Spesso capita di vedere in televisione, su giornali e riviste, oppure di sentire alla radio o dai social media, pubblicità di cibi pieni di grassi, zuccheri e sale. Di solito sono proprio le catene di fast food che utilizzano questo tipo di pubblicità per invogliare potenziali clienti a consumare nei loro ristoranti e molto spesso si tratta di cibi pieni di sale, troppo grassi per essere assimilati correttamente dall’organismo, e pieni di zuccheri, che danno un picco glicemico, ma poi rendono stanchi e svogliati.
Ma se gli adulti sanno distinguere consapevolmente cibi sani e junk food, i bambini e i ragazzini non hanno le capacità di distinguere cosa è bene mangiare e cosa no, cosa si può definire sano e cosa no.
Agli occhi dei più piccoli il cioccolato, i cibi dolci, i fritti sono delle infinite fonti di piacere per le papille gustative e se ci sono regalini o i personaggi dei cartoni animati preferiti sulla confezione li preferiscono ancora di più. A volte sono proprio i più piccoli che, vedendo queste pubblicità, chiedono ai genitori di comprarli, ed ecco che il tasso di sovrappeso e obesità minorile è salito notevolmente negli ultimi anni.
Un'indagine presentata al congresso della European Association for the Study of Obesity (EASO), svoltosi nei giorni scorsi a Istanbul, aiuta a capire perché sia così importante evitare di esporre i più piccoli e gli adolescenti alla pressione della pubblicità e di tutte le strategie studiate per indurli ad acquistare cibo spazzatura.
Il junk food, con slogan orecchiabili e confezioni accattivanti, fa breccia nelle menti dei più piccoli e li induce a ricercare alimenti che non saziano ma che sono ricchi di sostanze dannose per un organismo ancora in formazione come quello di bambini e adolescenti.
Una ricerca dell’Università di Liverpool “ha coinvolto 240 bambini di età compresa tra 7 e 15 anni, provenienti da diverse scuole del Merseyside, nel Regno Unito. I partecipanti sono stati esposti, in due diverse occasioni, a cinque minuti di pubblicità di alimenti ricchi di grassi saturi, zuccheri e/o sale, attraverso quattro diversi tipi di media: televisione, social media, radio e cartelloni pubblicitari. Dopo l’esposizione, è stato misurato il consumo di spuntini e pranzi, insieme a parametri come altezza e peso per calcolare l’indice di massa corporea (BMI) dei bambini”. È emerso che dopo la pubblicità non solo il numero di spuntini, cibi grassi, dolci e sale è aumentato notevolmente e con conseguenze disastrose per l'organismo, ma l’indice di massa corporea di molti partecipanti allo studio è anche risultato seriamente fuori norma.
Da ciò emerge che i più piccoli, vedendo anche solo pochi minuti di pubblicità di alimenti pieni di grassi, sale e zuccheri ma molto invitanti e magari contornati da personaggi di cartoni animati, tendono a farsi influenzare e desiderare quel genere di alimentazione, trascurando quante calorie ha quel cibo, e i possibili danni che questo cibo può causare al loro organismo in futuro.
Quello che un bambino pensa è solo quanto gli farebbe piacere mangiare spuntini, pizzette, hamburgers, patatine e ogni genere di cibo poco sano, quello che interessa è colmare il bisogno di mangiare un dato cibo solo perchè visto in televisione o sui social media.
Molti genitori affermano di subire pressioni dai figli per comprare junk food, ma del resto la pubblicità di cibi poco sani è praticamente dappertutto, non solo più in tv ma anche sui social e anche su giochi online, molto apprezzati e conosciuti dai più piccoli. A forza di vedere una data pubblicità è naturale che una ragazzina o un ragazzino voglia provare le ultime novità in campo alimentare, che si tratti di una pizza o di un hamburger o di un pacchetto di caramelle colorate che promettono ingredienti naturali quando in realtà sono ricche di zuccheri e sostanze chimiche potenzialmente dannose per l’organismo.
E proprio su questo puntano i produttori di junk food: slogan accattivanti, musichette orecchiabili, una grafica colorata con personaggi dei cartoni animati o i personaggi delle serie tv più amate e seguite dai giovanissimi. Tutto è studiato per spingere sempre di più all’acquisto e al consumo di quel tipo di cibo.
A farne le spese sono proprio i più giovani, che rischiano di andare incontro a problemi di sovrappeso e obesità e molte atre patologie legate a un’alimentazione sbagliata. I più colpiti sono minori delle fasce più deboli della popolazione, i cui genitori spesso non possono permettersi i cibi più sani.
In conclusione, per far fronte al desiderio di bambini e ragazzini di consumare sempre più junk food sono importanti le campagne che vogliono limitare le pubblicità di cibi grassi, troppo zuccherosi o salati, e servirebbe inoltre una maggiore educazione alimentare nelle scuole e un aiuto alla popolazione più in difficoltà per comprare cibi sani e bilanciati nutrizionalmente.
Mondo Internazionale APS - Riproduzione Riservata ® 2026
Condividi il post
L'Autore
Valeria Fraquelli
Mi chiamo Valeria Fraquelli e sono nata ad Asti il 19 luglio 1986. Ho conseguito la Laurea triennale in Studi Internazionali e la Laurea Magistrale in Scienze del governo e dell’amministrazione presso l’Università degli Studi di Torino. Ho anche conseguito il Preliminary English Test e un Master sull’imprenditoria giovanile; inoltre ho frequentato con successo vari corsi post laurea.
Mi piace molto ascoltare musica in particolare jazz anni '20, leggere e viaggiare per conoscere posti nuovi ed entrare in contatto con persone di culture diverse; proprio per questo ho visitato Vienna, Berlino, Lisbona, Londra, Malta, Copenhagen, Helsinki, New York e Parigi.
La mia passione più grande è la scrittura; infatti, ho scritto e scrivo tuttora per varie testate online tra cui Mondo Internazionale. Ho anche un mio blog personale che tratta di arte e cultura, viaggi e natura.
La frase che più mi rappresenta è “Volere è potere”.
Categorie
Ambiente e Sviluppo Sconfiggere la povertà Salute e Benessere Lavoro dignitoso e crescita economica Ridurre le disuguaglianze Città e comunità sostenibili Consumo e produzione responsabili Lotta contro il cambiamento climatico
Tag
junk food Social Media pubblicità televisione Internet giornali grassi zucchero sale