Comprare e vendere vestiti usati, un bene per l'ambiente e per il portafoglio

  Articoli (Articles)
  Valeria Fraquelli
  15 ottobre 2025
  4 minuti, 21 secondi

Negli ultimi anni sono nati tantissimi siti per comprare o scambiare vestiti usati, per crearsi uno stile nuovo, per modificare abiti già indossati trasformandoli in capi nuovi.

Ad alcuni piace l’idea di creare un abito nuovo e personalizzato prendendo un vestito già usato, ad altri interessa molto il fatto che si limitino gli sprechi e si possa dare nuova vita a materiale che altrimenti finirebbe in discarica. In questo modo, si riduce anche l’inquinamento che, nel caso del tessile, è veramente molto elevato.

Indossare abiti già usati è una nuova moda, ma anche un bene per l’ambiente e per il portafoglio. Inoltre, è un nuovo stile di vita soprattutto per le nuove generazioni, tanto che il 60% della popolazione più giovane indossa molto spesso abiti di seconda mano per questioni etiche, per amore della natura, per dare una nuova vita a vestiti altrimenti destinati alla discarica, per evitare sprechi e per affermare la propria personalità.

Quindi, possiamo dire che vendere e comprare i vestiti usati online e offline “non è solo un modo per fare ordine e guadagnare qualcosa, ma è diventato un vero e proprio statement di stile: una scelta consapevole che abbraccia l’economia circolare e ci permette di rinnovare il guardaroba in modo intelligente”. E anche gli swap party, feste dove ci si scambia vestiti che non si mettono più, vanno per la maggiore e sono scelti da gruppi di amiche che vogliono passare qualche ora in compagnia e allo stesso tempo aiutare il pianeta.

La sensibilità per la natura e le questioni ambientali è aumentata notevolmente negli ultimi anni e sono le persone più giovani ad aver capito che la Terra ha bisogno dell'aiuto di tutti per vivere, che non ci si può girare dall’altra parte e continuare come se niente fosse. Adesso che la questione ambientale è, giustamente, in primo piano, si sta più attenti alla qualità, si cerca di non sprecare tessuto prezioso e si comincia a capire che nei vestiti fast fashion sono presenti sostanze chimiche dannose e quindi acquistare abiti usati è diventato un’esigenza, una questione etica.

“È molto semplice comprendere perché questo settore stia acquisendo un’importanza via via maggiore", scrive l’esperta di moda sostenibile Elinor Block. "Funziona come una livella, rende disponibile tutto a tutti e a qualsiasi budget. In parole semplici, democratizza il lusso, permettendo a chiunque di accedere a marchi e tendenze che prima d’oggi sarebbero state per loro troppo costose. A differenza del fast fashion, inoltre, comprare capi vintage non arreca danni all’ambiente ed è considerato un modo assai più sostenibile di fare shopping”.

Tutti, come detto prima soprattutto i giovani, cercano marchi sostenibili che durino a lungo e adorano cercare nei mercatini dell’usato delle vere e proprie chicche per creare uno stile unico e personalizzato.

Tra piattaforme online e negozi fisici c’è l’imbarazzo della scelta, c’è tutto quello che serve per fare acquisti consapevoli che aiutano l’ambiente e anche il portafoglio. Comprare abiti di seconda mano vuole dire dare una nuova vita a un vestito che altrimenti finirebbe in discarica, quando invece potrebbe essere ancora usato e rendere felici altre persone. Ci sono sempre più utenti delle piattaforme online e dei negozi: questo dimostra come si stiano scardinando tutti i tabù che hanno sempre riguardato il mondo del second hand. Le persone che prima erano un po’ scettiche a comprare vestiti usati e spesso pensavano che fossero sporchi e tenuti male, oggi hanno capito che tutti i capi second hand sono sanificati e controllati e c’è una nuova sensibilità verso il rispetto per il pianeta e la sostenibilità.

I capi che provengono dall'industria del fast fashion, però, sono spesso realizzati con “materiali e lavorazioni scadenti in primis. Inoltre, comprando un capo da produttori non sostenibili si dà loro supporto in maniera indiretta. Detto questo, comprare un indumento usato è di per sé un’azione positiva. È bene, tuttavia, sviluppare un senso critico che porti a chiedersi: quante volte userò questo indumento? I materiali mi soddisferanno? Il prezzo giustifica il valore dell’oggetto?”

Occorre fare attenzione agli sprechi e allo shopping compulsivo, non bisogna pensare che sostenibilità voglia dire comprare capi second hand in modo incontrollato, bisogna ricordare che gli acquisti incontrollati sono una fonte di inquinamento.

In conclusione, diciamo sì alla moda second hand perché è etica, amante dell’ambiente e riduce gli sprechi, ma gridiamo un bel no allo shopping compulsivo e al fast fashion.

Mondo Internazionale APS - Riproduzione Riservata ® 2025

Condividi il post

L'Autore

Valeria Fraquelli

Mi chiamo Valeria Fraquelli e sono nata ad Asti il 19 luglio 1986. Ho conseguito la Laurea triennale in Studi Internazionali e la Laurea Magistrale in Scienze del governo e dell’amministrazione presso l’Università degli Studi di Torino. Ho anche conseguito il Preliminary English Test e un Master sull’imprenditoria giovanile; inoltre ho frequentato con successo vari corsi post laurea.

Mi piace molto ascoltare musica in particolare jazz anni '20, leggere e viaggiare per conoscere posti nuovi ed entrare in contatto con persone di culture diverse; proprio per questo ho visitato Vienna, Berlino, Lisbona, Londra, Malta, Copenhagen, Helsinki, New York e Parigi.

La mia passione più grande è la scrittura; infatti, ho scritto e scrivo tuttora per varie testate online tra cui Mondo Internazionale. Ho anche un mio blog personale che tratta di arte e cultura, viaggi e natura.

La frase che più mi rappresenta è “Volere è potere”.

Tag

second hand fashion style sustainable fashion used clothes online platforms