Framing The World, Edizione CXXXIX
Nel nuovo numero di Framing monitoriamo le tensioni in Medio Oriente, tra l’escalation in Libano e le nuove risoluzioni onusiane. Sul fronte africano riportiamo la posticipazione delle elezioni nel Sud Sudan. Volgendo lo sguardo al continente asiatico ci soffermiamo sulle continue tensioni che attraversano il Bangladesh.
Tutto questo e molto altro nel 139° numero di Framing The World!
DIRITTI UMANI
ECONOMIA E FINANZA INTERNAZIONALE
AFRICA SUB SAHARIANA
AMERICA DEL NORD
AMERICA LATINA
ASIA ED ESTREMO ORIENTE
EUROPA OCCIDENTALE E UNIONE EUROPEA
EUROPA ORIENTALE E RUSSIA
MEDIO ORIENTE E NORD AFRICA (MENA)
TERRORISMO E SICUREZZA INTERNAZIONALE
DIRITTI UMANI
Iraq, proposta di legge rischia di legalizzare il matrimonio infantile. Alcuni legislatori iracheni stanno tentando di modificare la Legge sullo Stato Personale, il che potrebbe legalizzare il matrimonio infantile per ragazze di soli 9 anni e ragazzi di 15. Recenti sondaggi mostrano una forte opposizione pubblica, con oltre il 73% contro l'emendamento. Nonostante ciò, il disegno di legge sta avanzando, riflettendo una tendenza preoccupante nella democrazia irachena. Se approvato, potrebbe avere un impatto devastante sui diritti delle donne e delle ragazze, che stanno guidando la resistenza contro queste modifiche.
(Sofia Ena)
Sofia Ena, Lisa Pasolini
ECONOMIA E FINANZA INTERNAZIONALE
Germania, scontro tra governo e Unicredit: lo stato tedesco non ha intenzione di vendere la propria quota azionaria della Commerzbank dopo che Unicredit è diventato secondo azionista. L’esecutivo teutonico è orientato a difendere l’indipendenza della banca. La decisione deriva anche dalle pressioni effettuate dai sindacati sul partito dei verdi. Questo ha però destato le critiche del partito liberale favorevole a vendere circa un terzo del pacchetto azionario detenuto dallo stato. Il gruppo Unicredit sembra aver incassato il sostegno della BCE, favorevole in linea teorica alle fusioni transfrontaliere.
Michele Magistretti
AFRICA SUB SAHARIANA
Sud Sudan, elezioni rimandate al 2026. Le elezioni che dovevano svolgersi il prossimo dicembre, le prime da quando il paese ha ottenuto l’indipendenza nel 2011, sono state posticipate di due anni. Il governo Juba ha annunciato la sua decisione il 13 settembre, motivandola con la mancanza di preparazione nell’organizzazione dello scrutinio e con la necessità di fare prima dei progressi su alcuni punti previsti dall’accordo di pace del 2018, che ha riportato una calma relativa nel paese dopo lo scoppio di un conflitto interno. Questi punti riguardano in particolare l’unificazione delle forze armate e la redazione di una costituzione permanente per il paese.
(Aurelia Puliafito)
Mali, il Gruppo di sostegno all’islam e ai musulmani (Gsim), un’alleanza jihadista legata ad Al Qaeda, ha rivendicato un doppio attentato nella capitale maliana Bamako contro una scuola della gendarmeria e una base militare vicino all’aeroporto. Secondo una fonte intervistata da Le Monde, il bilancio delle violenze è di circa sessanta morti. Il Mali vive sotto la minaccia dei gruppi terroristi da più di dieci anni, ma la capitale era stata relativamente risparmiata: l’ultimo attentato in città, contro un hotel, risaliva al 2016.
(Aurelia Puliafito)
Senegal: Il Presidente Faye scioglie il parlamento, elezioni a novembre. Il presidente senegalese Bassirou Diomaye Faye ha sciolto il Parlamento e indetto elezioni legislative anticipate per il 17 novembre, sei mesi dopo la sua elezione. Faye, eletto con il 54% dei voti, ha giustificato la decisione affermando che l’Assemblea, dominata dall’opposizione, ha ostacolato le riforme promesse, tra cui la lotta alla corruzione e una maggiore redistribuzione delle risorse naturali. Il suo partito, PASTEF, spera di ottenere la maggioranza parlamentare grazie alla popolarità di Faye, soprattutto tra i giovani. L’opposizione, guidata dall’ex presidente Macky Sall, ha condannato lo scioglimento, definendolo un atto di “spergiuro” che rischia di complicare l'approvazione del bilancio annuale, da votare entro dicembre.
(Giulio Ciofini)
Comore: Presidente Assoumani ferito in un attacco, aggressore trovato morto. Il presidente delle Comore, Azali Assoumani, è stato lievemente ferito venerdì durante un attacco con coltello mentre partecipava a un funerale a Salimani Itsandra, vicino alla capitale Moroni. L'aggressore, immediatamente arrestato dalle forze di sicurezza e morto il giorno seguente nella sua cella, era Ahmed Abdou, un poliziotto di 24 anni. Le autorità stanno indagando sia sul movente dell'attacco che sulle circostanze della sua morte in custodia. Assoumani è stato medicato con alcuni punti di sutura e dichiarato "fuori pericolo" dal ministro dell'Energia comoriano, Aboubacar Said Anli. Un civile che ha cercato di proteggere il presidente è rimasto ferito nell'attacco. Il movente dell'aggressione non è ancora stato chiarito, e un'indagine è in corso per fare luce sull'accaduto.
(Giulio Ciofini)
AMERICA DEL NORD
Stati Uniti d’America, da alleati a “nemmeno informati”. Parte 1. L’attacco israeliano in Libano, che martedì 17 settembre ha fatto detonare centinaia di cercapersone usati dai membri di Hezbollah, potrebbe accelerare il processo verso la tanto temuta escalation in Medio Oriente. Gli Stati Uniti non hanno abbandonato il loro ruolo di mediatore diplomatico: il giorno precedente all’attacco, un ufficiale di Joe Biden si trovava in Israele per parlare con Netanyahu proprio riguardo i possibili rischi di un’escalation con il Libano, e il Segretario alla Difesa americano Lloyd Austin ha avvisato più volte sulla necessità estrema di trovare un accordo tra Israele ed Hezbollah. Nonostante gli sforzi dell’amministrazione Biden, il potenziale allontanamento di Yoav Gallant dal ruolo di Ministro alla Difesa israeliano, figura più affine al governo americano, e l’attacco di questa settimana, rischiano di aggravare la situazione in maniera precipitosa.
Stati Uniti d’America, da alleati a “nemmeno informati”. Parte 2. Un grosso problema per il governo americano risiede nel fatto che Israele pare non abbia in alcun modo avvisato l’amministrazione Biden delle sue intenzioni: secondo quanto dichiarato da un ufficiale americano, alcuni minuti prima che i cercapersone cominciassero ad esplodere, Yoav Gallant aveva chiamato Lloyd Austin e lo aveva informato riguardo un’operazione che si stavano approcciando a compiere in Libano, rifiutandosi però di rilasciare ulteriori informazioni. “Gli Stati Uniti non sono stati coinvolti. Gli Stati Uniti non sono stati informati in anticipo su questa operazione” ha dichiarato ai giornalisti il portavoce del Dipartimento di Stato americano Matthew Miller. “Noi stiamo raccogliendo informazioni” ha aggiunto, “nello stesso modo in cui i giornalisti di tutto il mondo stanno cercando di comprendere cosa sia accaduto”.
Lorenzo Graziani
AMERICA LATINA
Venezuela, L'Unione Europea farà il possibile affinché venga riconosciuto Edmundo González Urrutia come legittimo presidente eletto del Venezuela. Lo sforzo è mirato a permettere ad Urrutia di entrare in carica il 10 gennaio 2025. In una risoluzione non vincolante approvata con 309 voti favorevoli, il Parlamento europeo condanna i brogli elettorali orchestrati dal Consiglio Nazionale Elettorale, controllato dal regime, e riconosce González come presidente legittimo e María Corina Machado come leader delle forze democratiche. Viene inoltre condannato il mandato d'arresto emesso contro González. I deputati sottolineano che il regime venezuelano instaurato da Maduro non ha rispettato l'Accordo di Barbados del 2023, impedendo elezioni libere e corrette.
Messico, il Senato approva riforma storica della giustizia tra proteste e divisioni. Nella notte tra il 10 e l'11 settembre, il Senato messicano ha approvato una riforma costituzionale sulla giustizia con 86 voti favorevoli e 41 contrari. La riforma, promossa dal presidente Andrés Manuel López Obrador, segna uno dei cambiamenti più significativi nella storia recente del Messico e ha scatenato proteste da parte di cittadini e operatori del settore giudiziario. Il punto più controverso della riforma è l'introduzione dell'elezione diretta di circa duemila giudici e magistrati federali a partire dal prossimo anno. I critici temono che questo porterà a una politicizzazione della giustizia, compromettendo l'indipendenza dei tribunali. Tuttavia, il governo sostiene che la riforma mira a ridurre la corruzione sistemica, promuovendo un sistema giudiziario più trasparente e democratico. López Obrador, leader di centrosinistra, si appresta a lasciare il suo incarico a ottobre, passando il testimone alla sua successora Claudia Sheinbaum, del partito Morena, mentre il dibattito sulla riforma continua a dividere il paese.
Alessia Boni
ASIA ED ESTREMO ORIENTE
Bangladesh, persiste l’instabilità. Il governo ad interim ha infatti concesso all'esercito poteri speciali, per i prossimi due mesi, al fine di mantenere l'ordine pubblico. I militari potranno ora emettere mandati di perquisizione e arresto e saranno autorizzati a disperdere grandi raduni. Questa è una conseguenza delle recenti proteste che hanno portato alla fuga della presidente e che hanno fatto precipitare il paese nel caos, con ripercussioni sull’essenziale industria tessile del paese. Muhammad Yunus, il premio Nobel diventato leader ad interim del Bangladesh dopo la fuga della presidente, ha cercato di ristabilire l'ordine. Malgrado gli agenti di polizia siano gradualmente tornati al loro lavoro, molti non si avventurano lontano dalle loro stazioni e la loro credibilità nel paese è bassa.
(Francesco Oppia)
Cina, il governo aumenta l’età pensionabile. Il governo cinese ha approvato un piano per aumentare l'età pensionabile del paese, una misura a lungo attesa, ma ampiamente impopolare, volta a contrastare la rapida riduzione della popolazione in età lavorativa. L'anno scorso la Cina aveva 297 milioni di persone di età superiore ai 60 anni, circa il 21% della sua popolazione, con un trend in crescita. L'età pensionabile per gli uomini, precedentemente 60 anni, aumenterà gradualmente a 63 anni entro il 2040. L'età pensionabile per le donne che svolgono lavori impiegatizi, in precedenza 55 anni, salirà a 58 anni mentre per le donne che lavorano come operaie passerà da 50 a 55 anni. La proposta ha incontrato un'ampia opposizione, sia da parte dei lavoratori più anziani che da parte di quelli più giovani. Sui social media cinesi gli utenti si sono lamentati del fatto che avrebbero dovuto aspettare ancora più a lungo per ricevere benefici che comunque già denunciavano come troppo bassi.
(Francesco Oppia)
L’omicidio di un bambino giapponese in Cina desta preoccupazione. Mercoledì 18 settembre uno studente di soli 10 anni è stato accoltellato all’addome da un uomo di 44 anni alla Shenzhen Japanese School, nella provincia di Guangdong. L’omicidio ha scatenato molta preoccupazione fra i giapponesi che vivono in Cina: aziende di grandi dimensioni come Toshiba e Toyota hanno allertato i propri lavoratori di prendere precauzioni da possibili violenze, mentre Panasonic ha offerto voli gratuiti per tornare a casa ai propri dipendenti. Giovedì lo stesso primo ministro giapponese Fumio Kishida ha fortemente sollecitato che la Cina fornisca spiegazioni “il prima possibile”. Mentre le autorità cinesi stanno tentando di raffreddare la situazione, parlando di un “incidente isolato” e sottolineando il passato criminale dell’omicida, già arrestato nel 2015 e nel 2019 per reati minori, un ex diplomatico giapponese ha commentato l’episodio definendolo “il risultato di anni di educazione anti-giapponese” nelle scuole in Cina.
(Leonardo Di Girolamo)
Koizumi potrebbe diventare il più giovane primo ministro giapponese. In un recente sondaggio condotto fra legislatori del Partito Liberal Democratico giapponese, il 43enne Shinjiro Koizumi, ex ministro dell’ambiente, è risultato il favorito. Si tratta di una delle corse alla leadership del PLD più aperte di sempre, considerando che Koizumi ha collezionato “solamente” 50 dei 368 voti, seguito dall’ex ministro della sicurezza economica Takayuki Kobayashi e dal principale portavoce del governo Yoshimasa Hayashi, che hanno entrambi superato i 40 voti. Le elezioni per la leadership del partito si terranno il 27 settembre, ed è quasi certo che il vincitore diventerà anche il prossimo primo ministro del paese, vista la schiacciante dominanza del PLD in parlamento. Koizumi, figlio dell’ex primo ministro Junichiro Koizumi, cerca l’appoggio delle nuove generazioni, ma viene criticato dagli altri candidati per la sua proposta di una controversa riforma di deregolamentazione del mercato del lavoro che punta a rendere più flessibili i licenziamenti da parte delle grandi aziende.
(Leonardo Di Girolamo)
Malesia, abbandono di minori e abusi sessuali in strutture “educative”. La polizia malese ha effettuato raid in strutture gestite dalla Global Ikhwan Services and Business, sulle quali si sono accertati forti collegamenti alla Setta Al-Arqam, bandita dallo Stato Federale della Malesia nel 1994, per insegnamenti islamici devianti. Durante le operazioni in tutto il territorio, sono stati prelevati in via cautelare dalle strutture, 402 minori in età compresa tra 1 e 17 anni, secondo le indagini preliminari, figli dei dipendenti. Inoltre, il modello economico della società, non rispettava i principi economici islamici. Il totale degli indagati ammonterebbe a 155 sospettati e più di 350 persone detenute, ai sensi delle Child Act 2001, la Sezione 14 dell'Anti-Trafficking in Persons e Anti-Smuggling of Migrants Act 2007. Le autorità hanno congelato i conti bancari collegati alla società GISB e arrestato il CEO della GISB, Nasiruddin Mohd Ali.
(Ratì Mugnaini Provvedi)
Francesco Oppia e Leonardo Di Girolamo, Ratì Mugnaini Provvedi
EUROPA OCCIDENTALE ED UNIONE EUROPEA
Portogallo, vasti incendi nel paese. Da Domenica 15 settembre, diversi incendi boschivi sono scoppiati nella regione centrale portoghese, causando disagi al traffico e l'evacuazione di residenti, soprattutto nelle aree di Albergaria-a-Velha e Sever do Vouga. Circa 1.600 vigili del fuoco sono impegnati in una ventina di località, con oltre 500 concentrati a Oliveira de Azeméis. Si sono registrate diverse vittime e feriti mentre il fuoco continua ad avanzare rapidamente. Di fronte alla gravità degli incendi in Portogallo, il primo ministro Luís Montenegro ha dichiarato lo stato di calamità nelle zone più colpite. Ha inoltre richiesto alla polizia di intensificare le indagini per individuare i responsabili, poiché si sospetta che molti incendi siano di origine dolosa. La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha annunciato l'invio urgente di otto Canadair da Italia, Francia, Grecia e Spagna per supportare le operazioni di spegnimento.
(Sofia Ena)
UE, Von der Leyen presenta il nuovo Collegio dei Commissari. Il 17 settembre, la presidente della Commissione Europea ha presentato al Parlamento Europeo il nuovo Collegio dei Commissari per il quinquennio 2024-2029. La squadra sarà composta da 27 membri, con 11 donne e 16 uomini. Tra loro ci saranno sei vicepresidenti esecutivi, tra cui l'italiano Raffaele Fitto, che avrà il portafoglio dedicato a Coesione e Riforme. La nuova Commissione si focalizzerà su tre priorità principali: prosperità, sicurezza e democrazia, con particolare attenzione alla doppia transizione verde e digitale. L'obiettivo dichiarato è quello di guidare l'Unione Europea verso una crescita sostenibile, rafforzando la competitività, promuovendo la sicurezza economica e garantendo la stabilità democratica. Von der Leyen ha inoltre sottolineato l'impegno per mantenere un equilibrio politico e geografico all'interno del Collegio, con commissari provenienti da Stati membri sia dell'Europa occidentale che orientale. La nuova squadra si occuperà di portafogli strategici come la politica industriale, la sovranità tecnologica, la difesa e la transizione energetica. Tra le novità, la creazione di deleghe per il Mediterraneo, la difesa e lo spazio, e la gestione delle crisi.
(Sofia Ena)
UE, von der Leyen annuncia prestito all'Ucraina. Durante la sua ottava visita in Ucraina dall'inizio della guerra, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato un prestito da 35 miliardi di euro all'Ucraina. La somma fa parte di un piano da 45 miliardi di euro che era stato annunciato a giugno dai Paesi del G7. Saranno i profitti dei beni russi congelati a ripagare il prestito, che verrà erogato gradualmente una volta che il Parlamento europeo e gli Stati membri avranno approvato la misura. Nessun Paese membro potrà mettervi il veto e sarà l'Ucraina a decidere come utilizzare i soldi. Zelensky ha dichiarato che i fondi verranno utilizzati per rifugi antiaerei, fabbricazione di armi prodotte in Ucraina, produzione di elettricità e asili nido.
(Bianca Franzini)
Bianca Franzini e Sofia Ena
EUROPA CENTRO-ORIENTALE E RUSSIA
La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha reso noto un nuovo prestito da 35 miliardi di euro a favore dell'Ucraina. Nel suo ottavo viaggio in Ucraina dall’inizio del conflitto e il primo dopo la sua rielezione, von der Leyen ha annunciato un nuovo pacchetto di assistenza. “I ripetuti attacchi da parte della Russia richiedono un costante supporto dell'Unione Europea. Per questo, la Commissione UE fornirà un prestito fino a 35 miliardi di euro, in linea con l'impegno del G7. È un contributo fondamentale dell'UE alla ripresa dell'Ucraina”, ha dichiarato la presidente della Commissione. Questo impegno rappresenta la parte europea del piano di 46 miliardi di euro, promesso dai Paesi del G7 lo scorso giugno, che utilizza i beni russi congelati come garanzia. Originariamente, si prevedeva che UE e Stati Uniti contribuissero con 20 miliardi di dollari ciascuno, mentre il resto sarebbe stato finanziato da Canada, Regno Unito e Giappone. Tuttavia, i colloqui tecnici tra funzionari europei e statunitensi hanno rallentato l'iniziativa, che non ha ancora trovato una soluzione rapida.
Austria, Polonia e Romania sotto il giogo delle alluvioni che hanno portato fango e disastri alle popolazioni. La tempesta ha provocato gravi blackout, interruzioni nei trasporti e l'evacuazione di massa in diverse località. Ovunque è stato dichiarato lo stato di calamità naturale: centinaia di migliaia di abitazioni sono rimaste senza elettricità e acqua potabile. Le strade sono impraticabili e il trasporto ferroviario ha subito ritardi e cancellazioni significative. Sebbene il tempo stia migliorando nelle regioni settentrionali, la situazione in Austria rimane critica. Johanna Mikl-Leitner, governatrice della Bassa Austria, ha evidenziato che dodici dighe hanno riportato danni severi e tredici comuni sono ancora completamente isolati. Oltre 2.000 persone sono state coinvolte nelle operazioni di soccorso. A Vienna, quattro linee della metropolitana rimangono parzialmente chiuse. Le autorità locali stanno monitorando attentamente i livelli dell'acqua, cercando di prevenire ulteriori danni alla capitale austriaca. Nel frattempo, in Romania, la provincia di Galati, situata nel sud-est, è stata la più gravemente colpita.
Federico Cortese
MEDIO ORIENTE E NORD AFRICA (MENA)
Libano: rischio sempre più imminente di allargamento del conflitto. Nei giorni scorsi, Israele ha fatto esplodere prima i cercapersone e poi i walkie-talkie di alcuni miliziani di Hezbollah. Gli attacchi contro i membri di Hezbollah – alcuni dei quali avvenuti anche in Siria – hanno provocato la morte di alcune decine di persone, inclusi due bambini, e il ferimento di circa 3.000 individui. Questi eventi hanno scatenato il panico nel Libano, specialmente nel sud del Paese, dove è concentrata la presenza di Hezbollah. Gli attacchi di Israele non si sono limitati alle esplosioni di dispositivi: Tel Aviv ha bombardato un edificio residenziale a Beirut, uccidendo 37 persone, tra cui 16 membri di Hezbollah, e ferendone circa 68. Tra le vittime si distingue Ibrahim Aqil, un comandante di spicco delle forze speciali Radwan. Sabato, Jake Sullivan, consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, ha dichiarato che il rischio di escalation tra Libano e Israele è reale e che la minaccia "è più acuta". Nella stessa giornata, Israele ha condotto 111 attacchi aerei, colpendo circa 180 obiettivi militari nel sud e nell’est del Libano.
(Matteo Francescucci)
Gaza: Israele colpisce un complesso scolastico. Secondo quanto riportato dalla CNN, Israele ha bombardato un complesso scolastico a Gaza, causando la morte di circa 22 persone. Tel Aviv ha dichiarato che l’edificio ospitava miliziani di Hamas, anche se i reporter dell’emittente americana non sono stati in grado di verificare tali affermazioni. L’Ufficio Stampa di Gaza ha confermato la morte di 13 bambini, sei donne e un neonato di soli 3 mesi. Una donna intervistata dai giornalisti americani ha affermato che non vi fosse stato alcun avvertimento riguardo ai bombardamenti, contrariamente a quanto sostenuto da Israele. La testimone ha poi espresso il suo totale sdegno per la situazione creata dalla guerra a Gaza.
(Matteo Francescucci)
Israele: la Germania interrompe l’export di armi verso Tel Aviv? Secondo Reuters, una fonte vicina al Ministero dell’Economia di Berlino ha affermato che un funzionario governativo avrebbe bloccato l’approvazione di licenze per l’esportazione di armi verso Israele, a causa di pressioni legali e politiche legate alle presunte violazioni del diritto umanitario internazionale. Tuttavia, questa indiscrezione ha causato dissensi all'interno del governo tedesco, e il Ministero dell’Economia ha prontamente smentito, dichiarando che le esportazioni continueranno e che ogni decisione sarà presa "caso per caso". Nel frattempo, anche il Regno Unito ha sospeso 30 delle 350 licenze di esportazione di armi verso Israele, proprio per le presunte violazioni del diritto umanitario. Nonostante ciò, le esportazioni di armi dalla Germania verso Israele sono già notevolmente diminuite: tra gennaio e agosto, Berlino ha venduto armi per poche migliaia di euro, a fronte di ordini che avevano un valore di 14,5 milioni di euro. Nel 2023, la Germania aveva esportato armi verso Israele per un totale di 326 milioni di euro.
(Matteo Francescucci)
Michele Magistretti e Matteo Francescucci
TERRORISMO E SICUREZZA INTERNAZIONALE
Colombia, sospesi i colloqui di pace con l’ELN. Lo scorso mercoledì, il Governo colombiano ha annunciato di aver temporaneamente interrotto le trattative di pace con l’Esercito di Liberazione Nazionale (ELN), quest’ultimo il più influente dei gruppi rivoluzionari ancora attivi nel paese sudamericano. Sebbene l’elezione di Gustavo Petro nel 2022 abbia inizialmente portato ad una distensione nei rapporti tra istituzioni e gruppi armati, anche raggiungendo un accordo di cessate il fuoco con lo stesso ELN (terminato l’agosto scorso), negli ultimi mesi le ostilità tra le parti si sono riacutizzate. L’attentato di martedì scorso contro la base militare di Puerto Jordin, al confine con il Venezuela, ha difatti portato il governo a rivedere il processo di pacificazione interna.
(Davide Shahhosseini)
Martinica, istituito il coprifuoco da parte delle autorità francesi. Nell’isola appartenente all’arcipelago delle Antille francesi è stato imposto un coprifuoco - dalle 21 alle 5 - in alcune zone della capitale Fort-de-France, a causa delle violente manifestazioni degli ultimi mesi contro il caro prezzi. Gli scontri hanno causato circa 14 feriti, tra manifestanti e polizia. Il coprifuoco durerà almeno fino al 23 settembre per prevenire ulteriori violenze notturne. Gli abitanti lamentano da tempo un costo della vita molto più alto rispetto alla Francia continentale, e nonostante le rassicurazioni di Parigi, l’inflazione non sembra essere vicina ad un assestamento.
(Davide Shahhosseini)
Nazioni Unite, approvata una risoluzione che chiede a Israele di porre fine all'occupazione dei territori palestinesi. L'Assemblea Generale dell'ONU ha adottato una risoluzione non vincolante, sostenuta dalla Palestina, che chiede a Israele di porre fine alla sua "presenza illegale" nei territori palestinesi occupati entro 12 mesi. La votazione ha visto 124 nazioni a favore, 14 contrarie e 43 astensioni. Sebbene giuridicamente simbolica, la risoluzione riflette un consenso globale e segue un parere consultivo della Corte Internazionale di Giustizia, che ha dichiarato illegale la presenza di Israele. Israele ha condannato la risoluzione come "terrorismo diplomatico", mentre i palestinesi l'hanno accolta come un grande successo. Gli Stati Uniti hanno avvertito che la misura non avanzerà la pace.
(Gonzalo Pereyra)
Guerra russo-ucraina, l’esercito di Mosca intensifica l’offensiva nel Donbass. L'esercito russo ha annunciato sabato di aver preso il controllo di Jelannoe Pervoe, un piccolo comune nell'Ucraina orientale, nell'ambito del suo avanzamento contro un esercito ucraino sovraccarico. Situata nel distretto di Pokrovsk, un importante hub logistico per le forze ucraine, la cattura della città minaccia ulteriori progressi russi nella regione. Negli ultimi giorni, le truppe russe hanno avuto dei grandi successi nel Donetsk, inclusa la conquista di Krasnogorivka. Nel frattempo, l'Ucraina ha lanciato un attacco su larga scala nella regione di Kursk in Russia, mentre il presidente russo Vladimir Putin ha ribadito l'obiettivo di controllare l'intera regione industriale del Donbass.
(Gonzalo Pereyra)
Davide Shahhosseini e Gonzalo Pereyra
Framing The World è un progetto ideato e creato grazie alla collaborazione di un team di associati di Mondo Internazionale.
Alessia Boni: America Latina
Aurelia Puliafito: Africa Sub-Sahariana
Bianca Franzini: Europa Occidentale e Unione Europea
Davide Shahhosseini: Terrorismo e Sicurezza Internazionale
Federico Cortese: Europa Centro-Orientale e Russia
Francesco Oppia: Asia ed Estremo Oriente
Giulio Ciofini: Africa Sub-Sahariana
Gonzalo Pereyra: Terrorismo e Sicurezza Internazionale
Leonardo Aldeghi: Economia e Finanza Internazionale
Leonardo Di Girolamo: Asia ed Estremo Oriente
Lisa Pasolini: Diritti Umani
Lorenzo Graziani: America del Nord
Matteo Francescucci: Medio Oriente e Nord Africa
Michele Magistretti: Medio Oriente e Nord Africa
Ratì Magnani Provvedi: Asia ed Estremo Oriente
Sofia Ena: Europa occidentale e Unione Europea, Diritti Umani
Condividi il post
L'Autore
Redazione
Tag
notiziedalmondo FramingtheWorld