L’IMPORTANZA STRATEGICA E MILITARE DELL’ISOLA DI GUAM
Introduzione
L’isola di Guam, “Where America’s day begins” (dove comincia il giorno americano) costituisce il più estremo avamposto militare e un polo strategico per gli Stati Uniti: la sua posizione permette al governo statunitense di esercitare la sua power projection nella regione dell’Indo-Pacifico e rende credibile il suo impegno nel garantire la sicurezza dei suoi alleati che vi si trovano. Inoltre, la presenza della base aerea di Andersen e della Naval Base Guam giocano un ruolo fondamentale nelle missioni della US Navy volte a mantenere le rotte di commercio aperte. Per questo motivo, l’isola è essenziale per la sicurezza dei cittadini statunitensi. Dall’altro lato, l’isola di Guam non solo costituisce la chiave per mantenere la sicurezza e difesa degli Stati Uniti e dei suoi alleati, ma è anche uno strumento per ostacolare e contenere due delle forze politiche che negli ultimi anni sono entrate maggiormente in contrasto con gli Stati Uniti: la Cina e la Corea del Nord. Questo paper ha quindi lo scopo di analizzare le capacità militari dell’isola, e come queste rappresentino un elemento fondamentale per la strategia geopolitica degli Stati Uniti.
1.Posizione geografica, storia e governo sotto il controllo statunitense
Guam è un’isola e territorio non incorporato degli Stati Uniti dell’Oceano Pacifico occidentale, la più meridionale delle Isole Marianne, un arcipelago di isole appartenenti al più vasto gruppo di isole della Micronesia, una delle macroregioni in cui viene tradizionalmente divisa l’Oceania. L’isola si trova inoltre al confine col Mare delle Filippine.

L’isola ha storicamente avuto un legame con gli Stati Uniti ben prima di diventare un territorio non incorporato nel 1950: con il trattato di Parigi del 1898, Guam venne ceduta agli Stati Uniti dalla Spagna, che ne aveva il controllo dal 1565. Ben presto, l’isola divenne il punto di appoggio per le navi statunitensi che facevano rotta tra l’America e le Filippine, altro territorio ceduto dalla Spagna agli Statunitensi.
Durante la Seconda guerra mondiale, Guam ha vissuto un periodo di occupazione giapponese, venendo incorporata nel Mandato Pacifico Orientale. Tuttavia, l’invasione giapponese si rivelò breve: gli Stati Uniti tornarono in possesso dell’isola con la Battaglia di Guam che si svolse dal 21 luglio all’8 agosto del 1944, e da allora, per questo motivo, il 21 luglio viene considerato festività civile per Guam.
Con l’Organic Act del 1950, Guam venne ufficialmente istituita come territorio non incorporato degli Stati Uniti, garantendo agli abitanti la cittadinanza statunitense e stabilendo gli organi di governo locale. In quanto territorio non incorporato, e dove quindi solo i diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione, e non quelli costituzionali, sono applicati integralmente, gli abitanti di Guam non hanno il diritto di voto nelle elezioni presidenziali nazionali, ma possono inviare dei loro rappresentanti alle conventions del partito Repubblicano o Democratico, oltre ad avere il diritto di eleggere il proprio Governatore, che riceve un mandato di quattro anni, e un delegato al Congresso statunitense, che ha diritti di voto limitati che escludono la possibilità di votare nel passaggio finale di una legislazione.
Lo sviluppo di Guam in un importante base militare statunitense ha portato cambi radicali nell’economia dell’isola, che prima della Seconda Guerra Mondiale era basata per la maggior parte sull’agricoltura: gli alimenti iniziarono ad essere importati a livelli sempre più alti a spese della coltivazione locale, ed ora Guam importa la maggior parte del suo cibo. Il lavoro nelle basi militari ha inoltre portato molti abitanti ad abbandonare le attività di pesca ed agricoltura. (Ballendorf e Foster, 2023)
2.La forza aerea statunitense nell’isola
2.1 La base di Andersen
La Andersen Air Force Base di Guam, spesso citata anche nella sua forma abbreviata AAFB, è una base aerea militare gestita dalla United States Air Force (USAF) e quartier generale del reparto “36th Wing”, uno stormo composito della U.S. Pacific Air Forces(PACAF) le cui missioni sono l’airpower projection, l’espansione delle capacità di combattimento e il rafforzamento delle relazioni nella regione dell’Indo-Pacifico. La 36th Wing include 18 squadroni in 5 gruppi e opera non solo nella base di Andersen, ma anche a Singapore e nell’Isola Diego Garcia, nell’Oceano Indiano.
Situata nella parte settentrionale dell’isola, la base fu costruita nel 1944 con il nome “North Field” e con lo scopo di ospitare i B-29, bombardieri strategici utilizzati per missioni belliche in Giappone, nonché i più pesanti usati attivamente durante la Seconda Guerra Mondiale. Tre anni dopo, nel 1947, la base venne intitolata con il suo nome attuale, in onore del generale di brigata James Roy Andersen, disperso in azione nel 1945 con il suo B-24 Liberator. La guerra in Vietnam vide la base impegnata attivamente: fu proprio dall’AAFB, infatti, che ebbe inizio l'operazione “Arc Light” il 18 giugno 1965, quando 27 B-52 decollarono dalle piste.
Ad oggi, la base svolge ancora le sue funzioni di appoggio ai bombardieri e stivaggio di munizioni e carburante: 66 milioni di galloni di carburante si trovano nell’AAFB, rendendola il più grande deposito di carburante dell’USAF. (Andersen Air Force Base website,2023) Inoltre, ospita numerosi velivoli appartenenti all’aviazione statunitense, oltre ad essere provvista di due piste e due zone di atterraggio, nonostante non abbia velivoli permanentemente assegnati. Tra quelli schierati al momento si trovano:
- B-2 Spirit: bombardiere strategico subsonico in grado di trasportare sia armi convenzionali sia nucleari, dotato di tecnologia stealth, che lo aiuta a penetrare le difese nemiche con una bassissima possibilità di essere individuato e abbattuto.
- B-1 Lancer: bombardiere strategico supersonico, con autonomia elevata e la capacità di trasportare fino a 40 tonnellate teoriche di carico, e quindi utilizzato per missioni di interdizione-ossia l’uso di attacchi aerei preventivi contro obiettivi nemici, ma non delle minacce immediate, per ritardare, disturbare o ostacolare il loro coinvolgimento contro forze amiche.
- B-52 Stratofortress; bombardiere strategico a lungo raggio, che può ospitare fino a venti missili cruise, con ogive esplosive o testate nucleari.

Tra le munizioni trasportate dai velivoli vi sono quelle facenti parte della categoria delle” Joint Direct Attack Munition (JDAM)”, ossia dei sistemi in grado di trasformare bombe a caduta libera in bombe guidate, tra cui GBU-31/32/38.
2.2 La difesa antimissilistica
La base di Andersen non è solamente dotata di velivoli e munizioni, ma anche di armi strategiche, tipo missili, e altri strumenti, per difendere lo spazio aereo dell’isola. Tra i missili impiegati si trovano gli ADM-160 MALD, ovvero un tipo di missile per inganno radar, il cui scopo è distrarre le forze nemiche in modo da organizzare un attacco/ contrattacco.
Inoltre, la base utilizza, tra gli altri, i satelliti Defense Support Program (DSP) che forniscono sistemi di allarme precoci riguardanti l’avvicinamento di missili balistici, e Defense Satellite Communication System (DSCS) necessari per le comunicazioni strategiche con i vari reparti in giro per il mondo, per la difesa dell’isola. Tra i sistemi di difesa antimissilistica vera e propria, invece, l’isola dispone del -Terminal High Altitude Area Defense(THAAD), progettato per abbattere missili balistici corti, medi e intermedi, oltre a poter contare sulla presenza dei cacciatorpediniere sudcoreani e giapponesi Kongo e Atago, dediti alla protezione antibalistica. (Air and Space Forces Magazine,2023)
3.La forza navale statunitense a Guam
La forza navale della US Navy nell’isola si trova nella base denominata “Naval Base Guam” (NBG). La base accoglie il Comando del Submarine Squadron 15, del Settore della Guardia Costiera Guam e dell'Unità Naval Special Warfare One. È anche un supporto e porto di partenza per una dozzina di unità del comando del Pacifico degli Stati Uniti e della US Pacific Fleet.
Ufficialmente, fu istituita come base operativa per la Marina, sotto il nome di Naval Operating Base, nell'ottobre 1944 e fino alla fine del secondo conflitto mondiale fu il principale elemento di supporto per la flotta americana nel Pacifico. Attualmente, è un punto fortemente strategico per la marina statunitense e le sue operazioni nell’Indo-Pacifico, specialmente in seguito alla chiusura delle basi nelle Filippine negli anni ’90. (Naval Base Guam Website,2023)
La NBG ospita le USS Frank Cable e USS Emory S.Land, i due tender per sottomarino- ossia una nave deposito che rifornisce e supporta i sottomarini- appartenenti alla Marina. Tra i sottomarini appartenenti allo Squadrone 15 invece si trovano gli USS Chicago (SSN-721),USS Key West, (SSN-722) e USS Oklahoma City (SSN-723), tutti e tre sottomarini d’attacco nucleare, che svolgono diversi ruoli di intelligence e power projection, tra cui il rilevamento e tracciamento di sottomarini nemici, l’intercettazione elettronica, ma anche l’eventuale partecipazione in azioni contro terra con l’utilizzo di missili da crociera. Inoltre, dal gennaio 2022, la NBG ha accolto anche lo USS Nevada (SSBN-733), un sottomarino lanciamissili balistico, in grado di lanciare missili nucleari a migliaia di chilometri di distanza, e dunque utilizzato con lo scopo di deterrenza nucleare. (USNI News, 2022)
4.Il ruolo di Guam nell’ottica del conflitto con la Corea del Nord
L’ aumento della potenza militare statunitense a Guam rende la regione non solo un punto strategico, ma anche un potenziale obiettivo militare: la posizione dell’isola, infatti, la rende la base più vicina a due degli alleati principali degli Stati Uniti, la Corea del Sud e il Giappone, ma, conseguentemente, anche ad una delle nazioni che negli ultimi anni è entrata in conflitto col governo statunitense, la Corea del Nord. Le tensioni tra le due potenze sono arrivate al culmine nel 2017, quando due lancieri B-1B dell'aeronautica americana sono volati dalla base aerea di Andersen per una missione di 10 ore vicino al Giappone, al Mar Cinese Orientale e alla penisola coreana, per poi essere raggiunti da aerei giapponesi e sudcoreani. A seguito della missione, l’agenzia di stampa nordcoreana KCNA ha dichiarato che l’esercito della Corea del Nord stava “esaminando il piano operativo" per colpire le aree intorno al territorio statunitense di Guam con missili balistici strategici a medio-lungo raggio. In particolare, la dichiarazione menzionava un potenziale attacco alla base aerea di Andersen progettato "per inviare un serio segnale di avvertimento agli Stati Uniti”. (CNN,2017) Infine, nel gennaio del 2022, la Corea del Nord ha confermato di aver testato un missile balistico a raggio intermedio in grado di raggiungere il territorio di Guam, il Hwasong-12: si tratta di un'arma terra-terra con capacità nucleare con una portata massima di 4.500 chilometri quando viene sparato su una traiettoria standard, distanza sufficiente per raggiungere l’isola. Tuttavia, alcuni analisti sono scettici riguardo le attuali capacità nordcoreane e affermano che la Corea del Nord deve ancora condurre ulteriori voli di prova dell’-MRBM per dimostrare di poter superare gli ostacoli tecnologici che le impediscono di raggiungere il livello militare statunitense, come proteggere una testata capace di resistere al calore estremo ed alla pressione del rientro nell’atmosfera terrestre. (NPR,2022)
In ogni caso, ne emerge che l’isola di Guam ha molteplici ruoli nello scenario del conflitto tra Stati Uniti e Corea del Nord: se le tensioni tra le due dovessero subire un’escalation tale da arrivare ad un conflitto armato, l’isola sarebbe il primo obiettivo ad essere colpito dai missili nordcoreani, qualora fosse la Corea del Nord a sferrare il primo colpo, in quanto costituirebbe un attacco diretto al suolo statunitense e l’unico raggiungibile con i missili nordcoreani; nello scenario inverso, e con quindi gli Stati Uniti ad agire per primi, Guam potrebbe essere invece il punto di partenza per un attacco statunitense verso la Corea del Nord, sia in caso di attacco preventivo, sia per un’eventuale difesa degli alleati statunitensi minacciati dal regime di Kim-Jong Un, come la Corea del Sud e il Giappone. Nonostante ciò, è improbabile, almeno per ora, l’eventualità di uno scontro armato, soprattutto a causa del divario tecnologico e militare esistente tra le due: anche se i missili nordcoreani provassero di poter effettivamente raggiungere l’isola, la Corea del Nord si trova ancora troppo indietro militarmente per poter sostenere una guerra contro gli Stati Uniti. Alla luce di questi fatti, le continue minacce nordcoreane verso l’isola rendono Guam più uno strumento di pressione verso l’amministrazione Biden, con lo scopo di ottenere l'eliminazione delle sanzioni o il riconoscimento internazionale come Stato nucleare legittimo, oppure un allentamento dell’impegno statunitense nella difesa della Corea del Sud. Dall’altro lato, la presenza delle basi statunitensi a Guam serve a prevenire un eventuale sfondamento delle linee di confine lungo il 38° parallelo da parte delle truppe nordcoreane, e come deterrente nucleare.
5.L’importanza strategica di Guam per il contrasto e contenimento della Cina
La costruzione di Guam come hub strategico ha svolto un ruolo fondamentale nel bilanciamento degli interessi di sicurezza statunitensi nel cooperare con la Cina, nonché nel plasmare la percezione e la condotta della Cina stessa.
Già negli anni dell'amministrazione Obama, che ha cercato di costruire l'ascesa della Cina come potenza pacifica e rispettosa delle norme internazionali, il governo cinese ha sospettato che il rinforzo delle capacità militari di Guam fosse in parte volto alla strategia di accerchiamento e contenimento della Cina, scatenando preoccupazioni sul cosiddetto “dilemma di sicurezza”, nel caso di un’escalation in ostilità e sfiducia tra le due potenze a causa del ruolo dell’isola di Guam. (Kan, 2013)
Tuttavia, i timori del governo cinese sul possibile ruolo giocato da Guam nell’ottica di un eventuale conflitto con gli Stati Uniti non sono del tutto infondati. Infatti, l’isola di inserisce nel contesto della “strategia della catena di isole” (originale inglese: Island Chain Strategy) e del conflitto tra la Cina e Taiwan: si tratta di una strategia militare statunitense, menzionata per la prima volta dal politico ed analista di politica estera John Foster Dulles nel 1951 (durante la guerra di Corea), che suggeriva di circondare l'Unione Sovietica e la Cina dal mare. Il tema della catena insulare non è mai stato un tema centrale nella politica statunitense fino all’inizio del nuovo millennio, con la crescita della competizione sino-statunitense. La strategia è divisa in tre catene: la prima ha come punto chiave Taiwan, la seconda parte dal Giappone e comprende anche Guam, mentre la terza corre verso l’Oceania. Considerando l’attuale impegno statunitense nella difesa di Taiwan da un eventuale tentativo di riunificazione cinese, il controllo di Guam e delle Isole Marianne Settentrionali, nonché i rapporti amichevoli con Giappone e Filippine, è probabile che gli Stati Uniti schierino barriere ASW ,come i sensori RAP , intorno a questi territori, in modo da poter sorvegliare l’intero bacino del Mare delle Filippine e poter rilevare qualsiasi sottomarino cinese che tenta di raggiungere l’oceano aperto e tracciare eventuali sottomarini nucleari. Le principali rotte dirette della Cina verso il Mare delle Filippine richiedono il passaggio da Taiwan, e i sottomarini che vogliono aggirare i punti di strozzatura di Taiwan devono viaggiare direttamente nel profondo oceano a causa della posizione dell'isola, impedendo così all’esercito cinese di aggirare le barriere statunitensi. (Rittenhouse Green e Talmadge,2022). Inoltre, nell’evenienza di un conflitto armato nell’Indo-Pacifico, i primi attacchi statunitensi partirebbero con molta probabilità da Guam, in quanto è il territorio statunitense più vicino alla Cina. In aggiunta, più di 50 velivoli stazionati nella base di Andersen sono dotati di missili antiaerei LRSAM, dotati di tecnologia stealth e capaci di rimanere ad altitudini elevate per maggior tempo, oltre a poter essere programmati per localizzare e abbattere obiettivi a grandi distanze, costituendo dunque una minaccia per qualsiasi nave cinese operante nel Pacifico occidentale.
Dall’altro lato, come nel caso della Corea del Nord, Guam potrebbe essere il primo obiettivo ad essere colpito dalle forze armate cinesi: nel settembre del 2020, sull’account Weibo ufficiale della forza aerea dell’Esercito Popolare di Liberazione cinese (Epl), è stato diffuso un video che mostra un attacco simulato su quella che sembrerebbe essere la base aerea di Andersen, dove si vedono chiaramente bombardieri H-6, velivoli dotati di capacità nucleare, radere al suolo la roccaforte statunitense. Il filmato è arrivato in risposta alle crescenti relazioni tra Stati Uniti e Taiwan, ed è stato visto come un messaggio cinese su cosa potrebbe accadere nel caso in cui il governo statunitense non dovesse abbandonare il suo impegno con Taipei. Non è stata la prima volta che il governo cinese ha minacciato direttamente Guam: nel 2016, la Cina ha presentato il missile balistico a medio raggio DF-26, in grado di colpire bersagli fino a 3400 miglia (5471km) di distanza, etichettandolo come "il killer di Guam" (Guam Killer) proprio per la sua capacità di poter coprire la distanza che separa il territorio cinese da Guam.
Infine, anche la dimensione nucleare ha un ruolo fondamentale nelle tensioni sino-statunitensi: a causa della crescente preoccupazione per il rapido sviluppo del programma nucleare cinese e nordcoreano, gli Stati Uniti stanno rinforzando la difesa di Guam, in quanto è il territorio più vulnerabile per un attacco da parte cinese o nordcoreana, introducendo, ad esempio, il sistema Patriot nell’isola. D’altro canto, anche gli Stati Uniti sono una potenza nucleare consolidata, e l’isola di Guam costituisce a sua volta una minaccia per Cina e Corea del Nord, in quanto un attacco nucleare verso i loro confini partirebbe proprio da Guam, rendendola un deterrente nucleare.
Conclusioni
Da questa analisi emerge che l’isola di Guam, seppur trattandosi di un territorio ristretto(si estende su un’area di soli 549 km²) ha un’importanza fondamentale per l’ordine militare e geopolitico nell’Indo-Pacifico: la sua posizione nell’Oceano Pacifico occidentale e il suo controllo da parte degli Stati Uniti la rendono un punto chiave per la difesa dei territori alleati, come Taiwan e la Corea del Sud, ma anche un importante deterrente nell’ottica delle tensioni con la Cina e la Corea del Nord. Guam si trova dunque ad avere un doppio ruolo: da un lato è fondamentale per il mantenimento dello status quo, ma dall’altro è anche un elemento di alimentazione del dilemma di sicurezza nella regione. Il futuro dell’isola e dei suoi abitanti dipendono dalle azioni di Stati Uniti, Cina e Corea del Nord, qualora decidessero o di mantenere l’equilibrio, oppure di continuare ad aggravare il clima di sospetto e sfiducia, fino a giungere ad uno scontro armato.
Inoltre, il crescente interesse degli Stati Uniti nella difesa di Guam è coerente con il pivot statunitense verso la regione dell’Asia-Pacifico: dagli anni dell’amministrazione Obama, il governo statunitense ha deciso di dare priorità strategica a questa area del mondo, sia per motivi economici (l’intera regione costituisce il 56% del commercio statunitense) sia per motivi legati alla crescente instabilità di sicurezza dovuta, in particolare, alle azioni di Cina e Corea del Nord. Il rinforzo militare di Guam serve, dunque, non solo come prima linea di difesa della nazione, ma anche a salvaguardare gli interessi strategici ed economici statunitensi nell’Asia-Pacifico.
Bibliografia e sitografia
- https://www.airandspaceforces.com/tag/andersen-air-force-base/ (consultato il 5 gennaio 2023) [A-1]
- https://jrm.cnic.navy.mil/Installations/NAVBASE-Guam/ (consultato il 7 gennaio 2023) [A-1]
- https://www.andersen.af.mil/Units (consultato il 5 gennaio 2023) [A-1]
- www.csp.navy.mil (consultato il 7 gennaio 2023) [A-1]
- https://news.usni.org/2022/11/... [A-1]
- https://edition.cnn.com/2017/08/08/politics/north-korea-considering-guam-strike-trump/index.html [A-1]
- Kan, Shirley A; Guam: U.S. Defense Deployments, 2013, LIBRARY OF CONGRESS WASHINGTON DC CONGRESSIONAL RESEARCH SERVICE, https://apps.dtic.mil/sti/citations/ADA589626 [A-1]
- Brendan Rittenhouse Green, Caitlin Talmadge; Then What? Assessing the Military Implications of Chinese Control of Taiwan. International Security 2022; 47 (1): 7–45. doi: https://doi.org/10.1162/isec_a_00437 [B-1]
- Ballendorf, D. Anthony and Foster, Sophie (2023, January 11). Guam. Encyclopedia Britannica. https://www.britannica.com/place/Guam [A-1]
- https://www.npr.org/2022/01/31/1076895447/north-korea-has-confirmed-that-it-tested-a-missile-capable-of-striking-guam [A-1]