Dalla legge marziale alla mozione di impeachment: cosa sta succedendo in Corea del Sud

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  Maria Pol
  22 December 2024
  2 minutes, 50 seconds

Il 3 dicembre 2024, il Presidente della Corea del Sud, Yoon Suk Yeol, ha annunciato l'imposizione della legge marziale e la sospensione del Parlamento, decisioni che hanno scatenato proteste e un'ondata di opposizione sia nella società che all'interno delle istituzioni. Il Presidente ha giustificato tali misure straordinarie affermando che fossero necessarie per proteggere il Paese dalle presunte minacce rappresentate dalle forze comuniste illegali provenienti dalla Corea del Nord.

La legge marziale, generalmente utilizzata in periodi di guerra o grave instabilità interna, prevede la sospensione delle leggi ordinarie e l'attribuzione di ampi poteri ai tribunali militari per l'amministrazione del Paese. In questo caso, la decisione di Yoon Suk Yeol di sospendere il Parlamento ha aggravato la crisi politica. Tale azione ha portato alle dimissioni di diversi ministri, che si sono dissociati apertamente dalla posizione del Presidente.

In Parlamento, l’opposizione, guidata dal leader democratico Lee Jae-myung, ha contestato l’imposizione della legge marziale definendola illegale e contraria alla Costituzione. Con una votazione, i membri dell'assemblea hanno rigettato formalmente la misura, scatenando ulteriori tensioni. Le proteste di piazza tra manifestanti e forze armate si sono moltiplicate, mentre all’interno del Parlamento si verificano momenti di grande scontro politico. In un tentativo di placare la situazione, il Presidente ha infine ordinato il ritiro delle forze militari dalle strade. Tuttavia, questa decisione tardiva non è riuscita a fermare la crescente richiesta di impeachment da parte dell'opposizione, che accusava Yoon di aver violato la Costituzione e le leggi vigenti.

Il capo del partito di governo, il People Power Party, Han Dong-hun, inizialmente ha cercato di evitare l'impeachment, proponendo invece le dimissioni del Presidente come soluzione per preservare la stabilità del Paese. Dopo un incontro privato con Yoon Suk Yeol e la mancata partecipazione del Presidente in Parlamento, Han ha dichiarato pubblicamente che il Presidente rappresenta ormai un rischio per la nazione e ha chiesto la sua sospensione.

Il 7 dicembre 2024, poche ore prima della votazione sulla mozione di impeachment, Yoon Suk Yeol ha presentato pubbliche scuse, ma ha deciso di non dimettersi. Tale posizione ha ulteriormente esasperato l'opposizione. Lee Jae-myung, leader democratico, ha ribadito che senza le dimissioni immediate del Presidente, l'impeachment sarebbe stato inevitabile. Nel frattempo, Han Dong-hun e altri membri del People Power Party hanno lasciato l’aula del Parlamento nel tentativo di impedire il raggiungimento del quorum necessario per procedere.

Nonostante queste manovre, il 10 dicembre 2024 il Parlamento ha approvato la risoluzione per l’impeachment con 191 voti favorevoli e 94 contrari, aprendo la strada all’arresto di Yoon Suk Yeol e di altre sette persone coinvolte nell’imposizione della legge marziale. Tuttavia, le guardie personali del Presidente hanno impedito il suo arresto, aumentando ulteriormente le tensioni. Di fronte a questa situazione, il Parlamento ha proposto una nuova mozione di impeachment, questa volta con il supporto anche del partito di governo.

La Corte costituzionale di Seul ha fissato per il 27 dicembre 2024 la prima udienza sull’impeachment, che potrebbe segnare un momento decisivo nella storia politica della Corea del Sud: La Corte ha 180 giorni per decidere se convalidare il voto del Parlamento o annullarlo lasciando al potere il Presidente.

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