Iran: l'età di reclutamento si abbassa a 12 anni

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  Aurora Mazzola
  16 aprile 2026
  3 minuti, 27 secondi

Nelle moschee di Teheran, sedi delle basi dei Basij (forza paramilitare volontaria subordinata ai Pasdaran), i bambini di 12 anni possono registrarsi per combattere “per difendere la patria”, come recita una campagna militare del Corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica.

Combattenti per la Difesa della Patria in Iran” è il nome della campagna di reclutamento annunciata il 26 marzo 2026 da Rahim Nadali,  vicecomandante dei Guardiani della rivoluzione dell’area metropolitana di Teheran, che sostiene che l’abbassamento dell’età minima per l’arruolamento sia stato deciso in risposta alla richiesta di giovanissimi che volevano partecipare alla difesa della patria.

Il manifesto che pubblicizza la campagna di reclutamento rappresenta due bambini e due adulti, nonché lo slogan: “Basij con il popolo, per il popolo” ed elenca le attività che vengono loro affidate: gestione di posti di blocco, pattuglie di intelligence e operative, assistenza medica, servizio di cucina, assistenza alle case danneggiate e distribuzione dei beni di prima necessità.

Le testimonianze

Amnesty International ha riportato testimonianze che riferiscono di aver visto bambini armati e schierati ai posti di blocco.

Tragica è la storia di Alizera Jafari, ucciso ad 11 anni presso un checkpoint di Teheran dove, secondo le autorità, stava prestando servizio. Secondo la testimonianza della madre, il marito, membro dei Basij, ha portato con sé i figli a causa di mancanza di personale.

In un messaggio al giornalista di BBC Persian Forensic Ghoncheh Habibiazad, riportato da Amnesty International, un testimone oculare di Rahat afferma: “Ho visto bambini che brandivano armi. Indossavano maschere per coprirsi il viso, ma era ovvio che fossero bambini. Non erano nemmeno cresciuti in altezza… alcuni sembravano avere al massimo 13 anni… Ho visto [diversi] bambini in piedi davanti alle moschee [dove si trovano le basi dei Basij], davanti alle forze vere e proprie. Continuo a pensare che il loro cervello non sia sviluppato come quello degli adulti e che potrebbero sparare a caso. Mi fanno paura e allo stesso tempo mi fanno pena.

Le leggi che permettono ai bambini iraniani di arruolarsi

Secondo la Legge sul Regolamento del Corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica (IRGC), i Basij sono divisi in ordinari, attivi e speciali (Articolo 13). Per essere idoneo per l’arruolamento nel Corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica come personale a contratto e come Basij speciali l’età minima è 16 anni (Articolo 16).

Il Regolamento non prevede un’età minima per diventare Basij ordinari: l’articolo 93 infatti apre il reclutamento per questa categoria anche ai minori di 15 anni (età minima per qualificarsi come Basij attivi dopo l’addestramento secondo l’articolo 94) e non fissa un’ulteriore età minima.

Il coinvolgimento dei bambini iraniani in guerra è stato condannato da Bill Van Esveld, vicedirettore per i diritti dei bambini di Human Rights Watch e da Erika Guevara Rosas, direttrice senior di Amnesty International per la Ricerca, la Sensibilizzazione, le Politiche e le Campagne che ha evidenziato come il reclutamento dei bambini costituisca un crimine di guerra.

Il reclutamento e l’utilizzo dei minori in guerra

L’articolo 38 della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (CRC) vieta esplicitamente il reclutamento dei minori di 15 anni. L’Iran ha ratificato la CRC nel 1993, rendendo legalmente vincolanti gli obblighi elencati nella convenzione; inoltre, il divieto di reclutamento dei minori di 15 anni costituisce una norma jus cogens ed è parte del diritto internazionale consuetudinario (anche gli Stati che non hanno ratificato la CRC sono obbligati a rispettare questo divieto).

L’apertura del reclutamento ai bambini dai 12 anni da parte dell’Iran rappresenta dunque una violazione del diritto internazionale umanitario e costituisce crimine di guerra. Inoltre, il reclutamento e utilizzo dei minori nei confitti rappresenta una delle sei gravi violazioni a danno dei bambini in tempo di guerra identificate dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

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Aurora Mazzola

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Diritti Umani

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Iran Medio Oriente diritti dei bambini guerra in medio oriente diritto umanitario