Recensione del libro "Benvenuti nell'Era Complessa. Mappe e strumenti del pensiero per esplorare il mondo nuovo in formazione" di Pierluigi Fagan

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  01 April 2025
  3 minutes, 53 seconds

A cura di Rosa Santa Serravalle, Senior Researcher

Professionista ed imprenditore del marketing e della comunicazione di multinazionali, Pierluigi Fagan (1958) pubblica nel gennaio 2025 il suo secondo libro Benvenuti nell’Era Complessa, edito da Diarkos. Ritiratosi dalla attività professionale, l’autore decide di dedicare interamente la sua vita allo studio, definendosi un ritirato sociale. Già autore del libro Verso un mondo multipolare: Il gioco dei giochi nell’era complessa (2017), dedica 20 anni di ricerca approfondita su quello che è il tema della complessità. Autore di un blog online, dove pubblica pensieri, riflessioni e dialoghi con gli utenti, Fagan ad oggi non abbraccia e non si riconosce in nessuna classe di pensiero. Ciò che scrive (e ci racconta) è frutto di uno studio analitico multidisciplinare che va dalla sociologia alla filosofia, passando per l’economia, geopolitica, storia, fisica, in sintesi lo studio del mondo. È un autodidatta; studia, legge, scrive e racconta sulla nuova Era che stiamo vivendo, l’Era Complessa, successiva all’Era Moderna.

Il libro, presentato da un’introduzione, è suddiviso in tre sezioni di cui la prima tratta la storia sulle origini; che cos’è l’uomo (capitolo 1), le origini della civiltà (capitolo 2), come nacque e si sviluppò l’era moderna (capitolo 3). Prosegue con la seconda sezione in cui indaga sulla immagine di mondo, ponendo al centro il problema dell’adattamento al corso storico (capitolo 4), si concentra sul concetto di complessità, su teorie e applicazioni (capitolo 5) e infine procede con un esame più specifico sull’ambito del come conosciamo le cose, secondo quali teorie, presupposti e fini, ovvero quello che chiama immagine del mondo (capitolo 6). Passa così alla terza e ultima sezione. Inizia col descrivere il tema dell’attualità (capitolo 7), cosa possiamo aspettarci nel futuro e la nostra immagine di esso (capitolo 8). Conclude lo studio proponendo una propria idea o soluzione per affrontare il problema dell’adattamento e alla transizione dall’era moderna all’era complessa, concentrandosi sugli strumenti pratici necessari all’azione umana nel contesto storico-sociale, culturale e politico (capitolo 9). Infine, presenta il proprio punto di vista politico-pragmatico basandosi su un’ideologia di democrazia radicale (capitolo 10).

Fagan nella prima parte analizza l’evoluzione dell’umanità dall’Homo Sapiens fino all’inizio dell’era moderna, sostenendo che ci stiamo avviando verso una nuova fase storica, l’Era Complessa. L’autore esplora come le società siano passate da strutture egalitarie a modelli gerarchici, con la concentrazione del potere nelle mani di pochi, inizialmente la casta sacerdotale. Attraverso la teoria degli ordinatori di Michael Mann, evidenzia il ruolo dominante dell’economia nel mondo occidentale e la sua incompatibilità con la democrazia.

Nella seconda sezione, l’autore analizza l’immagine di mondo costruita dalla società occidentale, che ha ignorato culture e tradizioni diverse, rendendo difficile l’accettazione dell’Era Complessa. Egli esplora il concetto di complessità partendo dalla sua etimologia, sottolineando l’interconnessione di ogni elemento della realtà. Pur affrontando il tema da una prospettiva geopolitica, economica e culturale, mantiene un approccio filosofico, evidenziando la disparità nella gestione del tempo tra le élite e la gente comune. Il tempo diventa il vero capitale del mondo immateriale, fondamentale per comprendere la realtà in modo critico, al di là delle etichette politiche.

Nella terza e ultima parte, Fagan analizza la struttura tripartita del mondo attuale: l’Occidente guidato dagli Stati Uniti, l’Oriente con la crescente influenza della Cina e i Paesi BRICS, che sfidano le potenze tradizionali. L’Europa è descritta come subordinata agli USA, frammentata e priva di una vera identità politica ed economica. L’autore critica l’accelerazione tecnologica, che aggrava la crisi del lavoro senza offrire soluzioni reali, e propone una democrazia radicale basata sul "pentalogo" (tempo, formazione, informazione, dibattito), ritenendola l’unico modello in grado di affrontare l’Era Complessa.

Lo stile di Fagan è fluido, chiaro e scorrevole. Nonostante affronti argomenti complessi e talvolta di difficile comprensione per i non esperti, la ripetizione dei concetti nelle diverse sezioni dei capitoli facilita la comprensione e offre una visione chiara del suo pensiero critico.

Sebbene l’autore non prenda una posizione diretta e si limiti a raccontare i fatti come un narratore esterno, le numerose e dettagliate teorie aiutano il lettore a farsi un'idea e a mettere in discussione le posizioni adottate. Tuttavia, pur presentando diverse teorie per conferire maggiore credibilità alle sue argomentazioni, a volte risulta difficile trovare un filo logico che le colleghi tra loro.

Fagan, adottando a tratti un tono provocatorio, si rivolge a un pubblico ampio: da un lato, a specialisti e accademici; dall’altro, a chi è interessato all’attualità e alla comprensione del mondo e della sua complessità. Il suo lavoro aiuta a cogliere le dinamiche socio-politiche e strategiche, applicabili anche ai conflitti attuali. Si tratta, pertanto, di un'opera che offre un contributo significativo sia in ambito accademico che saggistico.

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