MIPP – Digitalizzazione in Italia
A cura di Mariella Brunetti, Policy Analyst MIPP
Una sfida importante per il Ministero della Cultura
La Sottosegretaria alla Cultura, Lucia Borgonzoni, è intervenuta in occasione della manifestazione culturale di livello internazionale dedicata all’alto artigianato, Homo Faber Event 2022. Al centro del suo messaggio – lanciato in apertura del panel dal titolo Digital Heritage – il tema della trasformazione digitale del patrimonio culturale ed artistico. Il Ministero della Cultura (MiC) “si trova ad affrontare una delle sfide più importanti”, ha dichiarato. E l’Italia, come Paese culturalmente ricco e diversificato “deve saper tutelare e rendere disponibile tale patrimonio, affinché le generazioni future possano trarne beneficio e ispirazione".

La Digital Library
Il Ministero della Cultura si è dotato di un nuovo istituto, l’Istituto centrale per la digitalizzazione del patrimonio culturale – Digital Library. L’obiettivo principale è di promuovere e coordinare programmi di digitalizzazione della ricchezza culturale del nostro Paese. Grazie all’impiego di misure tecnologicamente avanzate, anche la creazione culturale può conoscere un’accelerazione, coinvolgendo ampiamente i cittadini. Per di più, creando occasioni di confronto e di accessibilità maggiori rispetto al passato.
La Digital Library elaborerà il Piano Nazionale di Digitalizzazione del patrimonio culturale, curandone inoltre l’attuazione. Questa sarà una delle azioni principali messe in campo dal Ministero per delineare la visione strategica del processo di trasformazione digitale in ambito culturale ed artistico italiano per il periodo 2022-2026.
Patrimonio culturale per la prossima generazione
Il nuovo Istituto inoltre svilupperà le policy sul digitale in base a quanto previsto dalla Terza Componente del PNRR, “Turismo e Cultura 4.0”, relativamente alla Misura 1.1, “Strategie e piattaforme digitali per il patrimonio culturale”. Agli interventi sul patrimonio fisico si affiancano dunque attività di digitalizzazione in musei, archivi, biblioteche e luoghi della cultura. La proposta riguarda la dotazione di una infrastruttura digitale nazionale di riferimento, a cui accedere attraverso piattaforme dedicate. A ciò si aggiunge il sostegno che sarà garantito alla realizzazione di nuovi servizi digitali ad alto valore aggiunto da parte di start-up e imprese culturali e creative (ICC). Tali iniziative incideranno nella diffusione del concetto di economia basata sulla circolazione della conoscenza.
I destinatari delle misure previste saranno i siti culturali delle grandi aree metropolitane, ma anche dei borghi e delle aree rurali, nonché i siti più fragili delle isole minori.
L’approccio partecipativo
Molti siti del territorio italiano necessitano investimenti che mettano in risalto la loro capacità attrattiva, l’accessibilità e la sicurezza. Soprattutto in questo particolare momento storico di ripresa. Il patrimonio culturale è un bene comune che riveste una duplice importanza: sociale ed economica. L’Italia persegue a tal proposito gli obiettivi della Convenzione di Faro del Consiglio d’Europa, nella quale si riconosce la responsabilità individuale e collettiva nei confronti dell’eredità culturale dei singoli Paesi. Di riferimento anche il Quadro di azione europeo per il patrimonio culturale, qui definito una risorsa in grado di favorire la sensibilizzazione verso valori condivisi e il senso di appartenenza ad uno spazio politico e culturale comune.