The Voice of Hindi Rajab

Politica e Denuncia

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  Jacopo Cantoni
  09 settembre 2025
  2 minuti, 29 secondi

Si è appena conclusa la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2025, un’edizione segnata non solo dal cinema ma anche da un forte impegno civile. Il Lido si è trasformato in un palcoscenico di riflessione politica, con manifestazioni, appelli e prese di posizione che hanno accompagnato le proiezioni e reso questa edizione una delle più politicizzate degli ultimi anni.

Accanto alle grandi anteprime e al ritorno di autori e autrici affermati, molti titoli hanno affrontato questioni urgenti, spesso legate ai conflitti e ai diritti umani. Tra questi, il film che più ha colpito pubblico e critica è stato The Voice of Hind Rajab, diretto dalla regista tunisina Kaouther Ben Hania.

Una memoria viva che non lascia spazio al dubbio e che colpisce con forza proprio perché reale. Il film racconta la storia vera della bambina palestinese Hind Rajab, rimasta intrappolata in un’auto crivellata di colpi durante un bombardamento a Gaza nel gennaio 2024, accanto ai corpi senza vita della sua famiglia. Attraverso la registrazione autentica delle telefonate tra Hind e i soccorritori della Mezzaluna Rossa, il film riesce a diminui­re la distanza tra lo spettatore e l’orrore della guerra, a far percepire in modo diretto la deumanizzazione e l’impotenza di fronte a un evento tanto atroce.

È una pellicola che non si limita a commuovere, ma che scuote, costringe a guardare in faccia una verità che i media tradizionali hanno spesso evitato di mostrare. La voce della bambina, che inizialmente tenta di convincersi che i suoi familiari stiano solo dormendo, diventa progressivamente consapevole della tragedia e con essa lo spettatore attraversa un viaggio di dolore e verità che difficilmente si dimentica. Non ci sono protagonisti in senso classico, non i soccorritori né la stessa Hind: il vero protagonista è il terrore, il senso di impotenza che attraversa la sala e che si trasmette direttamente a chi guarda.

Il film ha subito attirato l’attenzione della critica e del pubblico per la sua forza civile e per la capacità di trasformare un evento personale in memoria collettiva. Pur non vincendo il Leone d’Oro, The Voice of Hind Rajab ha conquistato il Gran Premio della Giuria e numerosi altri riconoscimenti, imponendosi come simbolo dell’edizione. È stato inoltre scelto dalla Tunisia per rappresentare il Paese agli Oscar 2026 nella categoria miglior film internazionale.

In un’edizione di Venezia segnata dal dialogo e dalla pluralità di voci, The Voice of Hind Rajab emerge come un’opera imprescindibile. Non è soltanto cinema, ma testimonianza, memoria e impegno civile. Un film da cercare, vedere e condividere, perché la voce di Hind non si spenga.


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Fonte immagine: jacopo cantoni

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L'Autore

Jacopo Cantoni

Laureato in Cinema presso l'Alma mater Studiorum di Bologna, mi cimento nella scrittura di articoli inerenti a questo bellissimo campo, la Settima Arte. Attualmente frequento il corso Methods and Topics in Arts Management offerto dall'università Cattolica del Sacro Cuore.

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