Il 30 giugno la Commissione europea ha annunciato il raggiungimento di un nuovo accordo di principio per le relazioni commerciali con l’Ucraina, dopo quasi un mese di negoziazioni successive alla scadenza, lo scorso 5 giugno 2025, delle precedenti Misure Commerciali Autonome. Queste erano state introdotte in via eccezionale a seguito dello scoppio della guerra.
L’accordo deve essere ancora finalizzato nei dettagli tecnici e l’adozione finale sarà decisa dal Consiglio di Associazione tra UE e Ucraina. L’ottimismo di Maroš Šefčovič, Commissario per il Commercio, e di Christophe Hansen, Commissario per l’Agricoltura, riguardo al nuovo sistema commerciale non è stato condiviso da Vitalii Koval, Ministro dell’Agricoltura ucraino, che, insieme ad altre figure istituzionali, supportava invece il mantenimento del libero accesso dei beni ucraini al mercato europeo.
Le misure precedenti avevano introdotto una piena liberalizzazione commerciale tra Ucraina e UE, tramite l’eliminazione di tariffe e quote di importazione sui prodotti agricoli ucraini nei Paesi UE. L’introduzione delle Misure Commerciali Autonome ha avuto un impatto considerevole sull’Ucraina, che, in seguito al blocco delle rotte sul Mar Nero causato dalla presenza di mine navali, ha potuto contare sulle esportazioni via terra verso l'Europa.
Dal 2022, l’Unione Europea è diventata il principale partner commerciale dell’Ucraina, rappresentando oltre il 50% dello scambio di merci del Paese, con un volume che nel 2024 ha raggiunto i 67,2 miliardi di euro. L’apertura del mercato europeo ha quindi costituito un supporto essenziale per l’economia ucraina, soprattutto considerando che, secondo i dati del 2024, i Paesi europei ricevono il 60% dell'export complessivo ucraino, mentre l’Ucraina rappresenta appena l’1,3% degli scambi totali di merci all'interno del mercato europeo.
Il libero commercio ha avuto un ruolo rilevante nel sostenere l’economia ucraina e lo sforzo bellico durante i tre anni del conflitto. Secondo fonti ucraine, la reintroduzione di tariffe e quote sulle importazioni potrebbe avere conseguenze dirette sulla capacità di supportare economicamente la difesa dei territori occupati, stimando una perdita di circa 3 miliardi di euro all’anno in mancati ricavi dalle esportazioni. Ciò comporterebbe una riduzione dell’1% del PIL del Paese, che si sommerebbe alle già ingenti perdite economiche legate all’occupazione e alla distruzione causate dall’esercito russo.
Il nuovo accordo porterà alla reintroduzione delle tariffe commerciali, secondo quanto previsto dagli accordi precedenti all’adozione delle misure speciali nel 2022. Tuttavia, alcuni prodotti manterranno un regime di liberalizzazione, mentre per altri è previsto un aumento delle quote di importazione nei Paesi europei, consentendo così il mantenimento di alcune agevolazioni commerciali per l’Ucraina. La Commissione europea ha rivisto gli accordi per tutelare i mercati agricoli interni, rispondendo alle forti pressioni politiche da parte degli Stati membri, preoccupati per le conseguenze a lungo termine e per la competitività dei prodotti agricoli ucraini nei mercati nazionali. Queste misure non sono state accolte con favore da diversi Paesi europei, in particolare Polonia, Romania, Slovacchia e Ungheria, che già dal 2023 avevano annunciato un blocco unilaterale delle importazioni di prodotti agricoli ucraini, considerati eccessivamente competitivi per le loro economie. Durante le trattative sui nuovi accordi commerciali, questi Stati avevano invece sostenuto una posizione più restrittiva, favorevole al ripristino delle tariffe e delle quote in vigore prima del 2022.
I nuovi accordi tengono però in considerazione la sensibilità dei mercati, soprattutto per quanto riguarda i prodotti agricoli: per le categorie considerate più rilevanti, come grano e uova, sono previsti aumenti molto contenuti nelle quote di importazione, a differenza di altri prodotti che hanno invece ottenuto il mantenimento della piena liberalizzazione, poiché considerati meno critici per la stabilità del mercato. Gli accordi prevedono inoltre la possibilità di attivare un meccanismo di salvaguardia, che consenta l’adozione di misure di contenimento delle importazioni nel caso in cui queste causino effetti negativi sull’economia di una delle due parti. La nuova cornice di cooperazione commerciale supporta anche l’integrazione del mercato ucraino con quello dell’Unione europea, attraverso il progressivo allineamento della produzione ucraina agli standard europei, il cui completamento è previsto per il 2028.
Le trattative commerciali avvengono in un momento particolarmente delicato per l’Ucraina: l’escalation del conflitto in Medio Oriente ha spostato l’attenzione internazionale dalla guerra con la Russia, che ha colto l’opportunità per lanciare la più grande offensiva aerea dall’inizio delle ostilità, con oltre 500 attacchi nella notte tra il 28 e il 29 giugno. Lo stallo delle trattative proposte dal Presidente statunitense Trump per mediare una risoluzione del conflitto, il blocco della spedizione di munizioni americane al fronte ucraino e la progressiva riduzione della solidarietà europea potrebbero aver incentivato l’offensiva russa, alimentata dalla percezione di una maggiore vulnerabilità e un minore supporto internazionale alla difesa ucraina. La cessazione del libero commercio con l’Unione Europea potrebbe essere letta dal Cremlino come un ulteriore segnale di distacco europeo dal supporto alla difesa del Paese.
Tuttavia, resta forte l’impegno, sia del governo di Kiev sia di quelli dei Paesi europei, a sostenere l’adesione dell’Ucraina all’UE, anche tramite il rafforzamento della competitività economica. La fine del libero scambio rappresenta un’opportunità per l'economia ucraina di diversificarsi e ampliarsi, liberandosi da un’eccessiva dipendenza dai mercati europei, maturata soltanto in seguito allo scoppio del conflitto. Tale dipendenza ha progressivamente reso il Paese vulnerabile ai cambiamenti nella volontà politica degli Stati membri, come dimostrato nel 2023 dai blocchi commerciali e stradali imposti dalla Polonia contro le esportazioni ucraine.
Gli accordi raggiunti a giugno aprono una nuova fase nei rapporti UE-Ucraina, in un contesto segnato da profondi cambiamenti nello scenario internazionale, che pongono sfide significative all’esecutivo di Kiev. Il governo ucraino dovrà riuscire a ristrutturare le esportazioni e, allo stesso tempo, affrontare le crescenti offensive russe, contando su un supporto internazionale sempre più ridotto.
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L'Autore
Cristel Vinciguerra
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