Da tredici anni si discute di un aggiornamento del regolamento europeo sul trasporto aereo.
In Consiglio dell’UE (tutti i governi dei Paesi membri) non si è però trovata una quadra in tutti questi anni. Solo un colpo di spugna del Parlamento europeo ha permesso l’entrata in vigore della riforma nel giugno scorso.
Come funzionava?
In realtà, le norme sui rimborsi e reclami nel settore aereo sono state definite in maniere molto articolata e puntuale dal Regolamento (CE) n. 261/2004.
Il nodo, quindi, non era tanto la tutela dei passeggeri, garantita dalle regole comunitarie, quanto la capacità elusiva da parte delle compagnie aeree di esse.
Da quando è in vigore il regolamento, quindi da 22 anni, le compagnie aeree hanno risparmiato circa 3,2 miliardi di euro di rimborsi non riscossi dai passeggeri.
Perché?
Anzitutto per ignoranza, dove il termine indica una non conoscenza delle regole per chiedere e ottenere i rimborsi da parte dei passeggeri: secondo un sondaggio dell’agenzia di reclamo AirHelp, infatti, il 79% dei passeggeri non conosceva le regole e le procedure per il rimborso, anche perché solo nel 40% dei casi le compagnie aeree li tenevano correttamente informati in merito.
Poi, per chi si fosse imbattuto nelle pratiche del rimborso, esse risultavano poco chiare e le informazioni non trasparenti.
Inoltre, per rifiutare i rimborsi ai passeggeri, le compagnie aeree facevano spesso ricorso alla clausola ambigua delle circostanze eccezionali.
In questa incudine di regole aggirate e lungaggini burocratiche, si sono inserite le agenzie per i reclami che hanno iniziato a fare da intermediarie tra le compagnie aeree e i passeggeri.
Come cambieranno le regole?
La nuova riforma è entrata in vigore a giungo, ma è dal 2027 che i suoi effetti si faranno visibili. Fino a quella data rimarranno in vigore le normative del Regolamento (CE) n. 261/2004.
La prima differenza di cui i passeggeri si accorgeranno è il prezzo in vetrina dei biglietti al momento dell’acquisto.
Seguendo il principio stabilito dalle nuove regole di trasparenza e diritto del passeggero a portare un bagaglio con sè, i prezzi ai consumatori saranno esposti già includendo il bagaglio a mano, da scorporare poi se non lo si vuole portare e si preferisce solo lo zaino da riporre sotto il sedile.
Esempio: se oggi vediamo un biglietto aereo a 20 € su un sito di una compagnia e poi, nella fase successiva volessimo prendere anche il bagaglio a mano, ci sarebbero da aggiungere 50€, per un totale di 70€ al momento del pagamento. Dal momento in cui entreranno in vigore le nuove regole, vedremo il prezzo di 70€, comprensivo di bagaglio, al primo step di prenotazione.
Verranno poi semplificate le pratiche per richiedere un rimborso, con obbligo di trasparenza e informazione nei confronti dei passeggeri.
Le compagnie aeree dovranno spiegare come presentare la richiesta di rimborso entro quattro giorni dal viaggio, e avranno 30 giorni per pagare o rifiutare un rimborso: se la compagnia lo dovesse rifiutare, questo dovrà essere accompagnato da una giustificazione valida che rientri in quelle della normativa europea; i passeggeri, inoltre, avranno nove mesi di tempo per presentare la richiesta di rimborso utilizzando i moduli standard per tutta l'UE.
Per frenare l’abuso delle circostanze eccezionali invece, le nuove regole prevedono una lista di circostanze che le compagnie possono utilizzare per respingere i rimborsi, togliendo dunque l’arbitrarietà nella decisione.
Ad esempio, i difetti tecnici che incidono sulla sicurezza del volo, non sono considerati circostanza eccezionale.
Sarà possibile richiedere gratuitamente la seduta accanto a un minore di 14 anni o a un disabile e, in generale per le persone con disabilità, sarà più facile esercitare i propri diritti riconosciuti per i voli aerei
Cosa non cambia?
Rimarranno in vigore tutte le tariffe di rimborso in base al chilometraggio, nonché le tre ore di ritardo oltre le quali la compagnia aerea è costretta a rimborsare il passeggero e/o a riprogrammare il suo volo.
Il risarcimento si applica dunque dopo un ritardo di tre ore in caso di cancellazioni con preavviso inferiore a 14 giorni o di negato imbarco, con indennizzi pari a 250, 400 o 600 euro a seconda della distanza. Le compagnie aeree possono comunque rifiutarsi di pagare per disservizi al di fuori del loro controllo.
Problematiche
Come non ha atteso di sottolineare l'Ad di Ryanair, l'esuberante Michael O'Leary, la normativa pone delle questioni da risolvere.
Anzitutto, con i nuovi prezzi da esporre, le compagnie aeree si ritroveranno con prezzi molto più alti degli attuali, ma perché il cliente vede già incluso il costo del bagaglio a mano.
E poi vi è un'altra questione tecnica.
Gli aeromobili, soprattutto quelli utilizzati dalle compagnie low cost come Ryanair, appunto, non hanno la capienza sufficiente per tutti i bagagli nelle cappelliere.
Infatti, a normativa ancora non in vigore, le compagnie in questione limitano l'acquisto dei biglietti con bagaglio a mano al 45% dei posti totali presenti sul volo.
Con le nuove regole sarebbe comunque impossibile garantire la vendita di un biglietto "tutto compreso" per tutti i passeggeri.
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L'Autore
Leonardo Antonelli
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