Il ritorno del Regno Unito nel programma Erasmus: una nuova fase per la mobilità studentesca europea

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  Giulia d'Angelis
  29 April 2026
  3 minutes, 18 seconds

Dopo anni di incertezza e distacco a seguito della Brexit, il ritorno del Regno Unito nel programma Erasmus rappresenta uno dei temi più discussi nel panorama dell’istruzione europea. Erasmus, simbolo per eccellenza della cooperazione accademica e della mobilità studentesca, ha permesso a milioni di giovani di vivere esperienze formative all’estero, favorendo non solo la crescita accademica ma anche quella personale e culturale. L’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea nel 2020 aveva segnato una battuta d’arresto significativa per questo storico programma, ma oggi si intravedono nuove prospettive: l’Unione europea e il Regno Unito hanno infatti concluso i negoziati per l’associazione del Regno Unito al programma Erasmus+ a partire dal 2027.
L’abbandono di Erasmus da parte del Regno Unito
La decisione iniziale del governo britannico di abbandonare Erasmus fu accompagnata dalla creazione del cosiddetto “Turing Scheme”, un programma nazionale volto a finanziare esperienze di studio all’estero per studenti britannici. Sebbene il Turing Scheme abbia offerto opportunità importanti, molti osservatori hanno sottolineato come mancasse la reciprocità e la dimensione collaborativa tipiche di Erasmus. In particolare, il flusso di studenti europei verso il Regno Unito si è drasticamente ridotto, con conseguenze tangibili per università e istituzioni accademiche britanniche.
Le ragioni a favore del rientro britannico nel programma…
Negli ultimi anni, tuttavia, il dibattito politico e accademico ha mostrato segnali di cambiamento. Università, associazioni studentesche e numerosi esponenti politici hanno espresso interesse per un possibile reintegro del Regno Unito nel programma Erasmus+. Le ragioni sono molteplici. In primo luogo, il ritorno permetterebbe di ristabilire una rete di scambi consolidata e altamente efficiente, che nel corso dei decenni ha dimostrato la propria validità. In secondo luogo, si tratta di una questione di competitività: le università britanniche rischiano infatti di perdere attrattività internazionale senza un accesso diretto a programmi di mobilità europei.
Dal punto di vista degli studenti europei, il ritorno del Regno Unito rappresenterebbe un’opportunità estremamente preziosa. Le università britanniche sono tra le più prestigiose al mondo e offrono programmi accademici di alto livello, spesso caratterizzati da un forte orientamento pratico e internazionale. Inoltre, la lingua inglese costituisce un ulteriore fattore di attrazione, rendendo il Regno Unito una destinazione privilegiata per studenti provenienti da tutta Europa.
… E le criticità più comuni
Non mancano però le criticità. Tra i nodi principali vi sono il contributo finanziario del Regno Unito al programma e le condizioni di partecipazione. Un altro elemento da considerare è l’impatto simbolico di un simile ritorno. Erasmus non è soltanto un programma educativo, ma anche un potente strumento di integrazione europea. La nuova partecipazione del Regno Unito potrebbe quindi essere interpretata come un segnale di riavvicinamento, almeno sul piano culturale e accademico, tra Londra e Bruxelles. In questo senso, il ritorno britannico nel programma assume un valore che va ben oltre la mobilità studentesca, contribuendo a ricostruire i legami che la Brexit aveva messo in discussione.
Erasmus come elemento chiave del riavvicinamento tra Regno Unito e Unione europea
In conclusione, il ritorno del Regno Unito nel programma Erasmus rappresenta una prospettiva ricca di opportunità ma anche di sfide. Se da un lato potrebbe rilanciare la cooperazione accademica e offrire nuove possibilità a studenti e università, dall’altro richiede volontà politica, compromessi e una visione condivisa del futuro delle relazioni tra il Regno Unito e l’Unione europea. Quel che è certo è che Erasmus continua a essere un pilastro fondamentale dell’identità educativa europea, e il suo rafforzamento passa anche attraverso il coinvolgimento di attori chiave come il Regno Unito.

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L'Autore

Giulia d'Angelis

Giulia d’Angelis è nata a Fondi (LT) nel 2000. Ha frequentato il corso di Laurea Triennale in Scienze politiche e Relazioni internazionali presso La Sapienza, Università di Roma, e si è laureata nell’ottobre 2022 con una tesi sulla Presidenza Sassoli. Ha poi frequentato il corso di Laurea Magistrale in Relazioni Internazionali e Istituzioni Sovranazionali, presso la medesima Università, laureandosi nell’ottobre 2024 con una tesi sull'allargamento dell'Unione europea. Da sempre appassionata di attualità internazionale, sta approfondendo in particolare l’analisi dell’Unione europea e delle sue politiche, concentrandosi anche sulla proiezione esterna dell’Unione e sui paesi candidati all’adesione nell’Ue.

Attualmente fa parte di Mondo Internazionale come Autrice presso Mondo Internazionale Post - Organizzazioni Internazionali, dove ha modo di analizzare nello specifico le politiche europee e il loro impatto.

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