La guerra sottomarina rappresenta uno dei quattro pilastri principali del conflitto navale subacqueo, accanto alla guerra antisommergibile, alla guerra di mine e alle contromisure contro le mine. Essa coinvolge principalmente sottomarini nucleari, dotati di missili o armi nucleari e svariate tecnologie di rilevamento, per colpire sottomarini nemici, navi o obiettivi terrestri. I sottomarini, però, non sono solo strumenti di attacco, ma vengono impiegati anche per missioni di ricognizione, infiltrazioni di forze speciali, protezione delle task force o per negare agli avversari il controllo di aree strategiche del mare.
Il primo impiego efficace di sottomarini si deve ai tedeschi, che durante la Prima Guerra Mondiale utilizzarono i loro U-Boot contro le navi degli Alleati. Gli Alleati, consci della minaccia, avviarono una modernizzazione dei propri sottomarini, rendendoli più veloci e dotandoli di armamenti e tecnologie di rilevamento avanzate durante la Seconda Guerra Mondiale. In quel conflitto, i sottomarini assunsero anche ruoli umanitari e speciali, come il salvataggio di piloti abbattuti nel teatro del Pacifico contro il Giappone.
Oggi, la propulsione nucleare consente ai sottomarini di rimanere immersi per lunghi periodi e i progressi negli armamenti hanno portato a missili e siluri di estrema precisione e lungo raggio, in grado di colpire bersagli navali, sottomarini e terrestri. I sottomarini a missili balistici rappresentano una componente fondamentale della triade nucleare, accanto ai bombardieri strategici e ai missili balistici intercontinentali. Ma non sono gli unici attori in campo: i veicoli senza equipaggio (UUV e USV) stanno assumendo un ruolo sempre più centrale nelle operazioni marittime.
Gli UUV (Unmanned Underwater Vehicles) sono autonomi e progettati per una vasta gamma di missioni, dalla raccolta di informazioni alla caccia alle mine e all'esplorazione scientifica, fornendo una mappa dettagliata del fondale marino. Gli USV (Unmanned Surface Vehicles), invece, operano sulla superficie dell’acqua e possono essere impiegati in missioni di guerra, sorveglianza e ricognizione senza la necessità di equipaggio umano a bordo.
REPMUS 2024: Innovazione nella guerra marittima
Un evento cruciale per lo sviluppo di queste tecnologie è stata la recente esercitazione NATO REPMUS 2024 (Robotic Experimentation and Prototyping with Maritime Unmanned Systems), tenutasi in Portogallo. L’esercitazione ha coinvolto forze militari dei paesi membri della NATO e numerose aziende hi-tech, tra cui la Fincantieri, supportata dal Centro di Supporto e Sperimentazione Navale (CSSN) della Marina Italiana.
L’obiettivo dell’esercitazione è di testare sistemi autonomi senza equipaggio in scenari operativi reali, nonché le soluzioni tecniche più recentemente sviluppate per integrare e rendere interoperabili i sistemi di combattimento delle forze navali della NATO. Un esempio è il sistema di comando e controllo SADOC 4, che permette l’integrazione dei mezzi unmanned nazionali e della NATO, garantendo un flusso continuo di informazioni tattiche.
Uno degli elementi chiave testati è stato l'Unmanned Management System (UMS), ulteriormente aggiornato rispetto all’anno precedente e volto ad assicurare l'interoperabilità con altri sistemi attraverso nuovi protocolli come l'emergente STANAG 4817 della NATO e l'APP-11 per la guerra di mine navali. L’UMS è una piattaforma di gestione per il controllo di veicoli senza equipaggio, come droni e sottomarini, in grado di monitorare e coordinare le operazioni di più veicoli in sincronia, garantendo efficienza e sicurezza.
Uno dei veicoli unmanned testati di particolare rilievo è stato il drone di superficie SAND (Surface Advanced Naval Drone), un veicolo multiruolo impiegato in missioni di ricerca, soccorso e monitoraggio ambientale. Il SAND, in servizio già dal 2019, è stato anch’esso recentemente aggiornato con un sistema di Launch & Recovery (LARS) più avanzato, al fine di ottimizzare il dispiegamento dei veicoli autonomi sottomarini, rafforzando notevolmente le capacità di contrasto alle mine, le operazioni di guerra antisommergibile e la difesa delle infrastrutture critiche subacquee.
In conclusione, la guerra sottomarina ha assunto un ruolo strategico sempre più rilevante. Grazie a sottomarini nucleari sempre più sofisticati e al crescente utilizzo di veicoli senza equipaggio, la tecnologia marittima ha fatto passi da gigante, permettendo operazioni più efficaci, precise e sicure. Esercitazioni come la REPMUS 2024 dimostrano l’impegno della NATO nello sviluppare soluzioni innovative e integrate, capaci di affrontare le sfide del futuro in un ambiente multi-dominio, dove tecnologie autonome e umane lavorano fianco a fianco. La cooperazione tra forze militari e aziende leader come Fincantieri è fondamentale per garantire il continuo progresso delle tecnologie unmanned, rafforzando la sicurezza marittima globale e la capacità di affrontare minacce sempre più complesse
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L'Autore
Tabatha Ferrari
AUTRICE - ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI
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NATO testing underwater warfare submarines drones