Bruxelles, il Parlamento boccia il bilancio UE, evidenziando la necessità di una revisione profonda

  Articoli (Articles)
  Tiziano Sini
  06 November 2025
  2 minutes, 44 seconds

Scontro aperto tra Parlamento europeo e Commissione sul futuro bilancio dell’Unione per il periodo 2028-2034. I principali gruppi politici di Strasburgo — Popolari (PPE), Socialisti (S&D), Liberali (Renew) e Verdi — hanno scritto una lettera alla presidente Ursula von der Leyen chiedendo una “revisione profonda” della proposta presentata da Bruxelles a settembre.

Il messaggio è chiaro: l’attuale base negoziale non può essere accettata dal Parlamento.

La tensione, infatti, arriva a pochi giorni dall’inizio delle discussioni ufficiali sul nuovo Quadro finanziario pluriennale (QFP), che vale quasi 2.000 miliardi di euro e che determinerà le priorità di spesa dell’Unione per i prossimi sette anni[1].

Al centro delle critiche c’è il nuovo metodo proposto dalla Commissione per gestire i fondi europei. Invece di una ripartizione diretta tra regioni e programmi, Bruxelles vorrebbe affidare a ciascun Paese membro una somma complessiva, da amministrare tramite “piani di partenariato nazionali e regionali”. Secondo molti eurodeputati, questa impostazione rischia di accentrare troppo il potere decisionale nei governi nazionali, indebolendo il ruolo delle regioni e dello stesso Parlamento europeo. “È un passo indietro rispetto al principio di sussidiarietà”, si legge, a questo proposito, nella lettera inviata a von der Leyen[2].

Altro punto contestato: la scelta di unire i fondi per la politica agricola comune (PAC) e quelli per la coesione territoriale in un unico capitolo di spesa. La Commissione difende la decisione come un modo per semplificare e rendere più flessibile la gestione dei fondi, ma i partiti europei temono l’effetto contrario: meno trasparenza e una competizione diretta tra due politiche che da sempre rappresentano il cuore dell’azione europea sul territorio.

I gruppi politici chiedono anche di rafforzare il controllo parlamentare sulla gestione del bilancio, sottolineando che il QFP non è “un mero esercizio tecnico”, ma il riflesso delle priorità politiche dell’Unione: transizione verde, innovazione, sicurezza e solidarietà.

La Commissione, per ora, non arretra. Fonti interne spiegano che la proposta mira a “modernizzare” la gestione finanziaria europea, riducendo la frammentazione dei programmi e semplificando le procedure. Tuttavia, von der Leyen si è detta aperta a un dialogo costruttivo con il Parlamento e con gli Stati membri.

Il tema sarà quindi al centro della prossima sessione plenaria del 12 novembre a Bruxelles, quando i deputati voteranno una risoluzione che potrebbe diventare la base politica per i negoziati con il Consiglio.

Per l’Italia, il confronto è tutt’altro che marginale. Il nostro Paese è tra i principali beneficiari dei fondi europei per la coesione e per l’agricoltura: eventuali cambiamenti nella struttura del bilancio o una maggiore centralizzazione a livello nazionale potrebbero ridurre l’autonomia delle regioni e complicare la gestione delle risorse.

Roma dovrà muoversi con cautela per difendere le proprie priorità senza bloccare il compromesso complessivo. Sullo sfondo, la partita è anche politica: la capacità dell’Unione di dotarsi di un bilancio ambizioso sarà un test decisivo per la leadership di von der Leyen e per la credibilità stessa del progetto europeo.[3]


Share the post

L'Autore

Tiziano Sini

Tag

UE CommissionEuropea Ursula von der Lyen Parlamento Europeo Bilancio Pluriennale 2028-2034