L'11 giugno scorso, la capitale moldava Chișinău è stata teatro di una simulazione di un attacco digitale che ha coinvolto diversi settori, condotta dalle autorità moldave in collaborazione con quelle europee. L'esercitazione è stata realizzata in vista delle elezioni parlamentari previste in Moldavia per il prossimo settembre, che, come nel caso delle elezioni presidenziali tenutesi nel 2024, rischiano di diventare oggetto di campagne di disinformazione russe.
Lo stress test sulle infrastrutture digitali moldave è stato condotto per aumentare la resilienza delle autorità locali nella risposta a eventuali cyberattacchi. La cooperazione con i Gruppi di risposta rapida alle minacce ibride dell’Unione Europea è stata resa possibile grazie agli accordi raggiunti a maggio tra la ministra moldava Doina Nistor e Roberto Viola, direttore generale della Direzione Generale delle Reti di Comunicazione, dei Contenuti e delle Tecnologie della Commissione europea. Tali accordi hanno permesso alla Moldavia di accedere alla Riserva di Cybersicurezza europea, un servizio di risposta in caso di emergenza informatica su larga scala, istituito a febbraio nell’ambito del Cyber Solidarity Act.
Garantire la trasparenza dei processi democratici, soprattutto durante le campagne elettorali, è essenziale in un Paese come la Moldavia, che nel 2022 ha presentato domanda di adesione all’Unione Europea, in seguito all’invasione dell'Ucraina da parte della Russia. Sotto la guida filoeuropeista della presidente Maia Sandu, in carica dal 2020, la Moldavia ha avviato i negoziati per l'ingresso nell’UE a giugno 2024. Nello stesso anno, a ottobre, il governo Sandu ha indetto un referendum costituzionale sull'integrazione europea, il cui esito ha evidenziato una profonda divisione politica interna, con un margine a favore molto sottile: il 50,35% dei cittadini si è detto favorevole, mentre il 49,65% si è dichiarato contrario.
La prossimità geografica del conflitto russo-ucraino e la netta frattura politica interna tra sostenitori dell’ingresso nell’UE e filorussi, in particolare nella regione della Transnistria, rendono il periodo delle elezioni parlamentari particolarmente rilevante per determinare il futuro della Moldavia. Una svolta politica a favore della Russia potrebbe avere conseguenze significative anche sulla guerra in Ucraina.
Durante le elezioni presidenziali del 2024, corruzione e disinformazione sostenute dalla Russia hanno rivelato il forte interesse di Mosca a influenzare la Moldavia. Grazie alla sua posizione a sud dell’Ucraina, infatti, il Paese potrebbe consentire alle forze militari russe di esercitare pressione su un nuovo fronte, estendendo nel contempo l’influenza russa sul Mar Nero e nell'Europa centrale.
Il supporto europeo ha assunto un ruolo importante nel consentire l’allontanamento del Paese dall’orbita russa. A partire dal 2022, il sistema elettrico moldavo è stato collegato a quello europeo per ridurre la dipendenza energetica della nazione dal gas russo. Nel gennaio 2025, quando la russa Gazprom ha annunciato l’interruzione delle forniture di gas nella regione della Transnistria, l’UE è intervenuta erogando 30 milioni di euro di assistenza d’emergenza per sostenere la Moldavia durante la crisi energetica, mitigando soprattutto le possibili conseguenze sociali ed economiche. Sono previsti ulteriori sussidi per garantire la sicurezza degli approvvigionamenti energetici del Paese, inclusi nei 1,9 miliardi di euro stanziati dalla Commissione europea nel 2025 a sostegno del piano di crescita economica della Moldavia e dell’avanzamento dei requisiti per l'accesso all’Unione Europea. La partnership tra la Moldavia e l'UE comprende anche il settore della difesa. Nei cinque anni di governo filoeuropeista di Maia Sandu, l'Unione Europea è diventata il primo partner della Moldavia in materia di sicurezza. Oltre ai finanziamenti per il riarmo ottenuti tramite il Fondo Europeo per la Pace (per un totale di 197 milioni di euro tra il 2021 e il 2025), l’accordo sulla sicurezza e la difesa, sottoscritto dalle due parti nel 2024, ha consentito di approfondire la cooperazione anche in ambito militare.
In un contesto regionale segnato da guerre convenzionali e dall’aumento degli attacchi ibridi, la scelta europea della Moldavia deve affrontare numerose sfide, non solo sul fronte esterno, ma anche su quello interno. Corruzione e propaganda rappresentano già elementi di forte destabilizzazione democratica in un Paese politicamente diviso. L’aumento delle minacce ibride (come la strumentalizzazione delle forniture di gas) e l’influenza crescente delle campagne di disinformazione condotte sui social media costituiscono un fattore di rischio per i processi democratici e per la loro trasparenza, soprattutto nel quadro delle riforme che la Moldavia sta attuando per soddisfare i requisiti di adesione all’Unione Europea. Per questo motivo, rafforzare la resilienza istituzionale e digitale della Moldavia non è solo una priorità nazionale, ma rappresenta anche un tassello fondamentale nella costruzione della sicurezza collettiva europea. La sfida che Chișinău si trova ad affrontare è quella di garantire e tutelare il sistema democratico, avanzando nel contempo verso un futuro europeo, pur restando nel mirino di una potenza revisionista intenzionata a ridefinire i confini politici della regione.
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L'Autore
Cristel Vinciguerra
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