HUBdate – “Modifica agli accordi europei sulla gestione di domande d’asilo”

  Focus - Allegati
  25 June 2023
  1 minute, 59 seconds

MIPP – Politiche Sociali

A cura di Francesca Colella, Junior Policy Analyst

Nuovo patto europeo sulla migrazione e asilo

L’8 giugno a Lussemburgo, presso il Consiglio Affari Interni, si sono definite le nuove linee per il ‘Patto europeo su migrazione e asilo’.

Dopo circa dodici ore di consultazione e negoziati con due votazioni si è giunti al testo definitivo: l’Ungheria e la Polonia non hanno firmato; Lituania, Slovacchia, Malta e Bulgaria si sono astenute dal voto.

Il testo votato deve ancora essere rivisto e approvato in sede del Parlamento europeo.

Contenuto

Il nuovo ‘Patto europeo su migrazione e asilo’ ha modificato in parte il Regolamento Dublino III del 2013, mantenendo, però, il modello del paese di primo ingresso.

In sostanza, quello che si è discusso è come si possono gestire le frontiere e le domande d’asilo, facendo riferimento anche ai rimpatri forzati, ai paesi terzi e alla ‘circolazione secondaria’.

Il focus principale è stato il principio di solidarietà, il quale sottolinea la necessità che ogni Stato membro redistribuisca i migranti (quota minima di 30.000 persone all’anno, dai Paesi di primo ingresso) all’interno dell’Unione; se non è possibile bisogna versare 20.000 euro a persona presso il fondo comune per la gestione delle frontiere esterne.

Per quanto riguarda le domande d’asilo esisterà la ‘procedura di frontiera’ presso il paese di primo ingresso; inoltre, la responsabilità di Stato nei confronti dei richiedenti asilo passa da 12 a 24 mesi (se respinta la domanda presso la ‘procedura di frontiera’ la durata si accorcia a 15 mesi; 12 mesi se le persone sono salvate in mare).

Possibili conseguenze

I paesi di primo approdo saranno ancora i Paesi con maggiori responsabilità, non solo di accoglienza ma anche di ‘redistribuzione’.

In aggiunta, secondo ECRE (Consiglio europeo per i rifugiati e gli esiliati) i nuovi meccanismi messi in gioco dal nuovo Patto aumentano il potere delle frontiere di Stato incrementando la possibilità di respingimento delle domande d’asilo (i.e., molte persone potrebbero rimanere bloccate alle frontiere. Modello delle isole greche come Lesbo e Samo); si aumenta la responsabilità di alcuni Paesi (i.e., Paesi terzi sicuri); inoltre, è possibile che le persone più vulnerabili, come bambini e famiglie non vengano più tutelate come prima.

Gli Stati membri hanno piena discrezionalità sull’attuazione delle nuove regole, nessuno Stato è obbligato alla procedura di ricollocamento.

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