Il Parlamento Europeo, martedì 8 ottobre, ha approvato la mobilitazione del Fondo di Solidarietà dell'Unione Europea (FSUE) per fornire aiuti finanziari a Italia, Slovenia, Austria, Grecia e Francia, colpite da gravi catastrofi naturali nel corso del 2023.
L’entità dei danni
In Italia, le inondazioni di maggio 2023 in Emilia-Romagna hanno provocato danni estesi a infrastrutture e raccolti, con 17 morti e decine di migliaia di persone sfollate. La regione ha sofferto di una crisi idrica e agricola senza precedenti, con perdite economiche stimate in miliardi di euro. Anche la Toscana è stata colpita da gravi alluvioni tra ottobre e novembre 2023, aggravando ulteriormente la situazione del Paese.
La Slovenia e l'Austria hanno affrontato lo stesso ad agosto 2023: strade, ponti e terreni agricoli distrutti con migliaia di persone costrette a evacuare - oltre ai danni strutturali che aspettano ingenti investimenti per la ricostruzione. In Grecia le piogge torrenziali di settembre 2023 hanno sommerso interi villaggi nella regione della Tessaglia, portando alla morte di almeno 15 persone e mettendo in ginocchio il settore agricolo. La Francia, infine, ha subito inondazioni nella regione dell’Hauts-de-France nel novembre 2023, con gravi danni alle abitazioni e alle infrastrutture locali.
Come funziona il Fondo di Solidarietà dell’Unione Europea?
Il FSUE è uno strumento finanziario creato nel 2002 per rispondere a grandi catastrofi naturali in Europa. Gli Stati membri o i Paesi in fase di adesione possono richiedere assistenza finanziaria per coprire i costi di emergenza e ricostruzione. Il fondo aiuta a riparare infrastrutture essenziali, come reti stradali e idriche, fornisce assistenza temporanea alla popolazione colpita e contribuisce alla bonifica delle aree devastate. Tuttavia, per accedere al fondo, le perdite devono superare una soglia specifica definita come 0,6% del PIL del Paese o 3 miliardi di euro a prezzi del 2022.
Cosa spetta ai beneficiari?
Nel caso delle catastrofi del 2023, il pacchetto di aiuti approvato ammonta a oltre un miliardo di euro. L’Italia riceverà complessivamente 446,6 milioni di euro, con la maggior parte dei fondi destinati all'Emilia-Romagna (378,8 milioni), mentre la Toscana riceverà 67,8 milioni. La Slovenia riceverà 428,4 milioni, l'Austria 5,2 milioni, la Grecia 101,5 milioni e la Francia 46,7 milioni.
Le critiche delle opposizioni
Nonostante il largo consenso all'interno del Parlamento Europeo, sono state sollevate diverse polemiche, a partire dal gruppo Identità e Democrazia (ID), di cui molte persone si sono opposte o astenute. Gli euroscettici avevano già evidenziato dubbi sull'efficacia della distribuzione dei fondi e richiesto maggiore trasparenza nell'allocazione degli aiuti finanziari. Altre mozioni in aula hanno sostenuto che l'UE non dovrebbe intervenire con fondi comuni per questioni che ritengono debbano essere gestite a livello nazionale. Altri altri partiti di opposizione si sono astenuti, criticando la lentezza dell’azione e i ritardi nella distribuzione dei fondi, che dovrebbero essere riformati per garantire un sostegno più rapido ed efficiente.
Il meccanismo è lento, le catastrofi del 2024 dovranno aspettare
La mobilitazione del FSUE per le catastrofi del 2023 ha subito ritardi significativi, con i fondi approvati un anno dopo gli eventi. Questo ritardo si attribuisce alla complessità delle procedure burocratiche necessarie per la valutazione delle richieste e la raccolta dei dati sui danni effettivi, un problema che viene regolarmente sollevato da diversi Stati membri e da osservatori indipendenti. In particolare, l’Italia e la Slovenia avevano richiesto un intervento già quest’estate estate, ma l'approvazione è giunta solo in autunno, suscitando critiche da parte di organizzazioni come Coldiretti in Italia.
Nel corso del 2024, altre catastrofi naturali hanno colpito l’Europa, ma il FSUE non è ancora stato mobilitato per tutti gli eventi. Per esempio, non si sa quanto dovranno aspettare Spagna e Portogallo per gli incendi boschivi che poche settimane fa hanno devastato raccolti in diverse regioni.
Queste crisi stanno mettendo a dura prova la capacità dell'Unione di rispondere tempestivamente e ne evidenziano la necessità di una riforma strutturale del sistema di gestione dei disastri e dell'erogazione dei fondi di emergenza.
In definitiva, la decisione di mobilitare oltre un miliardo di euro è un passo significativo per aiutare i Paesi colpiti a riprendersi dalle catastrofi naturali del 2023, ma evidenzia anche le sfide e i limiti dell'attuale meccanismo di risposta dell'UE alle emergenze climatiche sempre più frequenti.
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L'Autore
Michele Bodei
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