Il percorso di adesione all’Unione Europea: regole, sfide e prospettive

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  Valentina Cannito
  07 dicembre 2024
  4 minuti, 53 secondi

Il partito georgiano al governo, "Sogno Georgiano", ha annunciato che non intende includere nei piani governativi la questione dei negoziati per l'adesione all'UE fino alla fine del 2028. Questa decisione potrebbe raffreddare le relazioni con l'UE, polarizzare l'opinione pubblica interna e riflette priorità politiche o difficoltà nel soddisfare i criteri europei a breve termine.

Ma come funziona l’adesione all’Unione Europea?

Il percorso per aderire all’Unione Europea è lungo e articolato, regolato dall’articolo 49 del Trattato sull’Unione Europea (TUE). Questo articolo specifica che la richiesta di adesione deve provenire da uno Stato europeo, ma il concetto di "europeo" non si limita alla geografia, includendo anche aspetti culturali e storici. Inoltre, il Paese richiedente deve rispettare i valori su cui si fonda l’Unione e impegnarsi attivamente a promuoverli.

I valori fondanti dell’UE, indicati nell’articolo 2 del TUE, includono il rispetto della dignità umana, della democrazia, dell’uguaglianza, dello Stato di diritto e dei diritti umani, con particolare attenzione ai diritti delle minoranze. Questi principi sono condivisi dagli Stati membri in una società basata sul pluralismo, la non discriminazione, la tolleranza, la giustizia, la solidarietà e la parità di genere.

Le condizioni per l’adesione sono state stabilite durante il Consiglio europeo di Copenaghen del 1993, in risposta alle richieste dei Paesi dell’ex blocco sovietico. I cosiddetti “criteri di Copenaghen” prevedono:

  • stabilità politica, rispetto dei principi democratici, dello Stato di diritto, dei diritti umani e delle minoranze;
  • la presenza di un’economia di mercato funzionante e basata sulla libera concorrenza;
  • la capacità di assumere e rispettare gli obblighi derivanti dall’adesione, compresa l’accettazione degli obiettivi dell’Unione, dei Trattati e della normativa comunitaria (criterio dell’acquis dell’UE).

Il processo di adesione all’Unione Europea si articola in tre principali fasi:

  1. Candidatura: Un Paese che aspira a entrare nell’UE deve inoltrare una richiesta di adesione al Consiglio dell’Unione Europea. Successivamente, il Consiglio incarica la Commissione europea di valutare se il Paese è in grado di soddisfare i criteri richiesti per l’adesione. Basandosi sul parere della Commissione, il Consiglio decide se concedere lo status di candidato e avviare i negoziati formali, previa unanimità da parte degli Stati membri.
  2. Negoziati di adesione: In questa fase, il Paese candidato lavora per adeguarsi alle normative e agli standard comunitari, noti come acquis dell’UE. La Commissione europea monitora i progressi delle riforme e aggiorna periodicamente il Consiglio e il Parlamento europeo attraverso rapporti ufficiali.
  3. Adesione: Una volta conclusi i negoziati, la Commissione esprime un giudizio sulla preparazione del Paese. Se il parere è positivo, viene redatto un trattato di adesione che stabilisce termini e condizioni per l’ingresso nell’UE. Questo trattato deve essere approvato dalla Commissione europea, dal Consiglio europeo e dal Parlamento europeo, per poi essere firmato e ratificato da tutti gli Stati membri e dal Paese candidato. L’adesione diventa ufficiale alla data stabilita nel trattato.


Quali sono i paesi che vogliono aderire all’UE?

Attualmente, i Paesi candidati che stanno riformando le proprie leggi nazionali per conformarsi alle normative, ai regolamenti e agli standard dell'Unione Europea sono: Albania (candidata dal 2014), Bosnia-Erzegovina (dal 2022), Georgia (dal 2023), Moldova (dal 2022), Montenegro (dal 2010), Macedonia del Nord (dal 2005), Serbia (dal 2010), Turchia (dal 1999) e Ucraina (dal 2022). Inoltre, il Kosovo, che ha presentato la richiesta di adesione nel 2022, è considerato un candidato potenziale, poiché non ha ancora ottenuto lo status ufficiale di candidato da parte dell’UE.

Poiché i partner candidati dei Balcani occidentali sono diversi, è stato appositamente ideato un percorso specifico verso l'integrazione europea, noto come "Processo di stabilizzazione e associazione" (PSA). Questo processo mira a consolidare la stabilità politica ed economica di questi Paesi, preparandoli per una futura adesione all’Unione Europea. Per raggiungere tale obiettivo, l’UE offre supporto finanziario, facilita l’accesso ai suoi mercati e incentiva la collaborazione tra i Paesi della regione, favorendo così il loro sviluppo e integrazione.


I negoziati della Turchia sono congelati

I negoziati di adesione della Turchia all’Unione Europea sono stati congelati nel 2018 a causa di una serie di divergenze politiche, democratiche e sui diritti umani tra l’UE e lo stesso Paese. Tra le principali ragioni ci sono l’erosione dello Stato di diritto, le violazioni dei diritti umani, la politica estera, le tensioni regionali e l’allontanamento dagli standard europei. L’UE ha espresso preoccupazioni per il deterioramento della democrazia, l'indipendenza del sistema giudiziario e la limitazione delle libertà fondamentali in Turchia, in particolare dopo il fallito colpo di Stato del 2016. Questo evento ha portato a una repressione su larga scala, con arresti di massa e restrizioni alla libertà di stampa e di espressione. Inoltre, le azioni della Turchia in alcune aree geopolitiche, come il Mediterraneo orientale, la Siria e la Libia, hanno generato attriti con alcuni Stati membri dell’UE. In particolare, le dispute territoriali con la Grecia e Cipro nel Mediterraneo orientale hanno aggravato le relazioni.


Il futuro dell’integrazione europea

Nonostante le difficoltà e i tempi lunghi, il processo di adesione all’Unione Europea continua a rappresentare un'importante aspirazione per molti Paesi, che vedono nell'UE una garanzia di stabilità, sviluppo economico e rafforzamento democratico. Tuttavia, le sfide rimangono significative, sia per i candidati, chiamati a riforme profonde, sia per l'Unione, che deve bilanciare allargamento e consolidamento interno. Il percorso richiede impegno reciproco e visione strategica, ma la promessa di un'Europa più unita e inclusiva continua a essere un potente motore di cambiamento.

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L'Autore

Valentina Cannito

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