Haiti nel sangue: la strage di Kenscoff

  Articoli (Articles)
  Gabriele Bellono
  10 settembre 2026
  5 minuti, 5 secondi

Il bilancio della strage

Una potente coalizione di bande criminali ha attaccato la comunità agricola di Kenscoff, un tempo pacifica, situata sulle colline della capitale di Haiti, Port-au-Prince. Ci sono state almeno 47 persone morte e oltre 50 rapite nell’attacco avvenuto nella notte tra il 23 e 24 agosto. Il sindaco di Kenscoff, Jean Massillon, ha raccontato che quella domenica sera degli uomini armati hanno fatto irruzione nella comunità bruciando le case e uccidendo i residenti. “E’ ancora impossibile stabilire un bilancio definitivo delle vittime a causa della difficoltà di accesso e dei problemi di comunicazione” ha affermato il sindaco Massillon. Robert Jean, un abitante di Kenscoff, ha raccontato di aver sentito degli spari prima dell’alba e di aver cercato di svegliare le persone che dormivano per salvarle dalla morte. Un altro residente della comunità, Verti Enold-Saint, ha criticato apertamente la polizia haitiana per l’accaduto: “Se solo avessimo una buona forza di polizia che avesse posizionato un furgone blindato qui, quello che è successo si sarebbe potuto evitare”. Marc Paul, 42 anni, residente di Kenscoff, ha raccontato che le bande criminali hanno rapito i suoi familiari, aggiungendo che sua nipote sedicenne è stata rapita e violentata prima di riuscire a ricongiungersi con lui.

La strategia delle gang e la sfida aperta allo Stato

L’accaduto di Kenscoff si ritiene che sia uno dei più grandi sequestri di massa avvenuti ad Haiti negli ultimi anni. Nel paese la situazione è molto complicata, il governo è debole e attori non statali come le bande criminali riescono a imporsi senza troppe difficoltà sfidando apertamente lo Stato. L’attacco di Kenscoff ha infranto la convinzione che la sicurezza ad Haiti stesse migliorando, in particolar modo dopo l’autorizzazione della Gang Suppression Force (GSF) da parte del Consiglio di Sicurezza dell’ONU il 30 settembre 2025 il cui dispiegamento è iniziato concretamente il 1° aprile 2026 con l’arrivo dei primi contingenti. Questa operazione è andata a sostituire la Multinational Security Support Mission (MSS) che venne autorizzata dall’ONU nell’ottobre 2023. A differenza della MSS, che era una forza multinazionale di supporto alla polizia haitiana, la GSF ha una struttura nettamente più ampia della MSS, fino a 5.550 uomini ed è finalizzata a combattere/sopprimere le gang haitiane; dunque, è una forza che ha maggiore autonomia rispetto alla precedente operazione. Nonostante ciò, l’attacco di Kenscoff ha fatto cadere ulteriormente Haiti nell’incertezza più assoluta. Romain Le Cour, responsabile dell’Osservatorio di Haiti presso l’Iniziativa Globale contro la criminalità organizzata transnazionale, ha affermato che questo fatto costituisce una prova politica e di sicurezza di grande rilevanza per il governo, per la polizia e per la missione internazionale GSF, perché le gang hanno minacciato di uccidere gli ostaggi rapiti. La minaccia di giustiziare gli ostaggi da parte delle gang è solo una trappola: se le forze non intervenissero, fallirebbero nel proteggerli, se invece intervenissero, gli ostaggi verrebbero uccisi e le bande criminali incolperebbero lo Stato. Marìa Fernanda Arocha, ricercatrice presso Armed Conflict Location & Event Data, ha dichiarato che tra gennaio e l’agosto 2026 le operazioni di sicurezza erano riuscite a ridurre la violenza a Kenscoff del 66% prima dell’attacco, aggiungendo: “mentre le forze di sicurezza hanno concentrato i loro sforzi su operazioni volte a riprendere il controllo delle aree centrali di Port-au-Prince, i gruppi criminali hanno invece cercato di espandersi nelle comunità rurali, vulnerabili a causa della limitata capacità di intervento della polizia, ma che rimangono centri strategici.”

Romain Le Cour crede che l’obiettivo di un attacco così cruento potrebbe essere quello di costringere la polizia haitiana e la Gang Suppression Force, sostenuta dall’ONU, a disperdere ulteriormente le loro risorse limitate. In questo modo l’obiettivo delle bande criminali sarebbe quello di costringere lo schieramento di più truppe nell’area colpita a discapito però di altre aree. L’attacco potrebbe anche solo essere finalizzato a una dimostrazione di forza verso il governo e la polizia haitiana, facendo intendere che le bande possono attaccare quando vogliono e che se lo fanno avranno sempre successo.

Un Paese totalmente fuori controllo

I cittadini haitiani sono in balia di gang criminali che sfidano apertamente lo Stato, di attori non statali che pur di imporre il loro dominio non si fanno scrupoli a massacrare e rapire gente inerme. La situazione nel Paese è invivibile tanto che alcuni sopravvissuti alla strage di Kenscoff hanno accusato apertamente il governo di non aver fornito sufficiente protezione prima dell’attacco; il capo della polizia nazionale di Haiti, Paraison, ha ordinato un’indagine per accertare la verità sull’attacco per capire se si sia trattato di negligenza oppure di complicità da parte della polizia haitiana. La violenza delle bande criminali ha causato lo sfollamento di circa 1.5 milioni di persone in tutta Haiti e, secondo dati ONU (Ufficio Integrato delle Nazioni Unite ad Haiti), da aprile a giugno 2026, si sono registrati almeno 1408 morti e 656 feriti. Sempre in quel trimestre sono stati denunciati circa 796 stupri legati alle bande criminali in cui nell’87% dei casi si è trattato di stupri di gruppo. Queste vittime sono state sottoposte a brutalità estrema, tra cui percosse violente, stupri in presenza dei propri figli o di altri familiari e case incendiate come mezzo per "punire" e sfollare con la forza le popolazioni che vivono in aree controllate da bande rivali.

Un dato da tenere a mente è che queste cifre rappresentano soltanto una piccola parte della realtà perché molti familiari delle vittime evitano di denunciare sequestri o violenze alla polizia per timore di rappresaglia da parte delle bande criminali, preferendo talvolta negoziare direttamente con le bande nel tentativo di accelerare il rilascio degli ostaggi. Haiti resta un Paese fuori controllo, il dato preoccupante è che nonostante sia stata implementata la Gang Suppression Force per sopprimere le bande criminali, la situazione, dopo il recente violento attacco a Kenscoff, sembra essere nuovamente ad un punto di non ritorno. Haiti non sembra riuscire a conoscere una tregua ma la popolazione civile conosce benissimo il prezzo alto che comporta quotidianamente questa situazione.

Condividi il post

L'Autore

Gabriele Bellono

Autore per l'area tematica "Diritti Umani" di MI POST

Categorie

Diritti Umani

Tag

haiti Strage di Kenscoff Gang Suppression Force (GSF) gang bande criminali ONU Port-au-Prince