Framing the World è una rubrica di analisi che propone approfondimenti sulle principali dinamiche della politica internazionale. La rubrica è organizzata per aree geografiche — Asia, Americhe, Africa & MENA ed Europa — e ogni settimana offre un focus tematico composto da più contributi coordinati. L’obiettivo è fornire chiavi di lettura chiare e accessibili sui principali sviluppi globali, attraverso il lavoro collaborativo della redazione.
Questo e molto altro nell’ultimo numero di FtW!
Usa e Messico tra dazi e USMCA
I rapporti tra Stati Uniti e Messico stanno attraversando una fase cruciale. Il 1° luglio sono scaduti i termini per decidere se rinnovare per altri 16 anni l’USMCA, l’accordo di libero commercio tra Stati Uniti, Messico e Canada entrato in vigore nel 2020. Washington ha scelto di non procedere con il rinnovo automatico, preferendo invece revisioni annuali dell’intesa.
Le ragioni dietro la scelta dell'amministrazione Trump hanno a che fare con la volontà di mantenere maggiore pressione su Canada e Messico. L'obiettivo è spingere verso negoziati più mirati per proteggere l'industria interna e ridurre i deficit commerciali. La questione sarà al centro del vertice bilaterale tra Stati Uniti e Messico previsto dal 20 luglio, che darà avvio al terzo ciclo di negoziati sul futuro dell’accordo.
Le relazioni economiche tra Washington e Città del Messico stanno affrontando un nodo fondamentale per il futuro dei rapporti tra i due paesi. Dopo anni di stretta integrazione commerciale, nell’ultimo anno il Messico ha subito un aumento delle misure punitive statunitensi, a partire dai dazi introdotti dall’amministrazione Trump, arrivati fino al 25%. Dopo un parziale dietrofront degli Usa sulle tariffe, ridimensionate in alcuni casi al 15%, la scelta di non procedere con il rinnovo dell’USMCA rappresenta un ulteriore elemento di erosione dei rapporti economici tra i due partner.
Il Messico, tuttavia, cerca di preservare gli equilibri esistenti. Il ministro dell’Economia Marcelo Ebrard ha sottolineato come non vi siano differenze insormontabili tra i due Paesi, evidenziando inoltre una riduzione dei reclami statunitensi sull’applicazione dell’accordo, passati da 54 nel 2025 a 14.
Il mancato rinnovo dell’accordo, voluto e firmato proprio da Trump nel 2020 in sostituzione del NAFTA, sarà quindi uno dei temi principali del prossimo incontro bilaterale. Washington punterà probabilmente a ottenere nuove concessioni su settori strategici come quello automobilistico e le regole sull’origine dei prodotti, mentre il Messico cercherà di difendere la stabilità del sistema commerciale attuale.
Il vertice di luglio rappresenterà un banco di prova per il futuro delle relazioni economiche nordamericane. La sfida sarà trovare un equilibrio tra le esigenze protezionistiche di Washington e la necessità di mantenere un sistema commerciale integrato.
Giovanni Ferrazza
Relazioni Commerciali USA-Brasile: l’impasse dei dazi al 25%
Il 15 luglio 2026, l’amministrazione Trump ha annunciato l'imposizione di dazi al 25% su una vasta gamma di importazioni brasiliane, con entrata in vigore prevista per il 22 luglio. Questa misura, adottata ai sensi della Sezione 301 del Trade Act del 1974, segna un punto di svolta nelle relazioni bilaterali, giungendo dopo un’indagine durata un anno condotta dal Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti (USTR). L’indagine statunitense ha puntato il dito contro quelle che Washington definisce pratiche commerciali "irragionevoli" e discriminatorie. Le critiche americane si sono concentrate in particolare sul sistema di pagamenti elettronici brasiliano Pix (considerato da Lula un simbolo di sovranità tecnologica ma visto dagli USA come uno svantaggio sleale per i fornitori americani) oltre a questioni riguardanti la proprietà intellettuale, l'accesso al mercato dell'etanolo, le politiche di deforestazione illegale e la corruzione.
La decisione segue una significativa sconfitta legale subita dall'amministrazione Trump nel febbraio 2026, quando la Corte Suprema americana aveva invalidato precedenti tariffe punitive imposte tramite leggi di emergenza nazionale. Utilizzando ora la Sezione 301, Trump adotta uno strumento di politica commerciale più solido dal punto di vista legale per esercitare pressione. Per limitare l'inflazione e le perturbazioni alle proprie catene di approvvigionamento, l'amministrazione ha previsto numerose esenzioni. Prodotti chiave come carne bovina, caffè, succo d'arancia e aeromobili civili rimangono esclusi dai nuovi dazi. Al contrario, settori come macchinari, apparecchiature elettriche, calzature e zucchero subiranno la tariffa del 25%.
Il governo brasiliano ha respinto le accuse, definendo i dazi un "traguardo deplorevole" e sostenendo che la misura sia influenzata da motivazioni politiche legate all'opposizione bolsonarista. Il presidente Lula ha promesso ritorsioni e un ricorso presso l'Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO). Mentre il Brasile si prepara a diversificare ulteriormente i propri partner commerciali, questa disputa evidenzia un nuovo clima di protezionismo. La sfida per Brasilia sarà mantenere la propria sovranità digitale e politica senza compromettere irreparabilmente il legame con il suo secondo principale partner commerciale.
Bianca Colli
Framing The World è un progetto ideato e creato grazie alla collaborazione di un team di associati di Mondo Internazionale.
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