La pubblicità di junk food spinge i ragazzi alla cattiva alimentazione

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  Valeria Fraquelli
  12 June 2026
  4 minutes, 24 seconds

Spesso ci capita di vedere in televisione oppure di vedere pubblicate su giornali e riviste, di sentire alla radio ma anche sui social media, pubblicità di cibi pieni di grassi, zuccheri e sale. Di solito sono proprio le catene di fast food che utilizzano questo tipo di pubblicità per invogliare i potenziali clienti a consumare nei loro ristoranti e molto spesso si tratta di cibi veramente pieni di sale, troppo grassi per essere assimilati correttamente dal nostro organismo, zuccheri che ci danno un picco glicemico e poi ci rendono stanchi e svogliati.

Ma la questione é che gli adulti hanno la possibilità di scegliere, sanno distinguere da soli tra cibi sani e junk food mentre i bambini e i ragazzini non hanno le capacità di distinguere cosa é bene mangiare e cosa no, cosa si può definire sano e cosa no.

Agli occhi dei più piccoli il cioccolato, i cibi dolci, i fritti sono delle infinite fonti di piacere per le papille gustative e se ci sono regalini o personaggi dei cartoni animati preferiti sulla confezione é ancora meglio. A volte sono i più piccoli che vedono la pubblicità dei loro cibi preferiti e chiedono ai genitori di comprarli, ed ecco che il tasso di sovrappeso e obesità minorile é salito tantissimo negli ultimi anni.

Un'indagine presentata al congresso della European Association for the Study of Obesity (EASO), svoltosi nei giorni scorsi a Istanbul, aiuta a capire perché sia così assolutamente importante evitare di esporre i più piccoli e gli adolescenti alla pressione della pubblicità e di tutte le strategie studiate per indurli ad acquistare cibo spazzatura.

Il cibo spazzatura con slogan orecchiabili e confezioni accattivanti, magari con l’aggiunta di personaggi dei cartoni animati, fanno breccia nelle menti dei più piccoli e li induce a ricercare alimenti che non saziano ma sono solo ricchi di sostanze dannose per un organismo ancora in formazione come quello di bambini e adolescenti.

Una ricerca dell’Università di Liverpool “ha coinvolto 240 bambini di età compresa tra 7 e 15 anni, provenienti da diverse scuole del Merseyside, nel Regno Unito. I partecipanti sono stati esposti, in due diverse occasioni, a cinque minuti di pubblicità di alimenti ricchi di grassi saturi, zuccheri e/o sale, attraverso quattro diversi tipi di media: televisione, social media, radio e cartelloni pubblicitari. Dopo l’esposizione, è stato misurato il consumo di spuntini e pranzi, insieme a parametri come altezza e peso per calcolare l’indice di massa corporea (BMI) dei bambini” ed é emerso che dopo la pubblicità non solo il numero di spuntini, cibi grassi, dolci e sale é aumentato davvero tanto con conseguenze davvero disastrose sull'organismo ma l’indice di massa corporea di molti partecipanti allo studio è risultato seriamente fuori norma.

Basta che i ragazzini vedano pochi minuti di pubblicità di alimenti pieni di grassi, sale e zuccheri ma molto invitanti e magari contornati da personaggi di cartoni animati ed ecco che vogliono anche loro quel genere di alimentazione e non si curano certo di quante calorie ha quel cibo, non pensano che magiare in quel modo tutti i giorni provocherà danni al loro organismo in futuro.

Quello che ogni bambino pensa è solo quanto gli farebbe piacere mangiare spuntini, pizzette, hamburgers, patatine e ogni genere di cibo poco sano, quello che interessa è colmare il bisogno di mangiare un dato cibo solo perchè visto in televisione o sui social media.

Molti genitori dicono di subire pressioni dai figli per comprare junk food, ma del resto la pubblicità di cibi poco sani è praticamente dappertutto non solo più in tv ma anche sui social e anche su giochi on line molto apprezzati e conosciuti dai più piccoli. A forza di vedere una data pubblicità è naturale che una ragazzina o un ragazzino voglia provare le ultime novità in campo alimentare, che si tratti di una pizza o di un hamburger o ancora un pacchetto di caramelle colorate che promettono solo ingredienti naturali quando in realtà sono ricche di zuccheri e sostanze chimiche potenzialmente dannose per l’organismo.

E proprio su questo puntano i produttori di junk food, degli slogan accattivanti, musichette orecchiabili, una grafica colorata con personaggi dei cartoni animati e magari i personaggi delle serie tv più amate e seguite dai giovanissimi, tutto è studiato per spingere sempre di più all’acquisto e al consumo di quel tipo di cibo. A farne le spese sono proprio i più giovani che rischiano di andare incontro a problemi di sovrappeso e obesità e mole atre patologie legate proprio a un’alimentazione sbagliata. E i più colpiti sono minori delle fasce più deboli della popolazione i cui genitori spesso non possono permettersi i cibi più sani.

In conclusione, possiamo dire che per mantenere bambini e ragazzini lontano dal junk food vanno bene le campagne che vogliono limitare le pubblicità di cibi grassi, troppo zuccherosi o salati ma servirebbe anche una maggiore educazione alimentare nelle scuole e un aiuto alla popolazione più in difficoltà per comprare cibi sani e bilanciati nutrizionalmente.

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L'Autore

Valeria Fraquelli

Mi chiamo Valeria Fraquelli e sono nata ad Asti il 19 luglio 1986. Ho conseguito la Laurea triennale in Studi Internazionali e la Laurea Magistrale in Scienze del governo e dell’amministrazione presso l’Università degli Studi di Torino. Ho anche conseguito il Preliminary English Test e un Master sull’imprenditoria giovanile; inoltre ho frequentato con successo vari corsi post laurea.

Mi piace molto ascoltare musica in particolare jazz anni '20, leggere e viaggiare per conoscere posti nuovi ed entrare in contatto con persone di culture diverse; proprio per questo ho visitato Vienna, Berlino, Lisbona, Londra, Malta, Copenhagen, Helsinki, New York e Parigi.

La mia passione più grande è la scrittura; infatti, ho scritto e scrivo tuttora per varie testate online tra cui Mondo Internazionale. Ho anche un mio blog personale che tratta di arte e cultura, viaggi e natura.

La frase che più mi rappresenta è “Volere è potere”.

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