L'ombra del Dragone nel "Cortile di Casa" : la "Dottrina Monroe 2.0"

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  Bianca Colli
  20 maggio 2026
  3 minuti, 47 secondi

Introduzione

Per oltre due secoli, la Dottrina Monroe è stata il pilastro della politica estera americana. Tale filosofia è un prodotto del Presidente statunitense James Monroe che, nel settimo messaggio annuale al Congresso, il 2 dicembre 1823, lanciò un avvertimento alle potenze europee. Infatti, secondo il Presidente Monroe, le monarchie dell’Europa dovevano comprendere che il ruolo degli Stati Uniti sulla scena internazionale stava cambiando e che, d’ora in avanti, l’emisfero occidentale diventava sfera d’interesse di Washington. Le pretese coloniali degli europei nel continente americano non potevano essere più tollerate in quanto quella diventava una zona esclusiva per gli americani per proiettare i loro interessi. A partire dal confine Sud degli USA, iniziava il cosiddetto Cortile di casa” (USA’s backyard), alla luce del quale il governo americano sentiva di poter giustificare interventi e incursioni attraverso tutta l’America Centrale e i Caraibi fino all’America Latina.

L’approccio della dottrina Monroe non è sempre stato regolare, ovvero non si trattava di una strategia costante nella politica di Washington, eppure, è sempre rimasta lì. E oggi, in uno scenario geopolitico completamente diverso da quello delle potenze coloniali europee del XIX secolo, sembra essere tornata alla ribalta.

La strategia della Via della Seta : la Cina in America Latina

Oggi, nel 2026, il "cortile di casa" degli Stati Uniti non è più un'area a trazione esclusiva a stelle e strisce, ma il principale teatro di una guerra fredda economica tra Washington e Pechino. Se la vecchia dottrina doveva far fronte ai vascelli coloniali degli europei, la nuova “Dottrina Monroe 2.0” deve scontrarsi con le sfide del XXI secolo. Non ci sono truppe coloniali, ma ingegneri e capitali.

L’ambiziosissimo progetto cinese della “Belt and Road Initiative” (BRI), la nuova Via della Seta, non ha escluso l’area dei Caraibi : ad oggi, ben quindici Paesi del CARICOM, organizzazione intergovernativa fondata nel 1973 per promuovere l’integrazione economica e cooperativa tra i Paesi dei Caraibi, hanno aderito al progetto di Pechino. Antigua e Barbuda, Giamaica, Guyana e Dominica sono adesso partner commerciali della Cina : nel 2013, le importazioni dalla Cina in queste aree ammontavano a 4.2 miliardi di dollari.

Le mire di Pechino non si limitano al commercio, ma si estendono anche sul campo finanziario. I flussi di capitali dalla Cina sono i benvenuti nei Paesi dei Caraibi. Lo stock di investimenti diretti esteri (IDE) dalla Cina diretti ai Caraibi ammontavano, nel 2012 (l’ultimo anno per il quale si hanno dati disponibili), a 62,1 miliardi di dollari. Buona parte di questo stock era destinato ai paradisi fiscali delle Isole Vergini Britanniche o delle Isole Cayman.

La Cina è attiva anche nel finanziamento di progetti infrastrutturali : tra il 2005 e il 2012, la China Development Bank ha prestato 4 miliardi di dollari alle Bahamas e alla Giamaica, indirizzati alla costruzione di strade, casinò e alla ricostruzione del litorale.

Il ritorno di Washington : diplomazia e reshoring

Logicamente, la risposta del governo americano non si è fatta attendere. Nel corso degli ultimi anni, Washington si è trovato a dover rispolverare una logica da Guerra Fredda, una dottrina Monroe adattata alla necessità dei tempi.

La strategia si basa sul “near-shoring”, ovvero riportare la produzione manifatturiera dall’Asia verso Paesi vicini, quali il Messico e il resto dell’America centrale.

Gli obiettivi americani sono chiari : ridurre la dipendenza dalla Cina, e quindi garantirsi una propria “supply chain” sicura e a portata di mano; nonché tentare di offrire ai paesi vicini un’alternativa ai prestiti provenienti da Pechino.

Conclusione : un continente, due padroni?

Quello che il continente americano rischia, nel 2026, è la sua frammentazione. I Paesi dell’America Caraibica e Latina si trovano sospesi tra due fuochi con la necessità di imparare come destreggiarsi tra Cina e Stati Uniti.

La battaglia per i Caraibi e l'America Latina non è solo una disputa commerciale; è il test definitivo per capire se gli Stati Uniti sono ancora in grado di proiettare la propria egemonia sul proprio emisfero o se la Dottrina Monroe è destinata a diventare un cimelio del passato.

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Bianca Colli

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America del Nord

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