Il 22 maggio Città del Messico ha ospitato un vertice di alto livello, che ha visto l’incontro della Presidente Claudia Sheinbaum con una grande rappresentanza dell’Unione Europea, tra cui la guida della Commissione Ursula von der Leyen, l’Alto rappresentante per gli affari esteri Kaja Kallas ed il Presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa.
La grande delegazione europea era presente per firmare il primo accordo commerciale tra Messico ed Unione Europea in oltre vent’anni: l’ultimo accordo, che ancora regolava i rapporti commerciali tra le due economie, risaliva al 2000, risultando non adatto quindi a sostenere le relazioni economiche in un contesto globale profondamente mutato.
Le due componenti dell’accordo
Il nuovo sistema di regolazione dei rapporti commerciali tra Unione Europea e Messico si compone di due accordi distinti: l’Accordo Globale Modernizzato (MGA, dalla sigla inglese) e l’Accordo commerciale ad interim (iTA). L’obiettivo dei due accordi è quello di rafforzare il commercio tra le due parti, rimuovendo soprattutto le alte tariffe sulle esportazioni agroalimentari europee verso il Messico; d'altra parte i Paesi UE potranno accedere con maggiore facilità ai mercati messicani per l’acquisto di materiali critici fondamentali nell’industria green e per la tecnologia di alto livello, tramite l’eliminazione di restrizioni sulle esportazioni di materie prime strategiche verso l’UE. Gli accordi prevedono inoltre incentivi anche per il commercio di prodotti farmaceutici e dell’industria automobilistica, tra i settori in maggiore crescita in Messico. Il nuovo accordo facilita inoltre gli investimenti delle compagnie europee nel territorio messicano, aprendo una nuova era di esportazione di servizi europei nella regione.
L’incontro ha offerto anche lo spazio per discutere dell’Agenda di investimenti europei Global Gateway in Messico: il budget destinato al Messico ammonta nel 2026 a 5 miliardi di euro, e prevede investimenti soprattutto nel settore delle infrastrutture e dei trasporti, e nella promozione della produzione di energia rinnovabile, rappresentando un’opportunità ancora più importante per le compagnie europee tramite l’apertura del Messico agli investimenti stranieri dall’UE.
Le opportunità offerte dal nuovo accordo sono fondamentali per ampliare una partnership commerciale già di grande importanza: per il Messico, l’Unione Europea è il terzo maggiore partner commerciale, oltre che il secondo mercato per le esportazioni, per un valore di quasi 35 miliardi di euro. Inoltre, il mercato europeo dei servizi in Messico ammonta a circa 20 miliardi di euro: una cifra destinata ad aumentare attraverso le misure previste dai nuovi accordi.
La strategia geopolitica di Messico e Unione Europea
L’MGA e l’iTA arrivano in un momento significativo nella ridefinizione degli equilibri commerciali in America: mentre lo scorso primo maggio l’accordo di libero scambio tra i Paesi del Mercosur e l’Unione Europea è entrato in vigore dopo anni di negoziazioni, nel mese di giugno Canada, Messico e Stati Uniti hanno portato avanti trattative riguardo il futuro dell’accordo di libero scambio tra le maggiori economie americane, il cui rinnovo è stato messo a rischio dalle critiche portate avanti dal Presidente Donald Trump, che ha accusato l’accordo di essere particolarmente sfavorevole per gli Stati Uniti.
Per queste ragioni, la firma dell’accordo tra Messico e UE non costituisce solo una mossa commerciale, ma anche una dichiarazione strategica: per il Messico è infatti fondamentale ridurre la storica dipendenza economica dagli Stati Uniti, che assorbono circa l’80% delle esportazioni del Paese. Attraverso il nuovo accordo, il Messico cerca di stabilizzare soprattutto il settore automobilistico e ingegneristico. Anche l’Unione Europea cerca, attraverso l’accordo, di raggiungere lo stesso obiettivo di riduzione della dipendenza dagli Stati Uniti, a causa del deterioramento delle relazioni commerciali con il secondo mandato presidenziale di Trump.
Tra gli obiettivi comuni di Messico e UE non c’è solo ridimensionare il ruolo di Washington, ma anche fermare l’avanzata di Pechino. Negli ultimi anni la Cina ha infatti sviluppato una strategia economica con il Messico che ha reso il gigante asiatico il secondo maggior partner commerciale dell’emergente economia americana; ma la Cina ha avviato anche un piano di investimenti diretti, attraverso il quale ha realizzato una sviluppata industria manifatturiera sul territorio messicano, portando avanti una politica di nearshoring che consente non solo alla Cina di raggiungere facilmente i mercati statunitensi, ma anche di aggirare i dazi statunitensi sulle importazioni dalla Cina, realizzando una complessa triangolazione dei prodotti attraverso il Messico.
Per il governo di Città del Messico, la sottoscrizione dell’accordo con Bruxelles non è solo un ulteriore tentativo di dimostrare l’autonomia politica del Paese nei confronti degli Stati Uniti, ma anche di differenziare ulteriormente la propria rete di alleanze commerciali, riducendo il peso delle due potenze economiche mondiali nel Paese.
Anche per l’Unione Europea l’accordo è un tentativo di ridurre la dipendenza dei mercati europei da Pechino, soprattutto nel settore delle terre rare e delle materie prime critiche, settori strategici, ma le cui importazioni provengono quasi completamente dalla Cina. Il nuovo accordo con il Messico consentirà invece all’UE di ridurre le importazioni cinesi proprio grazie a prezzi agevolati per le compagnie europee, rafforzando un mercato già particolarmente importante tra le due sponde dell’Atlantico. Inoltre, per la politica estera europea, la firma dell’accordo con i Paesi del Mercosur, seguita dal nuovo accordo con il Messico, fa parte di una rinnovata spinta diplomatica per rafforzare la presenza europea in America Latina, una delle regioni più importanti per l’economia UE, e che ha assistito negli ultimi anni ad una progressiva espansione dell’influenza cinese, caratterizzata da un maggiore investimento politico, oltre che dalla realizzazioni di infrastrutture e mega progetti attraverso la Belt and Road Initiative.
In un contesto globale frammentato dal ritorno del protezionismo e dalla rivalità tra Washington e Pechino, l’asse siglato il 22 maggio traccia una via alternativa per il commercio internazionale. Per il Messico della Presidente Sheinbaum, l’intesa con l’UE rappresenta un’assicurazione contro le incertezze dell'USMCA e la trappola della triangolazione cinese. Per Bruxelles, è un passo concreto verso la sovranità industriale nell'approvvigionamento di materie prime critiche. UE e Messico dimostrano che, in un mondo multipolare, la vera sicurezza economica si costruisce diversificando i partner e investendo in alleanze paritarie e pragmatiche.
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