Tra le numerose modifiche, il Trattato di Lisbona ha introdotto una importante novità relativa alla democrazia europea: ogni anno, infatti, nel mese di settembre e di fronte al Parlamento europeo riunito in sessione plenaria, il Presidente della Commissione europea pronuncia il suo Discorso sullo Stato dell’Unione (il c.d. SOTEU - State of the European Union), un rendiconto delle azioni intraprese dalla Commissione e una anticipazione delle linee guida per l’anno successivo. In generale, si ritiene che la lettura del discorso rappresenti un momento significativo nella vita delle istituzioni europee, finalizzato anche a presentare le principali priorità per il futuro.
SOTEU 2025: cosa è emerso
«Europe is in a fight» sono le prime parole pronunciate dalla Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen in occasione del Discorso sullo Stato dell’Unione 2025, davanti al Parlamento europeo riunito in sessione plenaria. L’aspetto linguistico viene immediatamente messo in evidenza e chiarito: l’Unione europea, istituzione nata al termine di un sanguinoso conflitto mondiale che ha devastato il continente europeo, si ritrova ora ad utilizzare dei termini che sembrano non appartenerle, ma che fanno invece riferimento ad un contesto bellicista, o quantomeno di tensione tra le potenze. Per tale motivo, si esorta l’Unione a ritrovare la propria collocazione in un mondo all’interno del quale vi sono forze apertamente ostili all’Europa.
Dopo aver definito come «Europe’s Independence Moment» l’attuale contesto internazionale, la Presidente ha delineato le future priorità dell’Unione, finalizzate a rendere tale organizzazione indipendente e autonoma. In particolare, si fa riferimento ai settori chiave della difesa e della sicurezza, la transizione digitale ed energetica, così come la democrazia, il rispetto dello Stato di diritto e la proiezione esterna dell’Unione.
Richiamando all’unità gli Stati membri, le istituzioni europee e gli stessi cittadini, sono state inoltre ricordate le numerose e complesse sfide che l’Unione europea ha dovuto affrontare in passato (quali la gestione della pandemia) e le sfide che continua tuttora a gestire, senza mai far venire meno il proprio sostegno e la propria presenza.
La questione ucraina
Il primo richiamo ha riguardato la lotta per l’indipendenza intrapresa dall’Ucraina a partire dall’invasione da parte della Federazione russa. Un rapido rientro dei bambini ucraini rapiti e sottratti alle loro famiglie - si chiarisce - deve rappresentare solamente il primo passo per giungere ad una pace giusta e duratura per l’Ucraina, in quanto «Ukraine’s freedom is Europe’s freedom». Al contempo, la medesima attenzione viene rivolta ai futuri Stati membri dell’Unione, attualmente candidati all’adesione: si ritiene infatti che un’Unione più ampia e più forte potrà rappresentare una garanzia di sicurezza idonea a realizzare quella “riunificazione europea” perseguita da decenni.
La situazione in Medio Oriente
Il secondo riferimento ha riguardato invece la situazione in Medio Oriente - definita “inaccettabile” - e la devastazione patita dalla popolazione di Gaza. Dopo aver denunciato la carestia quale inammissibile arma di guerra utilizzata da Israele e il colonialismo di insediamento nell’area della Cisgiordania, la Presidente della Commissione europea ha annunciato la propria decisione di imporre sanzioni ai ministri di estrema destra israeliani e ai coloni violenti, i cui discorsi incitano alla violenza e allontanano la prospettiva di una soluzione “a due Stati”. In aggiunta, sulla spinta di numerose richieste provenienti dalla popolazione europea, è stata annunciata l’intenzione di sospendere parzialmente l’Accordo di associazione con Israele nella parte relativa al commercio, mettendo da parte un supporto che fino ad ora non era venuto meno nonostante le continue denunce dei crimini commessi da parte israeliana.
Riformare le principali politiche europee per le sfide del futuro
La terza sezione del discorso, invece, ha avuto un focus particolare sulle politiche dell’Unione di cui, in primis, il Mercato unico ne rappresenta la più antica ma incompleta. Il settore della competitività, centrale per l’Unione europea, dovrà infatti confrontarsi con le sfide del momento poste dalla doppia transizione verde e digitale, così come dalla necessità di garantire un corretto utilizzo degli strumenti di intelligenza artificiale.
Un ampio spazio è stato dedicato anche alle questioni sociali, quali l’aumento del costo delle case e dell’energia: la Commissione, in questo ambito, ha espresso la propria determinazione nell’assicurare ai cittadini europei la possibilità di vivere in una Europa accessibile, anche per le future generazioni. Allo stesso modo, grande attenzione è stata posta sui temi della libertà della stampa e sull’esigenza di creare un ambiente digitale sicuro, in cui i minori possano essere tutelati.
Un ulteriore riferimento ha riguardato la proiezione esterna dell’Unione e, in particolare, sono state spiegate le motivazioni alla base del recente accordo relativo ai dazi concluso con gli Stati Uniti, tra cui la necessità di tutelare le industrie europee impegnate nel settore dell’import-export e salvaguardare milioni di posti di lavoro.
Un ultimo richiamo, infine, ha riguardato le relazioni intercorrenti tra le istituzioni stesse: dopo aver accolto con entusiasmo il rinnovo dell’Accordo quadro tra Commissione e Parlamento, la Presidente von der Leyen ha proposto di introdurre il criterio della maggioranza qualificata per alcune materie attualmente adottate all’unanimità: in questo modo, sarà più facile per le istituzioni europee adottare decisioni in ambiti - quali la politica estera - fondamentali per assicurare una presenza costante dell’Unione europea all’interno dello scacchiere internazionale.
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L'Autore
Giulia d'Angelis
Giulia d’Angelis è nata a Fondi (LT) nel 2000. Ha frequentato il corso di Laurea Triennale in Scienze politiche e Relazioni internazionali presso La Sapienza, Università di Roma, e si è laureata nell’ottobre 2022 con una tesi sulla Presidenza Sassoli. Ha poi frequentato il corso di Laurea Magistrale in Relazioni Internazionali e Istituzioni Sovranazionali, presso la medesima Università, laureandosi nell’ottobre 2024 con una tesi sull'allargamento dell'Unione europea. Da sempre appassionata di attualità internazionale, sta approfondendo in particolare l’analisi dell’Unione europea e delle sue politiche, concentrandosi anche sulla proiezione esterna dell’Unione e sui paesi candidati all’adesione nell’Ue.
Attualmente fa parte di Mondo Internazionale come Autrice presso Mondo Internazionale Post - Organizzazioni Internazionali, dove ha modo di analizzare nello specifico le politiche europee e il loro impatto.
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