Il cessate il fuoco in Libano e le aspettative dell’opinione pubblica internazionale

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  Redazione
  12 December 2024
  8 minutes, 23 seconds

A cura del Dott. Pierpaolo Piras, studioso di Geopolitica e componente del Comitato per lo Sviluppo di Mondo Internazionale APS

Oltre a placare i timori dell'opinione pubblica riguardo all'accordo in vista, i delegati alla trattativa dovranno raggiungere un'intesa almeno condivisa con Washington su come far rispettare i termini e rispondere con serietà alle eventuali quanto probabili violazioni, specie da parte del gruppo radicale Hezbollah.

L’opinione pubblica israeliana, ben impressionata dai successi ottenuti dai propri militari in Libano negli ultimi due mesi, continua a nutrire concrete aspettative per i termini che i loro leader avranno infine conseguito nel negoziato. Dopo tutto, Israele ha decapitato gran parte della leadership di Hezbollah, eliminato una gran percentuale del suo arsenale militare e distrutto i numerosi tunnel scavati in prossimità dei villaggi di confine che avrebbero dovuto essere utilizzati per un attacco al settentrione di Israele.

Questo risultato positivo ha anche infranto la reciproca quanto propagandata deterrenza, estesamente diffusa dalla guerra del 2006.

I primi risultati geopolitici

Sospendendo l’uso delle armi, Hezbollah ha tecnicamente accettato di separare la sua guerra con Israele dalla guerra di Hamas a Gaza, fatto che il defunto leader di questo gruppo, Hassan Nasrallah, si era rifiutato tassativamente di considerare.

Inoltre, l'Iran, gran patron finanziario e fornitore di ogni genere di armamenti ad Hezbollah, ha formalmente accolto con favore il cessate il fuoco in una esplicita dichiarazione pubblica. Probabilmente, questo risultato è stato una pillola amara da ingoiare per Teheran, dato che da tempo considera l'arsenale (dichiarato) di circa 150.000 razzi in mano di Hezbollah come un efficace deterrente a fronte di potenziali attacchi militari israeliani al programma nucleare iraniano.

Alla luce di tali successi, i funzionari locali nel nord di Israele hanno ritenuto che il governo avesse ampia influenza per chiedere termini decisi di cessate il fuoco che avrebbero evitato una ripetizione del 2006, quando fu adottata la risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. In quel tempo tale risoluzione intendeva porre fine al conflitto e portare stabilità politico-sociale sia nel Libano meridionale che nel nord di Israele, assicurando che Hezbollah non si schierasse più a sud del fiume libanese “Litani”.

Tuttavia, questo intento fallì malamente, in gran parte perché le Forze armate libanesi (FAL) non erano disposte a impedire a Hezbollah di tornare in queste aree, e poi perché la comunità internazionale perse interesse nella risoluzione una volta terminata la fase cruciale della guerra.

Durante l'attuale conflitto, i sindaci del nord di Israele, che rappresentano una buona parte dei circa 60.000 cittadini sfollati dalle loro case dall'ottobre 2023, hanno ripetutamente sollecitato il governo a istituire una zona cuscinetto - che fosse anche spopolata - nel Libano meridionale. Senza tale intermezzo, sostenevano, i combattenti di Hezbollah avrebbero evidentemente continuato a infiltrarsi nel contesto della popolazione libanese di confine e a lanciare micidiali armi anticarro a corto raggio contro le vicine città israeliane. I sindaci hanno avvertito che in tali condizioni, i residenti del nord non sarebbero stati disposti e sicuri di poter tornare a casa.

Con i termini attuali del cessate il fuoco, molti israeliani confidano che l'accordo garantisca anche il loro diritto all'autodifesa. Molti israeliani auspicano fortemente di vedere meno peso ricadere sui riservisti richiamati in servizio.

Il Coordinamento del meccanismo di controllo

Al centro del cessate il fuoco vige un meccanismo applicativo per poter giudicare l’atteggiamento conforme all’accordo raggiunto dai protagonisti.

Gli Stati Uniti hanno in programma di favorire l’applicazione dell’accordo presiedendo un comitato che esamina anche gli eventuali reclami. In particolare, Washington potrebbe sfruttare le sue avanzate capacità di intelligence per accertare se vi è stata una qualche violazione, mentre Israele spera che il coinvolgimento degli Stati Uniti possa fare la differenza anche su altri aspetti, compreso quello diplomatico.

Ora più israeliani stanno criticando la mentalità che ha prevalso nel loro paese dal 2006, ovvero quella di chiudere un occhio sulle violazioni di Hezbollah al fine di preservare la fragile quiete creata dalla risoluzione N° 1701.

I funzionari statunitensi sperano che il cessate il fuoco regga quanto basta. Tuttavia, ci sono diverse sfide che potrebbero minare questi obiettivi della pace.

In primo luogo, la stanchezza internazionale è destinata a ripresentarsi dopo la fine dei combattimenti, come è accaduto nel 2006, riducendo l'interesse straniero nel garantire il rispetto delle regole.

In secondo luogo, l'Iran e Hezbollah sono intenzionati a usare i loro “amichevoli” organi di stampa per negare ufficialmente qualsivoglia violazione, rendendo più facile la ricostruzione del gruppo.

In terzo luogo, gli Stati Uniti e la Francia, che faranno entrambi parte del nuovo meccanismo di controllo e tutela, potrebbero non considerare “tout court” le violazioni e le risposte militari allo stesso modo di come farebbe anche Israele.

La Francia è il principale partner storico del Libano e la più grande potenza straniera presente nel Paese.

Inoltre, il Libano è destinato a sollecitare la Francia ad assumere una posizione più indulgente nei confronti di qualsiasi violazione di Hezbollah, dato il potenziale danno causato dalle eventuali risposte militari israeliane.

Pertanto, mentre Hezbollah esamina la situazione per capire cosa può ottenere per sé durante il cessate il fuoco, gli Stati Uniti e Israele devono sviluppare un approccio condiviso per definire le violazioni più gravi e affrontarle, e in parte per evitare attriti bilaterali.

Si può supporre che Israele preferirà dare una risposta militare più forte per scoraggiare Hezbollah e stabilire le "regole del gioco" mentre Washington e Parigi potrebbero sostenere una maggiore prudenza credendo che una reazione troppo forte potrebbe suscitare un nuovo conflitto armato.

Le limitazioni al trattato

I funzionari del Dipartimento di Stato affermano inoltre che il meccanismo non copre interamente l'area disposta a nord del fiume Litani o altri punti di ingresso in Libano, come il confine con la Siria o l'aeroporto di Beirut. Di conseguenza, Israele potrebbe concludere di avere raggiunto un margine di manovra quanto basta per continuare a colpire duramente i convogli di rifornimento iraniani in Siria e, forse, colpire anche altrove.

Tuttavia, questa lacuna nel meccanismo potrebbe anche significare che le armi continueranno a fluire in Libano, sottolineando la indispensabile necessità di una forte condivisione delle informazioni di intelligence intercorrenti tra Stati Uniti e Israele.

La domanda più grave e cruciale che aleggia sul cessate il fuoco è se le forze armate Libanesi (FAL) potranno avere (finalmente) la forza di volontà di affrontare Hezbollah con la necessaria efficacia.

Ci si augurerebbe che il governo libanese sia in grado di capire l’entità e delicatezza della posta in gioco, dati i fallimenti distruttivi seguiti alla Risoluzione 1701, siglata dopo il 2006, ma per ora non ci sono garanzie storicamente definite.

Qualora gli Stati Uniti e Israele non collaborassero, le FAL potrebbero facilmente tornare sulla strada della minor resistenza ed evitare di affrontare una scontata resistenza armata.

Come gli Stati Uniti e Israele potrebbero collaborare?

Gli Stati Uniti si concentreranno su violazioni come l'impiego di lanciarazzi a sud del Litani, la costruzione di tunnel e la produzione di armi. Le indagini sulle violazioni avranno apparentemente luogo entro ventiquattro o ventotto ore dalla presentazione di una denuncia. Netanyahu, tuttavia, potrebbe voler andare oltre.

Se la maggior parte dei residenti del nord di Israele non sarà in grado di tornare a casa, è destinato a vedere questo come il verdetto finale sul cessate il fuoco e potrebbe iniziare a premere per risposte militari notevolmente ampliate e più adeguate a fronte delle violazioni di Hezbollah.

La cooperazione bilaterale potrebbe assumere forme diverse, ma un approccio condiviso risulta comunque essenziale per un'implementazione degli eventi che sia pure concretamente efficace.

Ciò consentirebbe una stretta cooperazione tra il Comando settentrionale delle Forze di difesa israeliane, il team dei comandanti in loco e quelli del Comando centrale sito negli Stati Uniti nell'identificazione delle minacce e nella condivisione di intelligence che superi il confine del Libano meridionale, dato il desiderio di Hezbollah di ricostruirsi attraverso i trasferimenti di armi iraniane tramite la Siria e altre attività terroristiche.

Inoltre, la cooperazione tra Stati Uniti e Israele sulla messaggistica pubblica sarà fondamentale poiché i media iraniani e di Hezbollah cercheranno di minimizzare le probabili violazioni del gruppo.

Washington ha dimostrato l'importanza di condividere intelligence classificata e declassificata per contribuire a modellare le narrazioni pubbliche di tutti dopo che Israele è stato ingiustamente accusato di aver bombardato un ospedale di Gaza subito dopo il 7 ottobre.

Questo modello dovrebbe essere preso in considerazione se si dovessero verificare situazioni simili anche in Libano. Infine, se gli stati europei e del Golfo offrissero nuovo supporto alle FAL in una prossima conferenza comune, gli Stati Uniti dovrebbero incoraggiarli a collegare questa assistenza al rispetto delle FAL con gli stessi termini del cessate il fuoco, come probabilmente richiederà il Congresso USA.

Conclusione

Alcuni commentatori potrebbero sostenere che uno stretto coordinamento su queste questioni non debba essere particolarmente critico in questo momento, ma sostengono piuttosto che ci vorranno anni prima che Hezbollah possa ricostruire le proprie capacità offensive.

Altri potrebbero indicare il periodo di transizione di sessanta giorni previsto dall’accordo, che coincide con l'inizio dell'amministrazione in carica di Trump, come un'opportunità per rivedere la politica e potenzialmente apportare ulteriori modifiche.

Tuttavia, la credibilità degli Stati Uniti è comunque importante di per sé, e mantenerla sarà difficile se l'accordo di cessate il fuoco dovesse in qualche modo indebolirsi e/o sgretolarsi.

Per garantire il successo dell'intesa, gli Stati Uniti e Israele devono avere una comprensione condivisa di tutti i termini del cessate il fuoco e di come agire se venisse violato.

Questo è fondamentale per rafforzare la credibilità del meccanismo di applicazione dell’accordo raggiunto e garantire che tutte le parti abbiano imparato qualcosa di positivo dai fallimenti della Risoluzione 1701 del 2006, adottata in quell’epoca dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Alla quale devono attenersi anche i propri contingenti militari dell’UNIFIL presenti in Libano a seguito della Risoluzione N° 425 del 1978 .

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