The Gaza Humanitarian Foundation

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  Wiam Kessab
  30 giugno 2025
  3 minuti, 12 secondi

La Gaza Humanitarian Foundation (GHF) è un’organizzazione incaricata di gestire la distribuzione di cibo e aiuti umanitari all’interno della Striscia di Gaza. Essa ha sostituito il sistema precedente, gestito da numerose ONG internazionali e dall’ONU. Questa trasformazione ha portato alla creazione di pochi grandi centri di distribuzione al posto dei numerosi punti capillari utilizzati in passato, con l’obiettivo dichiarato di migliorare la gestione degli aiuti.

Il nuovo sistema ha però modificato in modo significativo la modalità di accesso agli aiuti da parte della popolazione palestinese. Mentre prima gli aiuti arrivavano attraverso reti umanitarie diffuse, per ricevere beni essenziali come cibo, acqua e medicinali, ora migliaia di persone si trovano costrette a spostarsi verso poche aree selezionate. Questa situazione ha generato grandi assembramenti, aumentando i rischi per la sicurezza dei civili e creando lunghe attese che possono durare intere giornate.

La GHF si avvale anche della collaborazione di società di sicurezza private, incaricate di garantire l’ordine nei pressi dei centri, mentre le forze armate controllano le aree circostanti. Questo ha sollevato interrogativi sulla gestione delle operazioni umanitarie in contesti militarizzati, con l’attenzione posta sulla necessità di garantire che l’accesso agli aiuti avvenga in modo sicuro e dignitoso per tutte le persone coinvolte.

Alcune organizzazioni umanitarie hanno evidenziato il rischio che la fame possa diventare uno strumento di pressione, vincolando l’accesso al cibo a spostamenti forzati e a condizioni di sicurezza complesse. È emerso anche il timore che i centri possano trasformarsi in zone altamente controllate, con l’uso di tecnologie biometriche per identificare chi accede agli aiuti, sollevando questioni relative al rispetto della privacy e alla libertà di movimento della popolazione.

La trasparenza della Gaza Humanitarian Foundation è un altro elemento che ha attirato l’attenzione di analisti e osservatori. Nonostante l’intenzione di fornire un sistema efficiente di distribuzione, alcuni si interrogano sulla reale capacità operativa e organizzativa della fondazione, data la sua recente costituzione e le dimensioni della crisi umanitaria nella Striscia. La gestione di milioni di pasti e di carichi di medicinali richiede una logistica avanzata e fondi consistenti, con necessità di coordinamento tra diversi attori internazionali, autorità locali e popolazione civile.

Un aspetto cruciale riguarda i principi umanitari di imparzialità, neutralità e indipendenza, considerati essenziali per garantire che gli aiuti raggiungano chi ne ha bisogno senza discriminazioni e senza diventare strumenti di controllo politico. Diverse organizzazioni hanno ribadito l’importanza che le operazioni umanitarie non siano condizionate da dinamiche militari e che venga garantito un accesso sicuro e ininterrotto agli aiuti, soprattutto per le fasce più vulnerabili della popolazione, come bambini, anziani e malati.

La creazione della GHF segna un cambiamento significativo nella gestione degli aiuti umanitari a Gaza, aprendo un dibattito sulla ricerca di un equilibrio tra la necessità di sicurezza e il rispetto dei diritti umani, in un contesto già segnato da una crisi alimentare grave e persistente. Mentre alcuni vedono in questa organizzazione una possibilità di centralizzare e potenziare la distribuzione, altri temono che il sistema possa limitare l’azione delle agenzie umanitarie indipendenti, riducendo lo spazio di intervento delle ONG storicamente attive nella Striscia.

In un momento in cui la popolazione civile affronta quotidianamente difficoltà legate alla scarsità di risorse, alla disoccupazione diffusa e alle conseguenze di un conflitto prolungato, garantire un flusso costante e sicuro di aiuti umanitari rimane una priorità assoluta. La sfida sarà assicurare che ogni intervento rispetti i principi di umanità e risponda alle reali necessità della popolazione, evitando che l’accesso al cibo e all’acqua diventi un ulteriore fattore di sofferenza per chi già vive in una situazione di estrema fragilità.


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L'Autore

Wiam Kessab

IT

Wiam Kessab, classe 2001, ha conseguito la laurea triennale presso la Fondazione UniverMantova in mediazione linguistica; lingue per le relazioni internazionali.

Attualmente sta frequentando il corso di laurea magistrale in relazioni internazionali e diplomazia, curriculum in diritto internazionale ed economia presso l’Università degli studi di Padova.

Durante i suoi studi ha sviluppato un forte interesse sia per le relazioni internazionali che per le lingue.

Attualmente è autrice di Mondo internazionale Post per "Società e Legge".

EN

Wiam Kessab, born in 2001, graduated from the Fondazione UniverMantova in language mediation; languages for international relations.

She is currently attending the Master's degree course in international relations and diplomacy, curriculum in international law and economy at the University of Padua.

During her studies, she developed a strong interest for the international relations and languages.

She is currently author of International World Post for 'Society and Law'.



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