A cura del Dott. Pierpaolo Piras
Le avventure di Ulisse iniziano proprio alle porte dei Dardanelli.
Non è un caso: nell'antichità, questo stretto era anche allora uno dei centri nevralgici del commercio mediterraneo. La sua storia dimostra come il controllo delle rotte marittime possa trasformare gli equilibri di potere.
Sono numerose ed importanti le analogie strategiche passanti per lo stretto:
- Dipendenza vitale: Atene importava il grano per sfamare la popolazione. Il mondo odierno dipende da Hormuz per il fabbisogno energetico.
- Arma di ricatto: Chiudendo i Dardanelli, Sparta prese Atene per fame. Un blocco a Hormuz fa impennare i prezzi globali del greggio.
- “Colli di bottiglia”: Entrambi sono passaggi geografici obbligati, riducono lo spazio di manovra e amplificano grandemente il potere dei paesi costieri che li detengono.
Identificare le differenze chiave
- Raggio d'impatto: Il blocco dei Dardanelli colpiva una superpotenza regionale. La chiusura di Hormuz provoca una crisi economica planetaria legata al petrolio.
- Alternative logistiche: Atene non aveva rotte di terra efficienti per il grano. Oggi esistono oleodotti alternativi, sebbene con capacità limitata.
L'attesissimo adattamento dell'Odissea di Christopher Nolan è uscito di recente nelle sale cinematografiche. Il film rivisita l'antica e affascinante epopea omerica, narrando il lungo viaggio di rientro di Ulisse verso la sua isola di Itaca dopo la guerra di Troia.
Questo episodio, descritto nei poemi omerici, è in buona parte mitizzato. Tuttavia, si svolge in un mondo molto legato alla navigazione marittima e ai viaggi per mare che, come raccontano gli storici, gli antichi Greci conoscevano con straordinaria competenza. È proprio questo il mondo familiare che usarono come sfondo per le avventure del Re di Itaca, Ulisse.
È interessante notare come il film di Nolan reinterpreti la guerra di Troia come una guerra commerciale combattuta per il controllo di una rotta marittima.
Questa motivazione economica è pressoché assente nel testo originale di Omero, ma avrebbe avuto una risonanza particolarmente forte presso gli Ateniesi che ascoltarono i poemi omerici diversi secoli dopo, in un'epoca in cui si combattevano vere e proprie guerre per il controllo di una strategica rotta marittima verso i mercati di cereali del Mar Nero. Che passava proprio attraverso il luogo dal quale Ulisse inizia il suo mitologico viaggio di ritorno a casa: i Dardanelli.
Il controllo di questo stretto – in particolare attraverso i pedaggi imposti alle navi che lo attraversavano – fu un fattore chiave per l'ascesa dell'Impero ateniese. Questa storia presenta interessanti parallelismi con la situazione geopolitica e geostrategica attuale, in cui l'idea di imporre pedaggi sulle rotte marittime strategiche è nuovamente al centro del dibattito internazionale.
Una porta d'accesso al Mar Nero
I Dardanelli (che gli antichi Greci chiamavano Ellesponto) sono uno stretto naturale situato nel contesto territoriale dell'attuale Turchia. Insieme al Mar di Marmara e a un altro stretto più a nord-est, il Bosforo, collegano il Mar Egeo – e quindi il Mar Mediterraneo – al Mar Nero.
La storia
A partire dal 500 a.C. circa, le città-stato greche, e in particolare l'Atene democratica, compresero che il controllo di questa rotta marittima era essenziale per la loro sopravvivenza e prosperità.
Pochi decenni dopo, le guerre persiane non fecero che rafforzare questa convinzione. Per invadere la Grecia, Serse, il Gran Re dell'Impero persiano, fece costruire un ponte di barche proprio attraverso i Dardanelli per consentire al suo esercito di attraversare il canale.
Dopo aver sconfitto Serse nei Balcani nel 480 e nel 479 a.C., i greci delle polis si affrettarono a mettere in sicurezza i Dardanelli e a conquistare altre città situate più a nord, nell'attuale Turchia, tra cui Bisanzio (l'odierna Istanbul) e Calcedonia (l'odierno distretto di Kadıkoy).
Contemporaneamente, gli Ateniesi, che ora guidavano la coalizione greca contro la Persia, presero il controllo di tre grandi isole situate vicino allo stretto: Imbro, Lemno e Sciro. Ciò rese più sicura la rotta marittima utilizzata dalle loro navi da guerra e dalle navi da carico tra Atene e i Dardanelli.
Nutrire un impero
La sicurezza di questa rotta marittima si estese ben presto oltre le mere preoccupazioni militari. Permise infatti agli Ateniesi di sfruttare appieno i commerci con il Regno del Bosforo, che si estendeva approssimativamente sull'attuale Crimea e su parte di quella che oggi è l'Ucraina meridionale.
Il clima e la topografia della Grecia erano favorevoli a determinate colture e Atene era completamente autosufficiente nella produzione di olio d'oliva. Al contrario, la regione dell'Attica, particolarmente arida, era molto meno adatta ad altri tipi di colture, soprattutto ai cereali. Il commercio con le regioni settentrionali risultava quindi essenziale per la propria alimentazione e sviluppo.
Il controllo dei Dardanelli, e quindi della rotta marittima verso il Mar Nero, permise agli Ateniesi di assicurarsi costanti e ingenti quantità di grano e altri cereali a prezzi convenienti, favorendo una crescita demografica spettacolare secondo le cronache dell’epoca.
Nel 431 a.C. deflagra la guerra del Peloponneso (431-404 a.C.), che vide contrapporsi le polis di Atene e Sparta.
Il ruolo delle risorse
Si stima che a quell'epoca Atene importasse circa due terzi del suo fabbisogno alimentare via mare, la maggior parte del quale transitava attraverso lo stretto dei Dardanelli.
Durante i primi dieci anni del conflitto, Sparta e i suoi alleati invasero ripetutamente il territorio ateniese. In risposta, gli Ateniesi si ritirarono semplicemente dietro le proprie fortificazioni e si affidarono alle spedizioni di grano che arrivavano attraverso i Dardanelli per il loro sostentamento.
Pedaggi sul commercio marittimo
Durante gli ultimi dieci anni della guerra del Peloponneso, con l'esaurirsi delle risorse finanziarie di Atene, la città rafforzò il suo controllo su questa strategica rotta marittima.
Per lungo tempo, la democrazia ateniese (a capo della potente "Lega Delio-Attica") mantenne guarnigioni su entrambe le sponde del Bosforo al fine di poter controllare le merci che le altre città greche trasportavano attraverso questa via marittima.
Ma nel 413 a.C., Atene istituì un consistente pedaggio pari al 10% del valore di tutte le merci passanti per lo stretto. Le considerevoli entrate generate da questa tassa permisero ad Atene di potenziarsi e di ottenere le risorse per resistere a Sparta per ulteriori sette anni.
Come la perdita di questo stretto precipitò la caduta di Atene
Gli Spartani alla fine vinsero la guerra del Peloponneso. Durante l'ultimo decennio del conflitto, conclusero un accordo con l'Impero persiano per finanziare la costruzione di una flotta in grado di rivaleggiare con quella di Atene.
Nel 405 a.C., nei pressi dell'odierna Gallipoli, la flotta spartana si impadronì di ciò che restava della marina ateniese – quasi 200 navi – praticamente senza combattere, per poi giustiziare sommariamente i marinai catturati.
Privata della sua flotta, Atene perse il controllo della rotta marittima e gli Spartani interruppero il flusso di carichi di grano provenienti da nord. Sottoposta a un blocco terrestre e marittimo, la città fu rapidamente affamata e costretta alla capitolazione.
Perse così la guerra del Peloponneso. La perdita del controllo di questo stretto e strategico passaggio marittimo, vicino all'antica città di Troia, portò quindi alla totale caduta dell'Impero ateniese.
Oggi, la storia si ripete...
L’intero ciclo epico di Omero (Iliade e Odissea) rappresenta anche una toccante e intramontabile meditazione sull'orribile costo umano della guerra, che ci ricorda che essa dovrebbe essere considerata solo come ultima risorsa.
Ma l'antica storia dello stretto dei Dardanelli sul quale sorgeva la città di Troia offre acuti spunti di riflessione pure sulle attuali tensioni tra Stati Uniti e Iran, legate nella fattispecie al controllo strategico dello stretto di Hormuz.
La storia dei Dardanelli dimostra che città e imperi possono sorgere o cadere a seconda del controllo di una rotta marittima strategica.
Gli Stati più saggi, come l'Atene democratica di allora, si assicurarono la sicurezza di questi stretti nel corso di intere generazioni, mobilitando tutte le loro risorse territoriali, diplomatiche e militari a loro disposizione.
Mettere a repentaglio la libertà di commercio su tali rotte marittime, o agire in modo imprudente nei loro confronti, può avere conseguenze di vastissima e vitale portata.
Esattamente come accade oggi!
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L'Autore
Redazione
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Dardanelli stretto di hormuz Atene Odissea Sicurezza marittima