Intelligenza artificiale e crescita economica: un binomio vincente

L'impatto economico dell'utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale

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  Elisa Modonutti
  21 settembre 2024
  3 minuti, 40 secondi

Nel 2017, la rete neurale AlphaZero, un algoritmo di intelligenza artificiale, ha sconfitto Stockfish, fino a quel momento il programma di scacchi più potente al mondo. Questo evento rappresenta uno spartiacque nella storia della tecnologia e dell'intelligenza artificiale: ciò che, infatti, differenziava AlphaZero dagli altri programmi di scacchi era il suo approccio all'apprendimento autonomo. Mentre i tradizionali programmi di scacchi come Stockfish erano macchine programmati da esseri umani, AlphaZero operava in maniera completamente autonoma, possedendo come unico obiettivo impartito quello di massimizzare le vittorie e imparando da sé le strategie.

La vittoria di AlphaZero non solo ha dimostrato la potenza e il potenziale dell'apprendimento automatico, ma ha anche sollevato importanti questioni e interrogativi riguardo il futuro utilizzo di queste tecnologie. Per la prima volta, una macchina dotata di intelligenza artificiale è riuscita a superare le capacità di analisi e di programmazione umana, aprendo nuovi orizzonti per lo sviluppo tecnologico, ma comportando anche una serie di interrogativi circa le implicazioni derivanti dall’uso di questi sistemi.

L’utilizzo di sistemi dotati di IA oggi avviene in moltissimi ambiti della vita quotidiana, dalla medicina all’istruzione, passando anche per la gestione governativa, e modificando fortemente lo svolgimento di attività economiche e di sistemi economici.

Soprattutto a livello economico, numerosi sono i benefici che l’utilizzo di moderne tecnologie di IA può portare. Secondo uno studio di Goldman Sachs, “Global economics analyst-The potentially large effect of artificial intelligence in economic growth”, l’aumento della produttività del lavoro legato all’adozione dell’artificiale nei 10 anni porterà a un aumento del Pil globale annuo del 7%, pari approssimativamente a 7 trilioni di dollari.

In particolare, l’utilizzo di sistemi dotati di IA permetterà di aumentare i risparmi sul costo del lavoro, creare nuovi sbocchi occupazionali e aumentare la produttività dei lavoratori. Grazie all’IA i lavoratori potranno svolgere meno mansioni ripetitive e dedicarsi maggiormente ad occupazioni con maggiore valore aggiunto.

Come sottolineato anche dal rapporto del Ministero dell’Economia e delle Finanze italiano sull’impatto dei nuovi modelli di IA nell’Unione europea, infatti, non solo i nuovi modelli di IA sono in grado di svolgere compiti complessi e di apprendere nuove competenze (il machine learning), ma il loro utilizzo può aumentare l’accesso dei consumatori alle informazioni, riducendo le asimmetrie informative e aumentando le transazioni economiche. Il report sottolinea l’importante impatto sulla produttività e sulla crescita della produzione: nuovi sistemi dotati di IA possono condurre infatti, ad un aumento non solo del PIL pro capite, ma anche del tasso di crescita della produttività, tramite l’accelerazione dell’innovazione.

Se da un lato i benefici che l’IA può portare sono elevati, non mancano anche le complicazioni. Certamente, grazie all’IA i lavoratori potranno svolgere meno occupazioni ripetitive e dedicarsi maggiormente a occupazioni con un più alto valore aggiunto. Tuttavia, si verificheranno delle distorsioni all’interno del mercato del lavoro, soprattutto nel breve periodo.

L’automatizzazione di molte mansioni, infatti, avrà una maggiore incidenza nelle occupazioni professionali dove molte delle attività ora svolte manualmente, grazie all’uso di sistemi di IA diventeranno automatizzate. Sempre secondo le stime di Goldman Sachs, a livello europeo, il 24% delle mansioni rischia di essere automatizzato dall’IA, mentre a livello globale, le tendenze si assestano intorno al 18% di automazione.

Se ciò nel breve periodo porterà ad un rallentamento del mercato del lavoro e a maggiore disoccupazione, nel lungo periodo, i lavoratori troveranno una riallocazione in nuovi ambiti, legati maggiormente alle nuove tecnologie o anche in nuovi posti di lavoro generati dall’incremento della domanda aggregata, come conseguenza dell’aumento della produttività.

Importante per sostenere la crescita di lungo periodo risulterà infine anche un’oculata regolamentazione delle industrie e dei mercati a livello politico. Il rischio di monopoli in questo settore da parte delle grandi aziende di “big data”, futuri leader in ambito IA, richiederanno una precisa regolamentazione pubblica e dei precisi quadri giuridici volti a garantire non solo il libero mercato, ma anche una redistribuzione della ricchezza a livello globale, coinvolgendo anche i Paesi al margine del circuito economico nello sviluppo delle industrie tecnologiche.

Solo in questo modo si potrà realizzare una diffusione globale di questi sistemi intelligenti, garantendo maggiore benessere e crescita economica inclusiva a livello mondiale.

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L'Autore

Elisa Modonutti

Studentessa di Scienze internazionali e diplomatiche, amante della lettura, dei viaggi e con una curiosità innata di scoprire il mondo che ci circonda

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