Il 20 dicembre l’attentato di Magdeburgo, in Germania, risvegliava i timori e i ricordi di episodi simili che interessarono varie capitali e città europee e sparsero il terrore nel corso degli ultimi anni.
A poche ore dall’ennesima potenziale minaccia alla sicurezza europea, il 21 dicembre, si svolgeva nella Lapponia Finlandese il Summit Nord-Sud in occasione del quale l'Alta rappresentante per la politica estera Ue Kaja Kallas e i capi di governo Giorgia Meloni, il greco Kyriakos Mitsotakis e lo svedese Ulf Kristersson, insieme al padrone di casa, il primo ministro finlandese Petteri Orpo, si sono trovati per discutere proprio di sicurezza e spese per la difesa.
I paesi nordici, rappresentati simbolicamente dal primo ministro svedese, hanno mostrato per la prima volta un atteggiamento di apertura in termini di spese a dispetto della reputazione di paesi frugali che spesso viene loro attribuita: è emersa la volontà comune, infatti, di investire in nuovi strumenti e risorse che possano garantire maggiore efficacia in termini di sicurezza e difesa, prestando attenzione, però, a non gravare eccessivamente sui conti pubblici nazionali di ciascun paese.
Al fine di concretizzare questo obiettivo, sono previste, per i prossimi mesi, svariate serie di incontri che probabilmente avranno inizio in Grecia per dar simbolicamente luce anche al sud Europa, rappresentato al Summit dal leader greco stesso.
Le parole con cui la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha concluso il Summit sono state un invito allo sviluppo di un efficace sistema di protezione dei confini esterni dalle intimidazioni impartite dalla Russia o dalle organizzazioni criminali e soprattutto un sollecito ad essere preparati ad affrontare ogni tipo di evenienza.
Tuttavia, l’Unione Europea è stata recentemente ammaccata da diversi avvenimenti che l’hanno messa a dura prova dal suo interno: in poco tempo, infatti, sono crollati i governi di due dei paesi che sono tradizionalmente i motori della comunità europea, oltre che due delle maggiori economie dell’UE stessa.
Da un lato, - per la prima volta dai tempi di De Gaulle - il Parlamento francese ha votato la sfiducia al primo ministro Michel Barnier a causa di divergenze di vedute in merito alla legge di bilancio del 2025: la situazione attuale nel Pentagono non è delle più rosee in quanto la Francia si aggiudica al momento il peggior squilibrio di bilancio della zona euro con un deficit del 6,2% del PIL, oltre al fatto che la Costituzione sta paralizzando il sistema impedendo di indire nuove elezioni fino alla metà del 2025.
Dall’altro lato, il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha ricevuto la sfiducia dal Bundestag dopo aver licenziato il suo ministro delle finanze e leader del partito liberale Christian Lindner: così facendo la coalizione tripartitica Spd, Verdi e Fdp si è spaccata e sono state indette elezioni anticipate per febbraio 2025.
In questo senso, il vuoto politico di Parigi e Berlino rappresenta uno scoglio non solo dal punto di vista economico e commerciale, ma anche dal punto di vista geopolitico e della sicurezza. L’incombente minaccia russa e l’eventuale distacco degli Stati Uniti dalla NATO - come preannunciato dal neo-presidente Donald Trump – non danno scelta all’Unione Europea se non investire nel settore militare e della difesa come auspicato in occasione del Summit.
Tuttavia, è necessario anche tenere sotto controllo eventuali movimenti populisti e nazionalisti che potrebbero svilupparsi internamente e rinvigorirsi in un clima di caos e incertezza come quello che sta caratterizzando i due paesi: ideologie di questo tipo potrebbero favorire una maggiore diffidenza verso le istituzioni europee o alimentare lo sgomento rendendo più complicati gli sforzi di mantenere la coesione all’interno dell’Unione Europea.
Inoltre, è fondamentale che il concetto di sicurezza venga esteso in tutte le sue accezioni finora coniate affinché si possa essere “preparati ad ogni evenienza” come desiderato dai leader: le vicende relative alle recenti elezioni in Romania ne sono una prova. In seguito alla declassificazione di alcuni documenti realizzati dai servizi di intelligence rumeni, è stato provato che il candidato Calin Georgescu sarebbe risultato vincitore grazie alla manipolazione gestita all’estero di algoritmi del social TikTok. Si tratta di un escamotage orchestrato al fine di promuovere la visione dei suoi contenuti e a scapito di quelli degli avversari le cui visualizzazioni sarebbero state limitate. Di fronte a una minaccia informatica nei confronti della sicurezza nazionale del paese, la Corte Costituzionale romena avrebbe deciso di annullare gli esiti del primo turno di elezioni e di indirne di nuove.
Pensando anche alla recente notizia dell’ulteriore incidente riguardante i cavi sottomarini nel Mar Baltico, che rappresenta un attacco alle infrastrutture critiche, è facile dedurre che sono sempre più svariate le problematiche di sicurezza non tradizionale – informatica, sanitaria, ambientale per citarne alcune – che richiedono che l’Unione Europea e i suoi leader si mantengano costantemente aggiornati in materia e che intervengano il più tempestivamente possibile per prevederle, monitorarle e contrastarle con i giusti mezzi e le strategie appropriate.
Prestare attenzione ai movimenti e alle vicende interne è tanto importante quanto la cautela volta alle possibili minacce provenienti dall’esterno: in un contesto sempre più virtuale e ibrido la distinzione interno-esterno può, però, venir meno, sottolineando nuovamente che il tipo di premura necessaria dev’essere trasversale, capillare e a 360 gradi.
Considerando l’avvenuta evoluzione del concetto di sicurezza da un approccio stato-centrico a un concetto di sicurezza umana che mette gli individui e i loro diritti al centro, la necessità di adattarsi alle nuove accezioni del termine e di affrontare le sfide della contemporaneità a ogni livello di sicurezza è volta a tutelare i cittadini e le persone, in quanto tali, e di conseguenza a mantenere un’Unione Europea solida sia internamente, sia agli occhi degli attori esterni.
Mondo Internazionale APS - Riproduzione Riservata ® 2024
Condividi il post
L'Autore
Chiara Croci
Tag
Summit Unione Europea sicurezza informatica crisi di governo sicurezza internazionale European Union