Lo scorso 31 ottobre, la Commissione Europea ha avviato un'indagine per verificare se Temu abbia potenzialmente infranto la normativa sui servizi digitali. L'attenzione è rivolta a vari aspetti, tra cui la possibile vendita di prodotti non conformi agli standard europei, le caratteristiche del servizio che potrebbero creare dipendenza, i meccanismi utilizzati per suggerire acquisti agli utenti e l'accesso ai dati riservato ai ricercatori.
Il 31 maggio 2024, ai sensi del Digital Services Act europeo (DSA), la piattaforma online Temu era stata dichiarata come Piattaforma Online Molto Grande (VLOP), data, secondo quanto dichiarato, la presenza di 45 milioni di utenti attivi. Di conseguenza, la piattaforma avrebbe dovuto conformarsi ai vari obblighi previsti per le VLOP entro quattro mesi e condurre varie analisi circa la trasparenza e le norme relative alla riduzione, gestione e valutazione dei rischi.
Ma a seguito della recente dichiarazione di settembre, in cui Temu ha riportato di avere 92 milioni di utenti attivi mensili, nonché di un rapporto preliminare fornito dalla stessa azienda e di informazioni ricevute da terzi, la Commissione Europea ha avviato un'indagine formale per verificare se Temu abbia violato gli obblighi previsti dal DSA. Parallelamente, sono già stati avviati procedimenti indipendenti nei confronti di Temu da parte di diverse autorità nazionali, riguardanti pratiche di dumping e l’assenza di controlli efficaci sui venditori. Tra queste autorità figurano l'Autorità Garante della Concorrenza in Ungheria, l’Ufficio per la Protezione della Concorrenza e dei Consumatori in Polonia e la Direzione Generale per la Politica della Concorrenza, Affari dei Consumatori e Controllo delle Frodi in Francia.
Cos’è il Digital Services Act?
Il Digital Services Act (DSA), entrato in vigore il 15 dicembre 2020, è un regolamento dell’Unione Europea progettato per l’aggiornamento della Direttiva sul Commercio Elettronico del 2000 e volto a trattare questioni relative ai contenuti illegali, alla pubblicità trasparente e alla disinformazione, da applicarsi a tutti i servizi che memorizzano informazioni, inclusi i grandi motori di ricerca e le grandi piattaforme, tra cui Temu.
Le violazioni sospettate
Secondo la Rete CPC, incaricata di investigare sul rispetto delle leggi per la tutela dei consumatori, supportata dalla Commissione e composta dalle autorità nazionali per la protezione dei consumatori degli Stati membri europei con anche Norvegia e Islanda, le presunte violazioni da parte di Temu sarebbero attribuibili agli articoli 27, 34, 35, 38 e 40. Le indagini si concentrano su possibili pratiche di:
- Sconti falsi per dare l’impressione sbagliata che i prodotti siano soggetti a qualche offerta.
- Vendita sotto pressione, indotta da affermazione false sulla disponibilità dei prodotti per sollecitare i consumatori ad acquistare tempestivamente.
- Giochi a premi forzati volti ad incentivare i consumatori a partecipare senza specificare adeguatamente le condizioni d'uso sulle ricompense.
- Informazioni fuorvianti sui diritti legali dei consumatori riguardo alla politica di rimborso.
- Recensioni non autentiche.
- Dati di contatto nascosti, che rendono difficile per un consumatore mettersi in contatto con Temu.
Da questo momento in poi, Temu dovrà rispondere alle osservazioni ricevute dalla Rete CPC e per spiegare come intende affrontare le questioni legate alla tutela dei consumatori. Qualora la piattaforma non risolva tali violazioni, le autorità nazionali potranno adottare misure più severe, come l’imposizione di sanzioni sul fatturato annuale di Temu, per garantire il rispetto delle normative.
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L'Autore
Tabatha Ferrari
AUTRICE - ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI
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Temu Digital Services Act UnioneEuropea violazioni