Human Rights Watch accusa Israele di crimini di guerra a Gaza: "Trasferimenti forzati e pulizia etnica"

Human Rights Watch: “Israele colpevole di trasferimenti forzati e pulizia etnica a Gaza”

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  Chiara Del Prete
  17 November 2024
  3 minutes

Human Rights Watch Accusa Israele di Crimini di Guerra e Pulizia Etnica a Gaza

Negli ultimi giorni, un rapporto dettagliato di Human Rights Watch (HRW) ha posto una pesante accusa contro Israele, evidenziando una serie di trasferimenti forzati di civili palestinesi nella Striscia di Gaza. Le azioni israeliane durante il conflitto, iniziato il 7 ottobre 2023, violerebbero la Quarta Convenzione di Ginevra, che tutela i diritti dei civili nei territori occupati, vietando i trasferimenti forzati. Tuttavia, il governo israeliano difende le sue operazioni come misure necessarie per la sicurezza.

Secondo HRW, dall'inizio del conflitto circa 1,9 milioni di palestinesi, su una popolazione di 2,4 milioni, sono stati costretti a lasciare le proprie abitazioni. Le aree più colpite sono quelle di Jabaliya, Beit Lahiya e Beit Hanoun nel nord della Striscia. Qui, tra le macerie e gli edifici distrutti, ospedali come il Kamal Adwan di Beit Lahiya si trovano costantemente sotto attacco, privati dei mezzi necessari per soccorrere i feriti. Il dottor Hussam Abu Safiya descrive la disperazione di chi è intrappolato sotto le macerie: “Sono le urla di chi è rimasto sotto le case crollate, che diventano tombe. Ogni giorno questa scena si ripete”.

Il rapporto di 172 pagine di HRW, basato su interviste a sfollati e su immagini satellitari, accusa Israele di violazioni del diritto internazionale umanitario. L’ONG sostiene che i trasferimenti forzati e la distruzione sistematica di edifici equivalgono a una “pulizia etnica”. Ahmed Benchemsi, portavoce della divisione Medio Oriente di HRW, afferma che rendere inabitabili vaste aree di Gaza sembra riflettere una strategia pianificata, soprattutto nelle zone di Filadelfia e Netzarim, trasformate in corridoi di sicurezza dall'esercito israeliano.

HRW critica inoltre l’uso dei corridoi di evacuazione, che, secondo i testimoni, non sarebbero stati sicuri: i checkpoint militari lungo le vie d’uscita e i bombardamenti in aree designate come rifugi hanno reso la fuga estremamente pericolosa. In un video, verificato da Reuters, si vedono civili uccisi lungo una strada dichiarata “sicura” nei primi giorni del conflitto.

Oltre alla crisi umanitaria, anche le cure mediche per i feriti sono estremamente difficili da ottenere. Medici Senza Frontiere (MSF) denuncia che Israele ha bloccato il trasferimento di otto bambini palestinesi che necessitano di trattamenti specialistici, mentre secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità ci sono circa 14.000 persone a Gaza che avrebbero urgente bisogno di cure in ospedali all’estero.

Il conflitto ha attirato l’attenzione internazionale. La Svizzera organizzerà a marzo 2024 una conferenza a Ginevra per riaffermare le norme delle Convenzioni di Ginevra in difesa della popolazione civile nei territori occupati, con la partecipazione di oltre 190 Stati. L'evento non potrà adottare risoluzioni vincolanti, ma fornirà l'opportunità di discutere le violazioni in corso e riaffermare gli obblighi del diritto internazionale.

Le accuse di HRW alimentano un dibattito crescente sulla legittimità delle operazioni israeliane. Sebbene Israele neghi l’intenzione di creare zone cuscinetto permanenti, il Comitato speciale dell’ONU sulle pratiche israeliane ha definito le azioni nel nord di Gaza come “genocidio”. Per Israele, però, si tratta di misure necessarie per neutralizzare minacce alla sicurezza, ma in molti, tra cui anche il quotidiano israeliano Haaretz, chiedono indagini su possibili violazioni del diritto internazionale.

Di fronte a una situazione così complessa, le accuse di HRW gettano nuova luce sulla crisi umanitaria a Gaza, sollevando interrogativi sul futuro della popolazione sfollata e sugli equilibri della regione.

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Chiara Del Prete

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Diritti Umani

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#Israele #Gaza #CriminiDiGuerra