Hubdate - L’Europa verso un’effettiva parità di genere

  Focus - Allegati
  10 June 2022
  2 minutes, 53 seconds

MIPP - Gender topic

A cura di Michela Tiberti, Policy Analyst


L’Europa verso un’effettiva parità di genere

Parità di genere nelle società europee quotate in borsa

Il 7 giugno il Parlamento Europeo e il Consiglio Europeo hanno trovato un accordo circa la Direttiva europea risalente al 2012. L'accordo politico è ora sottoposto al vaglio dei co-legislatori, i quali avranno il compito di finalizzare formalmente l’approvazione della direttiva. Essa entrerà in vigore dopo 20 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e gli Stati Membri dovranno adeguarsi, inserendo nell’ordinamento nazionale la direttiva, entro due anni.

La Direttiva Europea

La direttiva disciplina il miglioramento della parità di genere all’interno degli organi amministrativi delle società europee quotate in borsa. Il testo prevede una quota pari al 40% da destinare al genere sottorappresentato all’interno dei consigli d’amministrazione non esecutivi oppure il 33% del numero totale degli amministratori. Questo strumento ha lo scopo di rendere effettiva la parità di genere nei vertici della società. Le aziende che non rispetteranno queste percentuali saranno tenute ad apportare criteri trasparenti e neutri rispetto alla selezione degli amministratori o amministratrici. La direttiva europea esorta gli Stati membri al rispetto del principio europeo di parità di genere, scegliendo, a parità di condizioni, il candidato appartenente al genere sottorappresentato. Pertanto, le aziende devono impegnarsi nel raggiungimento di una effettiva parità di genere. Coloro che non otterranno i risultati sperati sono esortate a comunicare le ragioni e gli strumenti messi in atto al fine di ovviare a questa carenza. Affinché le società attuino queste misure, le sanzioni è necessario che siano efficaci, proporzionate e disincentivino il protrarsi di costrutti patriarcali.

Pari opportunità, l’obiettivo Europeo

Uno dei principi fondamentali dell’Unione Europea è rappresentato dalla realizzazione di una piena ed effettiva parità di genere. In Europa, pur essendoci moltissime donne altamente qualificate (il 60% dei laureati sono donne), esse faticano a risiedere nei vertici della società, infatti solo un terzo dei membri dei CDA non esecutivi sono donne. Nel CDA esecutivi le percentuali sono addirittura minori. Nel mondo della politica, come in quello lavorativo, si tende a parlare di pavimento appiccicoso e soffitto di cristallo. Due termini questi che indicano la difficoltà per le donne nell’accedere a posizioni di rilievo. Si riferisce, dunque, a tutte quelle barriere (invisibili) culturali, sociali e psicologiche che impediscono il pieno conseguimento del principio di pari opportunità. Per questa ragione l’Unione Europea ha introdotto degli strumenti ad hoc, le azioni positive, con lo scopo di colmare il gap tra donne e uomini ed eliminare le discriminazioni.

Quali sono le aspettative?

La Presidentessa della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha dichiarato: "La diversità non è solo una questione di equità. È anche uno stimolo alla crescita e all'innovazione. L'opportunità di avere un maggior numero di donne nella leadership è evidente. Dopo dieci anni, da quando la Commissione europea ha proposto questa direttiva, è giunto il momento di rompere il soffitto di cristallo. Ci sono molte donne qualificate per le posizioni di vertice: dovrebbero essere in grado di ottenerle”. L’Unione Europea, come gli Stati Membri, stanno colmando i vuoti legislativi in materia di parità di genere, per rendere effettiva l’uguaglianza tra donne e uomini (o chi si riconosce come tali). Approccio legislativo non è però sufficiente a colmare il gap che vede le donne in posizione di subordinazione. È necessario un approccio culturale volto ad eliminare le discriminazioni di genere.

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