono anche minori non accompagnati. Questi numeri sono destinati ad aumentare vertiginosamente, a patto che la Russia non cessi il fuoco.

Il problema della guerra per i civili

Sono i civili che pagano il prezzo più alto di uno scontro armato. In Russia molti cittadini protestano a favore del cessare il fuoco contro l’Ucraina. D’altro canto in Ucraina si chiede la fine di questa guerra. I bombardamenti e gli assalti alle città creano una scia di morti e feriti, i più fortunati scappano dal paese chiedendo aiuto e rifugio politico. Come riporta l’UNHCR a livello internazionale è stata attivata una fitta rete di solidarietà. Specialmente i paesi europei, si sono dichiarati favorevoli ad aiutare i migranti ucraini. Dal 24 febbraio fino al 6 marzo, quasi due milioni di persone hanno lasciato l’Ucraina, dirigendosi in Polonia (1milione) e in Moldavia (230mila). Dal 3 marzo l’Unione Europea ha concesso la possibilità al popolo ucraino di soggiornare per un anno in Europa senza effettuare la richiesta d’asilo. Tra i richiedenti asilo ucraini centinaia di migliaia sono bambini o bambine, molti dei quali non accompagnati. Ciò rappresenta un enorme problema, perchè essi sono a rischio di violenze, abusi e sfruttamento, nonché di fine nella tratta degli esseri umani.

Le ripercussioni a lungo termine

Come riporta l’Alto Commissario per i Rifugiati Grandi “Un ulteriore protrarsi delle ostilità, causerebbe danni incalcolabili sul piano geopolitico e umano”. La Moldavia potrebbe trovarsi in grossa difficoltà a gestire un numero così elevato di profughi. l’Europa dovrebbe garantire un maggiore ‘smistamento’ così da alleggerire il carico di ogni singolo Stato. È bene considerare che si sta parlando di un flusso emergenziale, dunque non è detto che i migranti, una volta concluso il conflitto, decidano di restare nel paese ospitante. In questi giorni il Parlamento Europeo si riunirà a Strasburgo, al centro dell’agenda: accoglienza ai profughi ucraini.

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