La “lista nera” dell’ONU si arricchisce: inserito Israele per le violazioni contro i bambini

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  Giorgia Milan
  10 giugno 2024
  3 minuti

Ormai abbiamo perso il conto dei giorni che sono passati dall’inizio del conflitto tra Israele e Hamas. Abbiamo perso il conto dei giorni dall’inizio delle violazioni dei diritti dei bambini in queste zone.

Queste violazioni, tuttavia, non sono passate inosservate. L’ONU ha infatti avvisato che inserirà Israele e sembrerebbe anche Hamas nella “lista nera” allegata al rapporto annuale che documenta appunto le violazioni dei diritti umani dei bambini durante i conflitti armati (rapporto che verrà presentato al consiglio ONU il 14 giugno). La lista, purtroppo, si è allungata. Israele e Hamas sono in “ottima” compagnia: anche Russia, Isis, Al-Qaeda, Boko Haram, Afghanistan, Iraq, Myanmar, Somalia, Yemen e Siria fanno parte di questa lista.

Questa lista nera elenca coloro che sono impegnati “nell’uccisione e la mutilazione di bambini, lo stupro e altre forme di violenza sessuale perpetrate contro i bambini, gli attacchi a scuole, ospedali e persone protette”. Tutto ciò che Israele sta commettendo da mesi. Il rapporto sottolinea, inoltre, l'impatto devastante che il conflitto ha sulla salute mentale e fisica dei bambini, che spesso vivono in condizioni di estrema precarietà e insicurezza.

Essere inseriti nella lista nera delle Nazioni Unite comporta una serie di conseguenze diplomatiche e reputazionali. Sebbene non vi siano sanzioni immediate associate all'inserimento, la mossa può influenzare negativamente le relazioni internazionali di Israele. Inoltre, potrebbe portare a un aumento delle iniziative di monitoraggio e delle indagini internazionali sulle violazioni dei diritti umani nei territori occupati.

António Guterres - Segretario Generale delle Nazioni Unite - ha dunque chiamato l’Ambasciatore Israeliano presso le Nazioni Unite, S.E. Gilad Erdan venerdì 7 maggio e lo ha informato che quando leggerà la lista nera presente nel rapporto troverà anche il nome di Israele.

Inutile dire che i vertici israeliani si sono offesi. Non è tardata infatti la reazione del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, che ha definito "delirante" questa decisione, ha inoltre affermato che “l’ONU si è messa sulla lista nera della storia e che l’IDF è l’esercito più morale del mondo”.

Ed è proprio l’esercito più morale del mondo che continua a bombardare la Palestina, gli ospedali e le scuole. E' l’esercito più morale del mondo quello che sta deliberatamente affamando milioni di bambini. Ed è sempre l’esercito più morale del mondo che ha ucciso più di 15.500 bambini palestinesi.

Mentre i vertici israeliani si lamentano di questa decisione “immorale”, a Gaza i bambini continuano a morire. Ed è questo che a oggi deve essere inaccettabile: che bambini innocenti continuino a perdere la vita a causa della fame - 9 bambini palestinesi su 10 vivono in una condizione di estrema malnutrizione - e delle bombe. Quello che è inaccettabile è che innumerevoli bambini vengano privati della loro infanzia, dei loro sogni. Che vengano privati di una vita degna di essere vissuta.

Ciò che è necessario sottolineare è che inserire Israele - e presumibilmente Hamas - nella lista nera non riporterà in vita tutti i bambini uccisi fino a questo momento e non offrirà un supporto psicologico a quei bambini che, pur non avendo perso la vita, hanno perso molto di più.
Questo va pur sempre considerato come un passo avanti nel ritenere Israele responsabile dei suoi crimini, un segnale che parte dalla comunità internazionale. Tuttavia, ci dobbiamo impegnare di più per proteggere questi bambini. È un dovere.

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L'Autore

Giorgia Milan

Giorgia Milan, classe 1998, ha conseguito una laurea triennale in “scienze politiche, relazioni internazionali e governo delle amministrazioni”, con una tesi riguardo la condizione femminile in Afghanistan, e successivamente una laurea magistrale in “Human rights and multi-level governance”, con una tesi riguardo la condizione delle donne rifugiate nel contesto dell’attuale guerra Russo-Ucraina, il tutto presso l’Università degli studi di Padova.

I suoi interessi principali sono i diritti umani, in particolare i diritti delle donne. È proprio il forte interesse per questi temi che l’ha spinta a intraprendere un tirocinio universitario presso il Centro Donna di Padova, durante il quale ha avuto la possibilità di approcciarsi al mondo della scrittura e della creazione di contenuti riguardanti la violenza di genere e le discriminazioni.

In Mondo Internazionale Post Giorgia Milan è un'autrice per l'area tematica di Diritti Umani.

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Diritti Umani

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diritti dei bambini Palestina Israele ONU