Sempre più minori non accompagnati stanno arrivando nelle isole Canarie, ponendo il governo spagnolo in una situazione particolarmente complicata da gestire. Rispetto all’anno precedente, quest’anno, tra gennaio e luglio 2024, le isole hanno visto un aumento del 160% delle persone arrivate irregolarmente. Secondo il ministero dell’interno spagnolo e l’UNHCR, il numero delle persone si aggira intorno ai ventimila. Una buona parte è composta da minori non accompagnati, una categoria vulnerabile, e questo pone sulle spalle del governo delle Canarie un ulteriore peso: visto il flusso migratorio che ha caratterizzato il presente anno, oltre ai 5600 minorenni presenti, le autorità dell’arcipelago si aspettano che ne arrivino molti altri.
Le condizioni nelle isole e le politiche spagnole
Il grande flusso di migranti non maggiorenni e non accompagnati da un adulto è molto gravoso per le isole. Secondo la legge spagnola, infatti, mentre gli adulti sono sotto la tutela del governo centrale e quindi possono essere spostati tra le varie regioni del Paese, è la regione di arrivo dei minori che si deve occupare della loro protezione. Esiste un meccanismo di trasferimento verso altre regioni, ma è su base volontaria e non è obbligatoria per queste ultime. Tuttavia, vista l’ingente quantità di minori, le autorità dell’isola hanno dichiarato che è molto difficile occuparsi in modo consono di tutti loro. Il presidente delle isole Canarie, Fernando Clavijo, ha dichiarato che il numero di arrivi sarà “lo stesso o peggiore rispetto all’anno scorso” e che la situazione è “estrema”. Infatti, il 30 luglio 2024 il Forum dell’Immigrazione delle isole Canarie, composto da ONG locali e istituzioni locali e regionali, ha annunciato che avrebbe costituito un “Comitato di crisi” per cercare di aiutare i 5600 minori non accompagnati presenti sull’isola e i possibili arrivi futuri, favoriti anche dal clima estivo che rende il mare più calmo facilitando i viaggi. Il 95% sono ragazzi principalmente dai 12 ai 17 anni secondo le statistiche dell’isola di Tenerife. Il presidente ha inoltre affermato che l’arcipelago non ha abbastanza strutture per riuscire a prendersi cura di questa categoria vulnerabile, anche se le varie ONG stanno cercando di installare ulteriori campi e tende per offrire il supporto necessario. Ci sono centri in tutte le isole e a Gran Canaria, la principale, ci sono almeno 70 punti di accoglienza. Il presidente del governo locale dell’isola di Lanzarote, appartenente all’arcipelago, ha dichiarato un’“emergenza sociale” e firmato un decreto per poter rispondere più prontamente a una possibile crisi. Secondo l’ONG Samu Foundation, i centri già presenti nell’isola non rispettano le condizioni di base per proteggere i diritti dei migranti, dato che sono stati descritti come sovraffollati, sporchi e frequentemente infestati da insetti. Spesso ai minori non vengono nemmeno date lenzuola e anche il cibo risulta essere di scarsa qualità. Oltretutto, non sempre riescono a ricevere l’educazione e l’assistenza sanitaria a cui avrebbero diritto. Il governo spagnolo sta cercando una soluzione che possa alleviare la situazione nell’arcipelago, anche perché non è la prima volta che le Canarie si trovano sopraffatte dal flusso migratorio. L’attuale governo spagnolo aveva avanzato una proposta di legge che avrebbe reso obbligatoria la distribuzione dei minori non accompagnati nelle altre regioni del Paese, togliendo così una parte della responsabilità alle regioni di arrivo. Tuttavia, il 23 luglio 2024 la proposta è stata respinta in parlamento, a causa dei voti congiunti del partito conservatore Partito del Popolo, del partito separatista catalano e del partito di estrema destra Vox. Il presidente del governo Pedro Sanchez, appartenente al partito socialista PSOE, non si è dimostrato sorpreso del risultato.
Le Canarie inserite nel contesto delle tratte migratorie
Il governo spagnolo ha provato ad adottare questa proposta di legge come conseguenza delle richieste del governo locale delle Canarie di intervenire. Le isole Canarie sono una delle tratte principali attraverso la quale i migranti arrivano dall’Africa per raggiungere la Spagna. Grazie alla loro posizione di fronte al continente africano queste isole sono un punto strategico per l’arrivo dei migranti, diventando parte della rotta dell'Africa occidentale per raggiungere l’Europa. Le persone arrivano principalmente dal Senegal, dalla Mauritania e dal sud del Marocco. Quest'anno, la Mauritania è diventata il punto principale dal quale avvengono le partenze. I minori arrivano invece principalmente dal Senegal, dal Mali, dal Gambia, dal Marocco e dalla Mauritania. Questa rotta è la più pericolosa per raggiungere l’Europa poiché il numero di morti continua a crescere di anno in anno, seguita da quella mediterranea. Secondo un report stilato dalla ONG Ca-minando Fronteras, da gennaio ad aprile 2024 in media circa 33 persone sono morte ogni giorno. Le condizioni di viaggio dei migranti sono molto precarie, viste le piccole imbarcazioni che arrivano a trasportare centinaia di persone. Si conta che almeno 47 barche siano sparite in questo lasso di tempo e che nella rotta dalla Mauritania ci siano stati almeno 3.600 morti.
Oltre all’aumento di persone che provano ad arrivare in Europa attraverso le Canarie, gli ultimi tempi sono stati caratterizzati anche da un cambiamento demografico. Infatti, molte persone che partono sono donne e minori che scelgono di partire da soli, attirati dalla possibilità di poter ottenere un permesso di lavoro per supportare la famiglia.
L’Europa sta cercando di bloccare la situazione tramite accordi con Paesi terzi come il Marocco e il recente patto fatto a febbraio del 2024 con la Mauritania, continuando a perseguire le politiche di esternalizzazione delle migrazioni che l’UE ha adottato negli ultimi anni. L'accordo, che prevede 210 milioni di euro per evitare nuove partenze e andare a smantellare le reti dei trafficanti, non sta portando i risultati sperati dall’UE, visto il continuo flusso di persone e minori verso le Canarie, la cui situazione, dovuta anche al rifiuto della proposta di legge, non sembra migliorare.
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L'Autore
Angela Sartori
Angela Sartori si è laureata in Interdisciplinary Research and Studies on Eastern Europe (MIREES) presso l'Università di Bologna. Le tematiche che ha affrontato durante il suo corso di studi si sono concentrate principalmente sui fenomeni migratori e sulle problematiche legate alle minoranze etniche, nonché sulle relazioni lasciate dall'eredità sovietica in particolare in Ucraina, nella Federazione Russa e negli stati del Caucaso meridionale.
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