AUTORE:
Andrea Marco Silvestri - Head Researcher G.E.O. "Cultura e Società"
1. ABSTRACT
L’Ucraina è tornata recentemente a far parte delle principali agende di analisi geopolitica a livello mondiale. Ancora una volta questo interesse deriva dalle riaccese tensioni tra Kiev e il suo nemico storico giurato, la Federazione Russa.
Le minacce di una nuova invasione per mano russa in alcune zone del territorio ucraino hanno destabilizzato i già fragili equilibri coltivati negli anni precedenti fra Nato, Paesi dell’ex blocco sovietico e Federazione Russa.
Di giorno in giorno le posizioni di molti analisti si polarizzano e si confondono fra loro, abbracciando teorie differenti sull’esito di questa nuova crisi scoppiata tra le due potenze. Lo scenario è complesso ed ancora aperto, gli esiti sono molto incerti e di difficile previsione a causa della molteplicità di elementi politici, culturali e strategici di cui tener conto a livello previsionale.
La ricerca della responsabilità è il criterio interpretativo fondamentale da cui partire per comprendere questo momento storico: l’opinione a livello internazionale si scinde infatti in almeno tre grandi filoni. Un significativo bacino di opinione, prevalentemente di matrice americana, teorizza che l’attuale dinamica di tensione sia scaturita direttamente per volontà russa.
Altri analisti più moderati, prevalentemente europei, vagliano la possibilità che l’Ucraina stia giocando la carta della minaccia sul confine orientale per ottenere un ingresso facilitato nella NATO.
Una terza posizione invece contempla che forti ingerenze occidentali abbiano influenzato le scelte strategiche di Kiev e Mosca in modo da fomentare l’attuale clima prebellico in un’ottica di sfruttamento strategico-situazionale.
2. Una guerra annunciata
Fra le dimensioni più interessanti riguardanti la tensione derivata dalla “crisi ucraina” vi è sicuramente la grande risonanza mediatica da essa generata, una risonanza voluta e spesso manipolata sia dal fronte russo che da quello occidentale.
Nemici mediatici prima che in campo bellico, Russia e Ucraina scommettono sulla propria dimensione conflittuale, espansionistica da un lato e difensiva dall’altro. La guerra trans-confine è solamente una minaccia al momento attuale ma Kiev, Mosca e il blocco occidentale stanno già combattendo un conflitto informativo attraverso i media da diversi anni, conflitto che si viene ad intensificare dall’inizio di questa “nuova crisi ucraina”. Nelle province orientali inoltre vi è un conflitto interno a bassa intensità fra patrioti ucraini e le frange indipendentiste filorusse, con perdite umane da ambo i lati.
Ripercorriamo sinteticamente alcuni dei principali passi di questa nuova crisi:
- Nel 2014 la Guerra del Donbass, nell’Ucraina Orientale, provoca più di 14.000 vittime e un milione e mezzo di sfollati. Dopo il conflitto, scaturito da una improvvisa invasione russa, ha portato ai delicati accordi di Minsk.
- Fra la fine dell’invasione e il momento attuale vi è stato un progressivo susseguirsi di eventi conflittuali ad intensità variabile sul confine orientale ucraino.
- Da novembre 2021, diverse agenzie di intelligence internazionali dimostrano una ingente presenza militare russa a pochi chilometri dal confine orientale ucraino, dinamica simile a quanto avvenuto proprio nel 2014.
- Le fonti informative Open Source vengono manipolate da parte di tutte le parti coinvolte a livello internazionale direttamente o indirettamente nel conflitto, tracciando di fatto uno scenario geopolitico confuso e nebuloso.
- Dopo una lunga serie di trattative, comunicazioni intergovernative e azioni propagandistiche volte ad influenzare l’opinione internazionale sulla vicenda, viene definita la data del 10 Gennaio 2022 con incontro ufficiale di trattative tra USA e Russia al fine di raggiungere accordi volti alla stabilità, forse nell’ottica di creare una zona cuscinetto.
L’aspetto di cui tener maggiormente conto nell’analizzare questa nuova crisi regionale sta nella manipolazione informativa. Infatti, al di fuori di un bacino ristretto di analisti che possiedono informazioni di prima mano sulle volontà strategiche russe, nessuno sarebbe in grado di prevedere con certezza le mosse belliche di Mosca.
Proprio su tale incertezza analitica la Russia sta basando il proprio potere negoziale di questi ultimi mesi attraverso una serie di ponderate azioni di distorsione informativa data (determinata?) dalle pressioni offensive enunciate nei numerosi statement delle ultime settimane tra cui: “assicuratevi che l’Ucraina non entri nella NATO e nessuno si farà male”.
La guerra in questo caso è prima di tutto mediatica, politica e socio-culturale e, solo in ultima istanza, un fatto bellico in senso stretto.
3. Nemici di vecchia data
Mosca e Kiev condividono un recente passato di forte contrapposizione difficile da sanare. Oltre alle tensioni di natura prettamente bellica e strategica, vi sarebbero anche questioni socio-culturali a rendere i due Paesi tanto inconciliabili.
Già fra 2010- 2014 si era risvegliata una tendenza fra gli analisti a ricercare radici più profonde di trigger conflittuali fra Ucraina orientale, Kiev e Russia. Le radici storico culturali che accomunano i due Paesi sono numerose ma altrettanto numerose sono le fonti che dimostrano come l’Ucraina abbia, fin dal 1500, costruito in parte una identità culturale avulsa da quella russa.
Quello che accade oggi fra Donbass, zona marginale del territorio ucraino e la capitale Kiev è un processo che il territorio ucraino conosceva già prima delle crisi del nostro secolo. Il neo-separatismo delle frange filorusse orientali non è necessariamente una novità sul territorio ucraino in quanto le repubbliche orientali sono storicamente autodefinite come regioni in cui veniva generata la gran parte della produzione della ricchezza dell’intero Paese ma senza ottenere il giusto riconoscimento.
Questi processi identitari interni al Paese sono stati ignorati o sminuiti nel lungo susseguirsi di Governi ucraini e la situazione attuale è stata in parte generata anche da questo fattore, un mancato riconoscimento di un sentimento filorusso, una diversa identità culturale inaccettabile dal sentimento patriottico democratico filo-occidentale di Kiev. L’occidente riconosce alle questioni culturali un valore maggiore anche in campo bellico e questo fattore gli concede di fatto un vantaggio strategico nella infowar in atto contro la potenza russa.
Il sentimento occidentale di contrapporre sempre più Paesi dell’ex blocco sovietico all’attuale governo Putin sta portando anche ad una manipolazione dei vecchi pregiudizi culturali interni all’Ucraina in modo da riaccendere una rappresentazione della Russia come un nemico di vecchia data piuttosto che un lontano parente storico-culturale con cui il dialogo può essere possibile.
4. Le prospettive future
Le principali parti contendenti, sia dal lato NATO che da quello russo minacciano e teorizzano l’attacco, soprattutto a livello mediatico. I contendenti comunicano la dinamica “pre-conflittuale” secondo una linea da nuova guerra fredda, in cui la priorità viene data al possibilismo bellico e non necessariamente al momento di uno scatto violento reale e probabile.
Un conflitto aperto?
Le probabilità che l’attuale crisi sul confine ucraino portino Kiev ad un effettivo conflitto aperto con la federazione russa risultano molto scarse. Una nuova offensiva con mire espansionistiche nel Donbass filorusso sarebbe, con tutta probabilità, una mossa strategicamente controproducente per una Russia che ricerca nuovi equilibri con gli Stati Uniti e con la NATO.
I costi di un attacco di questo tipo, sia a livello economico che diplomatico, sarebbero molto più ingenti degli eventuali punti a favore dal punto di vista bellico. Inoltre, la comunicazione del 7 dicembre scorso avvenuta fra Vladimir Putin e Joe Biden lascia presagire ingenti sanzioni dal blocco occidentale in caso di un’offensiva russa.
Nuovi accordi fra NATO- Ucraina e Russia?
Diverse analisi concordano sul fatto che lo scenario più probabile sia invece quello di giungere presto ad un nuovo accordo di stabilizzazione che coinvolga diversi fattori. Le parti contendenti hanno richieste differenti ma complementari fra loro e raggiungibili attraverso una cooperazione reale e rispetto di un “cessate il fuoco” a lungo termine.
Sinteticamente possiamo riassumere le posizioni di Russia, Ucraina e NATO come segue prevedendo le probabili richieste:
Russia: La Federazione Russa di Putin è un regime in via di indebolimento, molto complesso da governare. La stabilità interna si basa su un delicato equilibrio fra accordi economici internazionali e propaganda nazionalista, talvolta anti-occidentale. Le richieste più probabili mosse da Mosca riguarderanno accordi a lungo termine con la NATO in modo da impedire il temuto ingresso del governo di Kiev all’interno dell’Alleanza. Inoltre, l’interesse centrale dei russi restano sempre gli approvvigionamenti di gas attraverso i gasdotti che conducono all’Europa, probabilmente rincarabili.
Ucraina: L’Ucraina è lo Stato che si trova maggiormente bersagliato da influenze esterne all’interno dell’attuale crisi. La richiesta a livello internazionale da parte del Governo Zelens'kyj è quella di una maggior protezione da parte del blocco occidentale nei confronti dell’avversario russo sul confine orientale. La minaccia verso il Governo centrale di Kiev è però multifattoriale, deriva in parte dalle ingerenze e dalle minacce russe sul confine del Donbass, già separatista e filorusso, e in parte dalle minacce interne da frange interne ed esterne al Donbass, non contente della politica Ucraina post 2010 (rivoluzione arancione).
NATO: L’Alleanza si trova in un momento di forte instabilità interna e di difficile governance. Le originali mire della NATO di tenere a distanza la minaccia russa in un’ottica da post- guerra fredda non sono più del tutto attuali ed applicabili. Al momento attuale, le mosse della NATO per stabilizzare questa nuova crisi sul confine ucraino potrebbero comportare grandi sconvolgimenti geopolitici.
L’attuale decisione di convocare un incontro a Ginevra fra Russia e USA si è rivelata un vincente mezzo per calmare momentaneamente una situazione estremamente labile e potenzialmente collassabile.
Futuro per l’occidente?
Le preoccupazioni identitarie di un occidente che si indebolisce a livello politico-sociale sono molte. L’identificazione nell’Alleanza Atlantica è fin dalla fine della Seconda Guerra Mondiale un fattore di unione culturale che oggi vacilla a causa dell’incertezza e della rapidità delle dinamiche geopolitiche contemporanee.
Un nuovo futuro occidentale può essere ricercato da un lato attraverso un nuovo dialogo con i nemici e competitori globali oppure tramite un rinnovato ed anacronistico impeto difensivo di chiusura verso il dialogo con alcuni interlocutori. Entrambe le strategie comportano numerosi rischi ma il momento di prendere decisioni a medio e lungo termine è irrimediabilmente arrivato. Una nuova ondata di procrastinazione dal blocco occidentale causerebbe al momento squilibri ancora più ingenti di quelli presentati dagli scenari in atto.
5. Conclusione
Aree di crisi come quella dell’Ucraina orientale non permettono di trarre conclusioni definitive. Quello che è invece possibile ed utile ai fini previsionali è tracciare le basi delle dinamiche in atto nella zona di interesse.
Il conflitto ricorrente fra Russia e Ucraina rievoca contemporaneamente una lunga serie di fattori volti a ricercare, mantenere ed aggiornare lo stato di equilibrio esistente fra le due potenze e i blocchi di potere ad esse correlate, tra cui UE, NATO, OCSE e Stati Uniti. Oltre a rappresentare questa dimensione bellica multiforma, le recrudescenze conflittuali sono anche un mezzo di riaffermazione identitaria socio-culturale per entrambe le parti coinvolte.
Gli accordi derivanti dall’imminente summit del 10 Gennaio fra Usa e Russia potrebbero di fatto ridefinire gli equilibri fra Mosca e Kiev in primis ma anche fra gli alleati NATO e il resto del mondo.
Il superamento dei già fallimentari accordi di Minsk del 2014 potrebbe infatti condurre ad un nuovo accordo in grado di stabilizzare le tensioni o addirittura accentuarle in caso di una strategia poco ponderata.
Fonti
- Freedom and Terror in the Donbas: a Ukrainian-Russian borderland, 1870s-1990s, Hiroaki Kuromiya, Cambridge University Press, 1998.
- Is Russia preparing to invade Ukraine? And other questions https://www.bbc.com/news/world-europe-56720589